Chianti Colli Fiorentini, il classico moderno nel bicchiere

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Morbide colline come risvegli di natura si lasciano accarezzare dallo sguardo per poi sorprenderci con vigneti che delineano dimore, maestose tenute e rilassanti agriturismi. È una continua scoperta che suggella nuove esperienze, e ogni nuovo incontro è un’emozione nel segno del vino e dell’eleganza.
di Antonella Iozzo

Malenchini-VillaFirenze – Le forme della cultura, la poesia della natura: Chianti Colli Fiorentini. Vigneti che da sempre circondano Firenze estendendosi sulle dolci colline circostanti trattenendo l’eco del passato e rilasciando il sapore del tempo e della tradizione. È una tradizione che ci racconta del vino cittadino per eccellenza prodotto dalle nobili famiglie che sui colli fiorentini avevano le proprie residenze di campagna e i casini di caccia. E se il vino è cultura, il Chianti Colli Fiorentini ne è l’espressione più ricca e profonda, più vicina alle diverse forme d’arte perché è più vicina al cuore fiorentino. Un legame quasi indissolubile con la città di Firenze che diviene simbolo e simbolico nel marchio del Consorzio che ripropone il “Marzocco”, il leone rappresentato sulla torre di Palazzo della Signoria, unito con la zampa destra al calice del Chianti Colli Fiorentini.

Riconosciuta e delimitata nel 1932, la Docg Chianti Colli Fiorentini comprende 18 Comuni, tra i quali Firenze Montelupo Fiorentino, Fiesole, Lastra, Signa, Scandicci, Impruneta, Bagno a Ripoli, Rignano sull’Arno e Pontassieve, e prevede condizioni produttive severissime proprio per preservare l’eccellenza che da secoli è riconosciuta e apprezzata. Sangiovese per iniziare, Sangiovese per concludere l’opera omnia di un grande vino, come intermezzo Canaiolo o Colorino per sfumature organolettiche che seducono, sorprendono, attraggono il gusto. Note che sottendono la modernità e rilanciano la tradizione, con una personalità forte e sicura che non tradisce mai la sua origine toscana.

Morbide colline come risvegli di natura si lasciano accarezzare dallo sguardo, per poi sorprenderci con vigneti che delineano dimore, maestose tenute e rilassanti agriturismi. È una continua scoperta che suggella nuove esperienze, e ogni nuovo incontro è un’emozione nel segno del vino e dell’eleganza. L’”Azienda Agricola Malenchini” gestita da Diletta Malenchini e affiancata dall’agronomo ed enologo Stefano Porcinai, è una villa-scrigno, custodita nel lembo dei sogni. Regnanti e prelati, nel corso dei secoli aprirono le danze: successioni, matrimoni, testamenti e la Villa di proprietà della famiglia Giannelli del gonfalone Ferza, passò nel 1480 ai Guiducci ed infine ai Capponi. Ancora qualche giro di valzer e nel 1667 fu assegnata dal Granduca di Toscana Cosimo III al fratello Cardinale Francesco Maria de’ Medici, il quale iniziò i restauri sotto la guida dell’architetto Ferri. Ebbe inizio lo spettacolo dell’architettura, forme nuove entrarono in scena, effetti originali e colpi d’occhio sul panorama circostante la resero una residenza di classe. Fontane e vasche per giochi d’acqua che stupivano gli ospiti e un appartamento privato con annessa una cappella per il Cardinale.

Inevitabilmente divenne luogo di richiamo per ospiti illustri come il Re di Danimarca Federico IV e meno illustri ma più attuali, infatti, oggi la villa è meta ideale per eventi e momenti unici.
Malenchini-ViniVilla di Lilliano,70 ettari di proprietà di cui 17 coltivati a vigneto. Un piccolo quadro nel grande mosaico della Villa che risuona di Sangiovese, Canaiolo, Merlot, Cabernet Sauvignon, Petit Verdot e Malvasia. Tutto è in funzione della qualità, tutto gioca un ruolo fondamentale nel mantenere l’altissimo standard, iniziando dalla cura per i particolari della proprietaria Diletta per finire alla cantina, non solo luogo suggestivo, ma area di quiete, dove la temperatura costante gioca un ruolo fondamentale per la stabilità e l’equilibro dei vini. Acciaio e barrique per prodotti che risentono dall’amorevole cura e della professionalità, come l’ “IGT Bianco Toscano”, gradevole, fresco in bocca e di facile beva. Il “Chianti D.O.C.G.” sangiovese in purezza aromatica sensazione di morbidezza che si amplifica e si distende. E ancora il “Chianti Colli Fiorentini D.O.C.G.”, Sangiovese, Canaiolo nero, rosso vivace e corposità rotonda per una melodia che si lascia ascoltare oltre la naturale persistenza. Degustazione che si avvia verso l’orizzonte della Malvasia con un “Vinsanto Del Chianti D.O.C.“ Fiorentini”, colore ambrato e note di mandorle che evitano lo stucchevole ed invitano ad una lenta elaborazione del retrogusto.  

