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Talento e audacia


SolGabettaInnsbruck. La grande musica diretta da Juanjo Mena al Congress Innsbruck con Sol Gabetta e la BBC Philharmonic .La grande musica diretta da Juanjo Mena al Congress Innsbruck con Sol Gabetta e la BBC Philharmonic. Talento e audacia in virtuosa sinergia.Il concerto si apre con la Sinfonia n. 5 in si bemolle maggiore di Franz Schubert. Un vertice assoluto della produzione giovanile schubertiana in cui ritorna il modello mozartiano come appare evidente dall’organico orchestrale privo di trombe, timpani e clarinetti. Freschezza inventiva, felice equilibrio, gentile intimità lirica, caratteristiche che ben emergono dalla perfetta interpretazione della BBC Philharmonic …

 
Sol Gabetta e la BBC Philharmonic diretta da Juanjo Mena al Congress

SolGabettaInnsbruck(A)- La grande musica diretta da Juanjo Mena al Congress Innsbruck con Sol Gabetta e la BBC Philharmonic. Talento e audacia in virtuosa sinergia.
Il concerto si apre con la Sinfonia n. 5 in si bemolle maggiore di Franz Schubert. Un vertice assoluto della produzione giovanile schubertiana in cui ritorna il modello mozartiano, come appare evidente dall’organico orchestrale privo di trombe, timpani e clarinetti. Freschezza inventiva, felice equilibrio, gentile intimità lirica, caratteristiche che ben emergono dalla perfetta interpretazione della BBC Philharmonic.
Con la sua calibrata eleganza, l’orchestra srotola in fluttuante luce il primo tempo, fino all’Andante con moto, sottile e leggero nel suo trascolorante chiaroscuro. Gli archi sembrano disegnare in modo trasparente le venature diafane del Minuetto, mentre il tema del Trio, esposto come petali di poesia dai violini e dal fagotto, ha un andamento calmo, piacevole. Sembra quasi che uno sconfinato orizzonte musicale respiri nel gesto di Mena, una danza che si muove verso l’allegro vivace dell’ultimo tempo, qui l’orchestra, pura e levigata, snoda ogni singola nota con ricchezza di modulazioni ed effetti timbrici. La serenità e la spiccata gioiosità musicale viene però, interrotta da una cadenza in fa minore, istante di sospensione e gli archi nuovamente avanzano con il secondo tema, brillante e spensierato. Un’esecuzione agile e stringata che conclude in piena felicità armonica questa sinfonia da camera più classica che romantica.

Musica, semplicemente musica che fa bene allo spirito:entra Sol Gabetta. Concerto per violoncello e orchestra in la minore op.129 di Robert Schumann tre movimenti che si susseguono senza soluzione di continuità. Anima, passione e pulsione innervano l’autentico senso musicale di Gabetta e l’estremo musicale affiora come quint’essenza dell’universo.L’intera partitura è sintetizzata nello incipit orchestrale, pochi accordi in cui l’ossatura melodica e armonica del Concerto prende corpo, il tema principale del movimento d’apertura, cantabile e fremente, è, infatti, il collante dei due successivi. L’orchestra, carica di tensione, è un meraviglioso oceano sonoro pullulante di sfere risonanti che incontrano Gabetta.

Il lento centrale è un Lied intenso e accorato, un soliloquio che si apre sui pizzicati orchestrali, invisibile emozione capace di insinuarsi fra disegno sonoro e atmosfera trascinandoci nella lucida interpretazione orchestrale trasfigurata in un crogiolo di sentimenti. Gabetta, è semplicemente fuoco che arde nella solarità di un abbraccio di luce musicale, la sua tecnica brillante, spettacolare, infallibile esplora l’inafferrabile con pulizia cartesiana e forte carisma. Le linee melodiche si srotolano nel virtuosismo mai fine a se stesso mentre nel respiro collettivo dell’orchestra ogni frase musicale si dilata a grandiosi effetti sinfonici.

Sol Gabetta: corpo fattasi musica e anima fattasi violoncello, energia che implode tra tensione e languidezza, tra dolcezza e graffiante vitalità; tutto in una sola parola: Musica. Attimo eterno nella forma in movimento che continua a vivere nella sensualità contemporanea di un bis che conferma la versatilità della grande artista.

BBCUltima parte dedicata alle Variations on an Original Theme for orchestra, Op. 36, di Edward Elgar comunemente dette Enigma Variations, opera musicale per orchestra scritta tra il 1898 e il 1899. Quattordici variazioni che differiscono per melodia, armonia e ritmo, 14 ritratti (compreso quello del compositore stesso) legati alla sfera delle sue amicizie. Ogni variazione è caratterizzata dalle iniziali di un nome di persona cui è dedicata, identità non resa esplicita in partitura, perche ciascun dedicatario sarebbe stato in grado, secondo Elgar, di riconoscersi e riconoscere tutti gli altri.

La pagina di Elgar ha messo in evidenza la qualità delle prime parti dell’orchestra e la grande omogeneità delle sezioni. La cantabilità dei portentosi archi, ricca di suggestioni, sempre diverse per colori, ha ridato a quest’opera la sua naturale brillantezza ed il fascino di una grande fantasia creativa. Mena ridefinisce il dettaglio, sussurra all’orchestra, si muove in simbiosi con il suono e la musica vibra nell’aria, attorno a noi. Il suo gesto esalta l’arditezza espressiva entrando in contatto con la partitura in una tempesta di note ed emozioni che riecheggiano fino all’ultima onda sonora.

La grande professionalità e le ottime qualità interpretative della BBC Philharmonic e del direttore Juanjo Mena, hanno suggellato un concerto che rivive nel ricordo del pubblico del Concress Innsbruck, come un intimo sguardo all’invisibile capace di toccare le corde più profonde della Musica, quella intuita, quella percepita, quella composta da grandi geni e interpretata da grandi talenti.

di Antonella Iozzo
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  (02.05.2012)

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