Antonio Catania, passione Principe Ibleo

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Scegliamo di essere presenti in contesti dove è possibile la condivisione e la partecipazione, nel concept “Salotti del Gusto” abbiamo trovato un valido partner
di Antonella Iozzo

Antonio-CataniaPrincipe Ibleo , riflessi di vino e di passione distesi nella memoria e nel mare di Sicilia si aprono al futuro trasmettendo il forte senso d’appartenenza, la tradizione e il vissuto di Antonio Catania e della sua Azienda, uno dei protagonisti di Salotti del Gusto Alta Badia, la nuova frontiera dell’enogastronomia.
Ci presenta brevemente la sua Azienda?
La mia azienda è il frutto di 16 generazioni di vinificatori che hanno saputo tramandare, attraverso tre secoli e mezzo di tradizione, la passione per il vino. Quest’anno decorrono i 350 anni dalla nascita. Ci piace definirci dei produttori atipici poiché abbiamo sempre e solo vinificato in modo da soddisfare al meglio il palato ed il fabbisogno dei discendenti della casata. Fino ad una decina di anni fa, producevamo solamente 15.000 bottiglie totalmente assorbite dalle 25 famiglie appartenenti al nostro albero genealogico. Oggi ne produciamo circa 50.000 extra con il medesimo intento, quello di soddisfare pienamente i gusti di coloro che hanno continuato ad alimentare la tradizione. Il mercato sembra gradire questa scelta.
Discende da una Casata importante, ne sente la responsabilità?
Direi di si. Non parlo del titolo nobiliare che, tra l’altro, non possiedo giacché perduto nel tempo a causa della regola che prevede la non trasmissibilità del titolo alle figlie femmine, ma la passione e la visione nel concepire il modo di vivere la vigna e vinificare ed il fatto che il mio antenato, Alessandro Della Torre, capostipite di questa tradizione, da me considerata una “fortuna”, sia riuscito a far giungere a me che, a mia volta, cerco di custodire gelosamente ma, al contempo, di applicarla con la dovuta contemporaneità.
Quali sono le strategie di marketing adottate per comunicare attraverso il vino, la storia, la tradizione, l’origine?
Per noi marketing significa condividere. Scegliamo di essere presenti in contesti dove sono possibili la condivisione e la partecipazione, parlo non solo di vino ma anche di cibo, storia, arte, benessere ed in questo, nel concept “Salotti del Gusto”, abbiamo trovato un valido partner.
Ho fatto disegnare le etichette delle nostre bottiglie ad una giovane e già affermata artista padovana, Lucilla Pesce, che adesso vive a Berlino. Le sue opere, per lo più fotografie artistiche, sono battute all’asta tra Parigi e Londra. Ebbene, in questo caso l’artista ha saputo sintetizzare nei disegni le nostre origini, territoriali e nobiliari.
Il brand Principe Ibleo come si pone sul mercato internazionale?
Ormai anche all’estero sta crescendo la cultura del buon vino. Siamo passati da una fase nella quale solo le grandi etichette avevano l’opportunità di vendere all’estero, ad una nuova tendenza, nella quale i consumatori stanno spostando la loro attenzione verso piccoli produttori che possano spiegare il loro modo di fare e vivere il vino in modo artigianale, a volte maniacale.
Questa la considero una grande fortuna in quanto a volte, la bottiglia, da sola, non riesce a trasmettere la passione, lo studio e la ricerca che il produttore ha vissuto ed attraversato per giungere a quel risultato. Per quanto riguarda Principe Ibleo, il 75% della produzione è indirizzata all’estero dove abbiamo già ricevuto diversi riconoscimenti.
Dalla Sicilia ai Salotti del Gusto in Alta Badia, come e perché ci arriva?
Il connubio è presto fatto!
Sono rimasto molto colpito dal modo in cui è stato concepito l’evento. Prima di aderire all’iniziativa mi è stata fatta un’intervista dall’ideatrice dei Salotti del Gusto, Raffaella Corsi Bernini, la quale mi ha minuziosamente chiesto cosa mi sarei aspettato da questo evento e quali ingredienti avrei desiderato riscontrare. Dopo qualche settimana, mi è stato presentato in ogni sua parte, notando che tutte le caratteristiche sulle quali il marchio Principe Ibleo si fonda, cibo, storia, arte e benessere, che avevo cercato di trasmettere alla Dott.ssa Bernini, erano state impeccabilmente confezionate in una 3 giorni tutta da vivere con il fiato sospeso. Ultimo ma non ultimo ingrediente, la Sicilia. Per me è l’isola più bella del mondo. Sono fiero di appartenere a questa terra e di poterne divulgare la sua storia e la cultura, nel mondo, con i miei prodotti.
