Caterina de Puppi. Dal vino al vino, intelligenza e simpatia

image_pdfimage_print

Il vino da molta soddisfazione nonostante le numerose difficoltà che s’incontrano lungo il percorso, ma forse proprio per questo è diventata una vera passione capace di trasformare il dovere in piacere e in voglia di migliorare.
di Antonella Iozzo

Caterina-de-Puppi-byluongoMoimacco (UD) – Caterina de Puppi, il piglio dinamico di Villa de Puppi. Giovane e determinata conquista l’interlocutore con intelligenza e simpatia. Conversazione, naturalmente, accompagnata dai suoi ottimi vini, Sauvignon, Chardonnay, Taj Blanc. Carattere, verve, freschezza dal produttore al calice con Villa de Puppi nulla è celato, tutto è comunicazione sensoriale.
Villa de Puppi, quando e come nasce?
Nasce, anzi rinasce nel 1990, con la ristrutturazione della casa, della cantina e dei vigneti, infatti, mio zio ha iniziato a produrre vino sin dal 1800. Noi abbiamo recuperato la tradizione di famiglia, soprattutto, grazie a mia madre e adesso è una vera e propria attività.
La sua decisione di entrare nell’azienda di famiglia è stata un po’ dettata da questa rinascita?
Si sono verificati degli avvenimenti che hanno influito, ma comunque è stata una mia decisione.
Il suo ruolo in Azienda?
Mi occupo della parte produttiva e commerciale.
Villa de Puppi e Rosa Bosco …
Nascono totalmente separate e nel 2005 confluiscono in una sola realtà. Entrambe le linee vengono prodotte in azienda, mantenendo le diverse caratteristiche che contraddistinguono le etichette. Rosa Bosco nasce dall’incontro con Rosetta Bosco, appunto, che ci ha trasmesso la sua esperienza e conoscenza tecnica, grazie alla quale siamo riusciti a migliorare la produzione.
Il vino cosa rappresenta per Lei?
Il vino adesso è passione, inizialmente era solo lavoro. Dà molta soddisfazione nonostante le numerose difficoltà che s’incontrano lungo il percorso, ma forse proprio per questo è diventata una vera passione capace di trasformare il dovere in piacere e in voglia di migliorare.
Vino preferito?
Il Sauvignon, che è anche quello che piace di più al mercato, insieme al Taj Blanc, un vino particolare e originale che si differenzia.
Un abbinamento perfetto con un Sauvignon Villa de Puppi?
Un ottimo abbinamento potrebbe essere con il sushi o il sashimi, ma se rimaniamo sui piatti locali, abbinerei un Sauvignon Blanc Rosa Bosco con del baccalà mantecato.
Cosa pensa degli eventi sul vino?
Ce ne sono tanti. Per noi i più importanti sono Vinitaly, Prowein, Merano Wine Festival.
Una conversazione, secondo Lei, inizia o finisce con un buon bicchiere di vino?
Inizia e finisce.
E un’amicizia che inizia con un bicchiere di vino cosa può divenire nel tempo?
Complicità, confronto e forse anche competizione.
Al ristorante, quando è in vacanza, che vino sceglie?
Cerco di farmi consigliare, soprattutto se vado in altre regioni d’Italia, dove non conosco la realtà locale.
Secondo Lei, la cultura locale si può apprendere da un bicchiere di vino?
Si, è una parte molto importante della cultura del posto e si può capire molto attraverso un calice di vino.
Obiettivi e desideri per Villa de Puppi?
Sicuramente il futuro lo vedo in uno sviluppo in termini di volumi e ovviamente qualitativo. Il mio desiderio è di lavorare a contatto con la gente, per presentare il vino direttamente al consumatore finale, comunicando insieme al carattere del vino quello delle persone che lo producono.

di Antonella Iozzo ©Riproduzione riservata
                  (21/08/2014)

Articoli correlati:

Villa de Puppi, visione lungimirante dal Friuli

Bluarte è su https://www.facebook.com/bluarte.rivista e su Twitter: @Bluarte1