Chianti Colli Fiorentini che inspira un lifestyle, un modo unico e intimo di concepire il vino e tutto ciò che racchiude. Un esempio lo è la “Fattoria di Bagnolo”, a Impruneta, alle porte di Firenze.Visitarla è come entrare in punta di piedi tra gli anfratti della storia, del passato e coglierne l’essenza. È un ascolto che si evolve in calici di qualità superiore.
Linea melodica tenue e forte che sprofonda nel substrato del terroir per inscenare un poema sconcertante la ragione. Fusion di saggezza, esperienza, e passione che gioca delicatamente, amorevolmente, ma pericolosamente con la lirica corposità del vino. Da qui, inizia un viaggio alla scoperta dell’immenso universo che si cela nel bicchiere, verità e mistero sul filo della Fattoria-di-Bagnolo-cantinadedizione della famiglia Marchesi Bartolini Baldelli. Un percorso a ritroso ci conduce nel 1857 quando il Granduca di Toscana Leopoldo II di Lorena conferì il titolo di Marchese a Bartolommeo Bartolini Baldelli, suo consigliere intimo, che, fra l’altro doveva organizzare la vita di Corte della Famiglia del Granduca. Fu proprio Bartolommeo che volle acquistare la Fattoria di Bagnolo, data la sua vicinanza a Firenze e la bellezza della Villa cinquecentesca, appartenuta, tra gli altri, anche alla famiglia Machiavelli. Oggi la famiglia Bartolini Baldelli gestisce direttamente le tre Aziende di proprietà, la Fattoria di Bagnolo, la Fattoria di Scaletta e la Fattoria Castello di Montozzi, nel segno della continuità. Marco Bartolini Baldelli, sembra incarnare la passione che dona corpo e forma all’azienda e ai suoi prodotti. Cordiale, accogliente, carismatico, evoca, ricorda, intreccia vicende emozionali, proietta luce sul futuro. È un fiume in piena che trasporta l’impulso vitale. Sorridendo con il cuore e con gli occhi ci conduce verso la cantina, dove ogni pietra porta in se i segni del tempo, sono pagine da leggere con gli occhi dell’anima, solo così possiamo percepirne il fascino e l’importanza.

Il restauro di ogni ambiente è imperniato sulla tradizione, sul mantenere il senso del tempo, sul restituire ai muri, ai soffetti, agli immobili la loro voce, la loro identità. La stessa che ritroviamo nei vini ad iniziare dal “Chianti Colli Fiorentini”, rosso rubino, intenso, che stilla esistenza e riedifica il palato con sentori di frutta matura. Ogni cosa sembra respirare la poesia che Marco Bartolini Baldelli riesce a far emergere dal bicchiere, sono versi che scivolano come Fattoria-di-Bagnolobrividi verso il “ Chianti Colli Fiorentini Riserva 2008”, personalità decisa che agita la sua verve fino ad innalzare un inno d’amore persistente e dal sapore gradevolmente tannico. Le parole s’intrecciano ai pensieri o forse è il contrario, ma ciò che appare chiaro è l’eterna armonia che incatena la mente e scuote la percezione in elevazioni culturali, in umori vibratili, in onde del tempo che risalgono impetuose al primo assaggio del “Capro Rosso IGT 2007” Sangiovese, Colorino, Cabernet Sauvignon, 12 mesi in barriques e tonneaux, per una sinfonia mahleriana che maestosa abbraccia tutto l’arco delle sensazioni per poi congedarsi in un simultaneo elisir di profumi. Come l’ultima stella della sera, nei nostri bicchieri, scende il sublime, il “Vin Santo Del Chianti Riserva 2002”, ogni senso ne è rapito. È un’effusione sentimentale che risveglia il desiderio, le papille gustative scoprono il paradisiaco sentiero del piacere, l’immaginazione segue l’istinto nella fluidità densa e ambrata. Un vortice di emozioni danza un’elegante coreografia, prima di scoprire le morbide curve del Roquefort, delizioso formaggio francese erborinato, l’irrazionale implode, deflagra, è un movimento che esalta e avvolge la dolcezza carezzevole del Vin Santo, dopo, solo pura passione con cioccolato fondente, acidità, sapidità, contrasti e armonie tutto è lecito, tutto sottende alla ragione, tutto è istante infinito da vivere, adesso.

