VFO, Bell, Maisky e Argerich, nel segno della musica

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Neeme Järvi dirige Barber, Shchedrin e Dvoràk, passione e virtuosismo

argerichmaiskyjarvivfoVerbier (CH) – Vivere le trasparenze e le tonalità della musica come sensazioni ed emozioni che compongono una partitura armonica di forme e volumi, è un inno alla vita che nasce al Verbier Festival. Il cuore della musica classica ha trovato il suo habitat naturale.
Non solo grandi concerti ma musica in divenire, in continuo fermento con i giovani dell’Accademia, e con la Verbier Festival Orchestra, formata da circa cento ottimi giovani musicisti provenienti da tutto il mondo. Dinamismo, passione, professionalità, intensa comunicazione e voglia di fare musica, sono le linee guida che si diramano dalla Verbier Festival Orchestra. Sotto la sapiente guida di grandi direttori d’orchestra espande il suo carisma interpretando i più svariati compositori.

Intimi e suggestivi afflati sonori capaci di cesellare lo spazio, come il meraviglioso concerto tenutesi alla Salle des Combins, il 30 luglio scorso. Musica del ‘900 con Barber, Shchedrin e Dvoràk, solisti d’eccezione come Joshua Bell, Mischa Maisky e Martha Argerich, direttore Neeme Järvi e naturalmente la Verbier Festival Orchestra, è un solstizio musicale che celebra la bellezza dell’invisibile scolpita nella coscienza dell’umano sentire.

Sul palcoscenico l’orchestra, Joshua Bell e Neeme Jarvi s’inizia con il “Concerto per violino e orchestra op.14” di Samuel Barber.
Bell distende, senza alcuna introduzione orchestrale, una tavolozza di delicato lirismo, emotività intensa ma controllata che si amplifica per il movimento d’apertura Allegro molto moderato. È una nuvola che prende corpo man mano che l’orchestra avanza. Il secondo tempo, Andante sostenuto è introdotto da un assolo dell’oboe, delicato, preciso, leggero che segue il gesto del direttore Järvi, momenti sospesi poi entra il violino ed è irruenza. Il carattere rapsodico del tema contrasta, Bell ne scolpisce il carattere, la struttura, il suono sembra pullulare di mirabile espressività fin quando nel movimento conclusivo Presto in moto perpetuo emergono con vigore le doti brillanti e l’ottima tecnica virtuosistica. Bell dialoga e s’integra sapientemente con l’orchestra che mantiene bene il ritmo, ogni sezione scava nelle sfumature, nelle fitte trame di Barber con esiti sempre persuasivi.

belljarvivfoAttimi dilatati nell’impalpabile atmosfera che richiama più volte Bell sul palcoscenico ed è ancora emozione quando insieme all’orchestra riesegue un breve passaggio dell’ultimo tempo.

Ancora grande musica con la solida nitida e compatta interpretazione di Romantic Offering per violoncello, pianoforte e orchestra del compositore russo Rodion Shchedrin, presente in sala. Solisti due dei maggiori interpreti del nostro tempo, la pianista Martha Argerich e il violoncellista Misha Maisky.

Incandescente tensione ed estrema forza espressiva e tutte le suggestioni della partitura s’impongono nella magnifica interpretazione di Maisky e Argerich. Caratterizzata da qualche movenza strawinskiana e da tratti jazzistici nel primo movimento. Slanci romantici, soprattutto per il violoncello si alternano ad un’estrema essenzialità del pianoforte. Cura per il dettaglio e una trasparenza sorprendente sono i tratti distintivi di un’esecuzione orchestrale perfetta.

Maisky è passione, fuoco, estasi e tormento che ricadono sullo strumento fremente tra le sue braccia. Argerich è ancestrale, lucida precisione, scansione ritmica tagliente, ossessiva e percussiva. Una partitura che mette ben in evidenza le qualità distintive dei due solisti mentre attraversano la loro anima e raggiungono il nostro cuore.

Seconda parte interamente dedicata ad Antonìn Dvorak con la Sinfonia n. 9 in mi minore op. 95, “Dal nuovo mondo”. Equilibrio della forma e melodiosità slava in una scrittura raffinata e dalla solidità costruttiva.

L’Adagio ci introduce lentamente verso il caratteristico tema che apre l’Allegro molto. Ricchezza di episodi e d’intrecci che l’intera orchestra esegue con notevole espressività, attribuendo alla pagina una freschezza che si rinnova continuamente.

Ampi accordi si diffondono nel Largo successivo ed un soffuso lirismo sembra quasi dipingersi nell’aria, l’orchestra ne evoca le sfumature seguendo i gesti attenti di Järvi. Tra direttore e orchestra affiatamento, armonia, reciproca intesa che si spinge nell’intuizione, nella percezione sonora ed è subito elevazione sonora.

Vitalità ritmica e varietà coloristica caratterizzano lo Scherzo che si srotola energicamente mentre le principali idee melodiche già ascoltate nei tempi precedenti vengono elaborate ed intrecciate con il tema principale riproposto con la forza di una apoteosi nel finale: l’Allegro con fuoco sintesi del contenuto dell’intera Sinfonia.

Esaltante imponenza di un tema che ha assicurato alla composizione la sua celebrità e che l’interpretazione della Verbier Festival Orchestra ci ha restituito con nettezza di contorni e vividi accenti timbrici.

di Antonella Iozzo©Riproduzione Riservata 
                  (03/08/2012)
www.viacialdini.it
 

Articolo correalto: Intervista a Joshua Bell
  
Immagine di Nicolas Brodard © Argerich-Maisky-Jarvi-vfo
Immagine di Nicolas Brodard © : Bell- -Jarvi-vfo

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