Caffè Pedrocchi, emozioni in progress

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Oggi il Caffè Pedrocchi ed il suo Ristorante come una stella accendono la storia di nuova poesia per istanti eno-gastronomici contemporanei dal sapore antico.
di Antonella Iozzo

Caffe-Pedrocchi-Interno-byLuongoPadova – Caffè Pedrocchi, da sempre fascinazione culturale, da oggi nuova meraviglia della città. Pulsazioni del tempo e battiti di storia nel segno evolutivo di una nuova gestione, la F&deGroup, prospettive aperte sulla strada della continuità storica.
Dal 1831, quando l’imprenditore Antonio Pedrocchi e l’architetto Giuseppe Jappelli, diedero forma al gusto del caffè e alla bellezza neoclassica, il Caffè Pedrocchi continua ad essere il luogo simbolo dove la sapienza ed il piacere dei sensi vivono la loro estasi intellettuale. Nel cuore di Padova una location carica di tradizione, memoria e vissuto sia per una piacevolissima pausa durante il giorno, sia come intermezzo culturale, incontri business e momenti riservati nei suoi saloni, basti pensare che nel 1842, le sale del Piano Nobile sono state inaugurate con il IV Congresso degli Scienziati Italiani.
Oggi il Caffè Pedrocchi ed il suo Ristorante come una stella accendono la storia di nuova poesia per istanti eno-gastronomici contemporanei dal sapore antico. È una tradizione, rivisitata con stile e semplicità, equilibrio e leggerezza dallo Chef Giacomo Dianin.
Declinazioni in bianco c’introducono nella sala ristorante, la cui luminosità é amplificata dalle ampie vetrate, esterno ed interno veicolano, in una sorta di continuum, il ritmo della città che si muove intorno a noi, mentre l’emozione sorride al gusto. L’accoglienza del Restaurant Manager Manolo Rigoni, discreta e cordiale, sottolinea le nuances raffinate dell’ambiente che traspira dai dettagli, dalle orchidee pastello e dal design informale.
Caffe-Pedrocchi-design-byLuongoUna carta vini importante include le migliori selezioni del territorio veneto nonché le più importanti etichette nazionali ed una preziosa suite di champagne Dom Perignon, corollario di un menù molto attento ai prodotti del territorio e all’alta qualità.
La nostra degustazione inizia con un quadro armonico di sapori che vibrano di tipicità e naturalezza: l’accordo mitigato in dolcezza della “Gallinella in soar” ovviamente locale, si sfalda in friabilità con la “Millefoglie” pasta fillo, asparago bianco, carletti e valeriana, croccantezza e delicata freschezza, quasi un soffio di natura che dalla verdura giunge fino alla “Soppressa su crostone di polenta” rustica espressione veneta elevata a gustosa empatia. Su tutto il Soave Bertani “Sereoli” 2013, fiori bianchi al naso capaci di preannunciare una morbidezza setosa al palato, per sensazioni che richiamo il profumo più autentico del Veneto. Autenticità che ritroviamo nel primo piatto, “Risotto con asparagi bianchi mantecati al rosso d’uovo”, un prodotto di stagione interpretato dallo Chef Dianin con estrema delicatezza, la perfetta cottura del riso si sposa con la consistenza degli asparagi e scivola in un’avvolgente cremosità, densa al punto giusto. Light espression di risotto che decanta il territorio con un calice di “Bianco Veneto IGT Calto delle Fate” della cantina Il Filò delle Vigne, Chardonnay, Riesling italico e Tai per riflessi oro intensi in un trionfo di audacia.
Caffe-Pedrocchi-Portata-byLuongoLa cucina dello Chef Giacomo Dianin è un cantico di natura e soavità, una sinfonia librante la sua, musicalità nella scelta delle materie prime e nell’equilibrio dei sapori, esattamente come nella “Tagliata di tonno rosso su tartina di patate schiacciate e asparagi verdi”, l’ottima cottura del tonno esalta la sua tenerezza sciogliendosi in bocca in pura succosità, le patate ne avvolgono l’aroma mentre la croccantezza degli asparagi emerge da una cottura attentissima quasi millimetrica. Il vino giusto? “Scalabrone” un Bolgheri Rosato DOC, Tenuta Guado al Tasso, di Antinori, Cabernet Sauvignon, Merlot, Syrah, un nastro di luce srotolato in personalità ed eleganza, carattere e freschezza, più che un rosato, petali di essenze rosate.
Sul finire le dolci tentazioni della Pasticceria Racca di Padova, variazioni di cioccolato e croccanti note di riso soffiato per sensazioni decise e avvolgenti, preludio al classico dei classici il “Caffè Pedrocchi”: panna, menta, espresso amaro e una spolverata di cacao: bordeline freddo-caldo che amplifica la percezione, sulle labbra il fresco della mente risveglia i sensi e al palato il caldo del caffè rilancia il gusto verso orizzonti evocativi. Suggestioni per emozioni in progress.

Caffè Pedrocchi
Via VIII Febbraio, 15, 35122 Padova
Tel. 049 878 1231
www.caffepedrocchi.it

di Antonella Iozzo ©Riproduzione riservata
                  (25/04/2014)

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