La sua miglior definizione per i Salotti del Gusto?
Salotti del Gusto è un succo concentrato di stile, cultura, arte e gioia di vivere, una concreta opportunità da cogliere per piccoli produttori come me.
I colori e le armonie che inebriano i nostri sensi quando stappiamo una bottiglia “Principe Ibleo”?
Sorseggiando ad occhi chiusi il mio vino, riconosco esattamente il filare dal quale sono state vendemmiate le uve, che si mescola ai sentori della vegetazione del circondario, gialla, arsa dal sole. A volte mi sembra di esserci seduto in mezzo anche se, magari, mi trovo nella nostra sede di Padova. Ogni vino mi da una differente sensazione.
Il carattere predominante nei suoi vini?
Da 25 anni a questa parte ci battiamo per la drastica diminuzione dell’uso della chimica in vigna, con magnifici risultati. Il risultato è un prodotto sano, che non crea mal di testa o problemi di stomaco. Le racconto una breve storia, che mi ha riempito di soddisfazione:
Circa 4 mesi fa, ad un’inaugurazione, un ospite mi avvicina chiedendomi se dentro il nostro rosato extra dry Amor Osa c’è alcol. Chiaramente rispondo citando la gradazione riportata anche sull’etichetta (11,5°). Ovviamente chiedo il motivo di questa domanda. Lui mi risponde dicendo che poche sere prima se ne era bevuta un’intera bottiglia da solo ed al termine non era nemmeno ubriaco. Solo un vino sano può far scaturire certe affermazioni.
E quello di Antonio Catania?
Non amo molto parlare di me… Mi reputo schietto, verace e concreto, con una forte propensione all’internazionalità, proprio come i miei vini! A mia figlia Alice, che giusto ieri ha compiuto un anno, parlo solo in inglese da quando è nata e continuerò a farlo fino a quando riscontrerò che l’avrà imparato.
Il profumo del vino, il sapore della terra, l’odore persistente della passione, come convivono in Lei?
In me li sento come una naturale propensione. Sono nato e cresciuto in mezzo ai filari, il profumo della terra dopo la pioggia, dell’aria al mattino presto, quelli della cantina dopo la vendemmia al formarsi del mosto. Sono sensazioni forti che si compenetrano nel mio animo emozionandomi a tal punto da comunicare in profondità con il mio io. Trovo più facile descrive un ottimo vino, che parlare di questo.
Quando non degusta “Principe Ibleo” cosa sceglie?
Sono un grande estimatore dei prodotti dei miei colleghi. L’Italia è il migliore produttore mondiale di vino, sia qualitativamente che quantitativamente. Ogni una delle 20 regioni italiane ha delle eccellenze da poter fieramente mostrare al mondo. Il marketing è un’altra storia.
Tre cose indispensabili nel suo lavoro
Tenacia, tenacia, tenacia.
Riportando le parole di una persona che stimo: “Bisogna osare. Bisogna Crederci”!
La cosa di cui va fiero?
L’essere tutto d’un pezzo. Ma mi costa carissimo…
Essere un isolano, è una condizione mentale o cosa?
Come le dicevo, per me, la Sicilia è l’isola più bella del mondo. E’ frustrante non riuscire a convincere chiunque della indiscutibile bellezza e ricchezza di questa terra.
Ma chi ha avuto modo di frequentarla assiduamente, riuscendo a scalfire quello strato superficiale fatto di immaginazione cinematografica, errata interpretazione e qualche emigrante dai pochi scrupoli, ne gode i benefici. Noto con piacere, da un po’ di anni a questa parte, che la zona del trapanese si sta riempiendo di Veneti che affittano annualmente o acquistano casa. L’avrebbe mai detto?
I suoi desideri tra l’anima del vino e la voce del mare?
Ho sempre identificato il mare come la profondità dell’animo, il vino come succo trascendentale, trait d’union tra terra e cielo.
Il respiro della sua anima preferisce la luce dell’alba o i colori del tramonto?
L’alba, sicuramente l’alba. Il principio di ogni cosa. La vita.
Chi vorrebbe essere se non fosse Antonio Catania?
Alessandro Della Torre, Maestro del Real Patrimonio.
Il primo pensiero del mattino?
Va a mia Moglie Monica ed alla mia bimba Alice.
Antonio Catania in tre aggettivi?
Sentimentale, passionale, generoso.

di Antonella Iozzo ©Riproduzione riservata
                  (21/06/2013)

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