Turangalila-Sinfonia infiamma l’Alter Opera

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Paavo Järvi dirige l’hr-Sinfonieorchester per un Messiaen che è anima e pulsazione. Straordinari Stewart Goodyear al pianoforte e Cynthia Millar all’ondes martenot

di Antonella Iozzo

Jaervi-ans-Orchester-by-Manfred-RothFrancoforte – Turangalila-Sinfonia la meraviglia musicale di Olivier Messiaen, accende l’emozione all’Alter Opera di Francoforte. Paavo Järvi dirige l’hr-Sinfonieorchester assolutamente impeccabile, solisti Stewart Goodyear al pianoforte e Cynthia Millar per l’ondes martenot semplicemente perfetti.
Un viaggio musicale lungo oltre 75 minuti pulsa del canto d’amore che ispira Messiaen, Turangalîla , termine di origine sanscrito significato infatti canto d’amore. Composta tra il 1946 e il 1948, la “Turangalîla-Symphonie” di Messiaen è uno dei suoi brani più significativi. Compositore francese la cui profonda religiosità ha ispirato quasi tutta la sua produzione musicale, ma non questa sinfonia, questo splendido capolavoro scenografica brillantezza sonora che scuote le corde più nascoste della nostra sensibilità, che varca i confini per approdare su orizzonti esotici, che risente di influenze jazz, quasi a confermare l’ampiezza dello spettro musicale del Novecento.
Nessun concessione alla tradizione classico-romantica, la Turangalila è anima e pulsazioni, è suggestione e imponenza con una grande orchestra composta da più di cento elementi, con i percussionisti posti in evidenza, in primo piano, mentre il pianoforte attraversa a più riprese il tessuto musicale, insieme alla precisa e incisiva esecuzione della Millar all’ onde Martenot, uno tra i primissimi dispositivi per la produzione elettroacustica del suono.
Sin dalle prime battute la musica erompe con autorevolezza e forza dinamica, l’enorme flessibilità e agilità tecnica dell’orchestra è un fiume in piena trascinante melodie aspre e stridule e in temi ora spavaldi ora minacciosi. L’atmosfera è pervasa da declinazioni esotiche grazie alla timbrica percussiva che incide il colore orchestrale, ogni singola nota sembra possedere una necessità interiore, un battito carico di significato che seduce il procedere nervoso del pianoforte, fino a scivolare nelle sonorità lunari delle onde Martenot.
È attrazione fatale verso le sfere più profonde della musica, è magnetica essenza capace di condurci verso la sua stessa sconcertante bellezza, è Messiaen semplicemente Messiaen proteso verso l’Oriente. Le sue frasi musicali brevi, subito contraddette da altre che incalzano, suggellano la crescente tensione orchestrale. Il gesto nitido privo di svolazzamenti di Paavo Järvi è azione, è espressione rovente contenuta al suo interno e capace di mettere in luce tutte le qualità orchestrali.
Quattro temi principali: quello ispirato ai monumenti messicani, il tema del fiore, il tema d’amore, il tema fatto di accordi, che inizialmente affiorano per venire poi sommersi durante tutta l’opera e riapparire costantemente trasfigurati dal trattamento orchestrale. Temi percorsi da un’energia incontenibile anche nei momenti più statici, dove la direzione di Paavo Järvi solleva la musica tesa, intensa, tenuta costantemente sul filo del ritmo ossessivo che disegnano figure frastagliate e spigolose intrise di autentica passione e aprono una virtuosa sinergia con il pianista Goodyear, accuratezza ritmica, energia concentrata, eleganza di gesto e sottigliezza coloristica, emergono da una guizzante tecnica e da una calibrata verve interpretativa.
Hr-Sinfonieorchester e Paavo Järvi una felice corrispondenza di sensi e d’intenti nello scoprire il respiro travolgente e vulcanico, quanto suadente e lirico della Turangalila-Sinfonia, che s’innesca con la limpida interpretazione di Stewart Goodyear e Cynthia Millar pulizia cartesiana giocata con sincronismo e vitalità. Brillante esecuzione, fortemente comunicativa che tiene gli spettatori inchiodati alla poltrona, per poi esplodere in un lunghissimo e fragoroso applauso finale, è un dialogo continuo fra l’orchestra, il direttore, il pianoforte e l’ondes martenot che cesella la pulsazione, che raggiunge punte di estrema tensione, quasi tangibile, che trascina il magma emozionale nella lucida genialità musicale di Olivier Messiaen

di Antonella Iozzo ©Riproduzione Riservata 
                (21/06/2013)

Foto:
©Manfred Roth

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