Chianti Colli Fiorentini il classico moderno dalla naturale eleganza, esattamente come la “Tenuta Sticciano” in Località Fiano, Certaldo, Chianti a pochi km da Firenze, storica fattoria del XVII secolo. Un sogno da vivere in libertà. Un luogo dove gusto, pensiero e visione delle cose creano un nuovo universo fatto di sapori e colori, trait d’union il vino.
Tenuta-di-SticcianoAlla Tenuta Sticciano i colori della natura intorno, le luci dell’aria, l’acqua della piscina, sembrano insinuarsi spontaneamente nell’ambiente interno rispecchiando il buon gusto dei proprietari e rivelando il particolare legame con la tradizione, il passato e la cultura nelle sue varie declinazioni. È un paesaggio che non può esistere altrove che esprime armonia, che cattura lo splendore intorno e lo focalizza nella composita ripartizione spaziale. La rigogliosa vegetazione si apre su orizzonti romantici e al contempo richiamano la seduzione classica della Tenuta.
14 appartamenti collocati in 3 edifici rurali e 8 camere nell’antica Villa padronale sono le forme dell’agriturismo, un sottofondo alla nostra concezione di vacanza capace di piroettarci verso una caleidoscopica esplorazione paesaggistica, se vogliamo anche interiore. Sono camere molto curate, dotate di tutti i confort e dove le calde tonalità degli arredi si accordano con il paesaggio. Il sapore antico si sposa con i marmi per una raffinata declinazione di benessere. Ed è come se una felice combinazione d’idee, di elementi, di stati d’animo prendesse vita in immagini da vivere nell’attimo prolungato della nostra vita. Il tempo, infatti, è una costante che dai vigneti, immensi affreschi di natura, che circondano la tenuta, perfettamente curati secondo le tecniche bio, alla cantina evolve, muta, si dilata e lascia che sia prima l’acino poi il suo succo a elevarsi nel cantico dei cantici: il vino. Secoli di storia si depositano, infatti, sulle pareti della cantina dall’ingresso suggestivo. Una scalinata ci porta tra le viscere della cultura enoica, qui nel silenzio millenario, la professionalità del viticoltore Alessio Miliotti innesta innovazione e sperimentazione per una qualità bio senza paragoni.

Agricoltura naturale e sostenibile, certificata biologica, come scelta di vita, una filosofia che nasce dal rispetto per la terra, per ciò che ci circonda, alimentata quotidianamente con pura passione. Infinite cure ai vigneti e quindi ai vitigni, impegno costante, quindi che non ammette errori, da questa professionalità nascono grandi vini come lo “Chardonnay I.G.T. Toscana 2013”, fresco e di facile beva , è perfetto per aperitivi e pietanze leggere. Anche il “Chianti Maggiano D.O.C.G 2012” è semplice e schietto, molto equilibrato, adatto a cibi ed occasioni quotidiane. Ma è con la verticale delle Riserve “Chianti Riserva D.O.C.G. RiservaTenuta-di-Sticciano-vigneti della Villa” annate, 2010, 2008, 2007 e 2005 che il Chianti acquista, importanza, eleganza. Il colore dal rosso brillante e insieme consistente, sfuma sino al rosso carico quasi spento, mentre il profumo fiorito e speziato, divine man mano più vinoso, intenso e persistente. Al gusto, si rivela asciutto, pieno e abbastanza tannico. Un grande equilibrio è il comune denominatore di assaggi di piacere che esaltano il palato con una fine gradevolezza.
Vino che incontra l’estro creativo della cultura e Alessio Miliotti, riporta indietro le lancette del tempo per far rivivere la Fornace da mattoni un rudere simile ad un vecchio fienile situato ad ovest della Villa di Sticciano. Costruita intorno al 1800 dai marchesi Medici Tornaquinci, per far fronte al bisogno di materiale edilizio necessario per ampliare la loro proprietà, oggi è “opera attrattiva” , testimonianza la cultura territoriale della Valdelsa centrale, un tempo ricca di fornaci per la presenza naturale dell’argilla.

Reperto di archeologia industriale che stimola l’interesse di Alberto Cavallini e Maddalena Pasquetti, tanto da sviluppare un progetto di recupero e valorizzazione della cultura del territorio attraverso l’associazione Caba, che promuove progetti didattici aperti alle scuole e al territorio proponendo attività legate all’arte della ceramica che si svolgono nel periodo estivo all’interno della Tenuta. Workshop e percorsi creativi in perfetta sintonia con la cultura del Vino, oltre l’ovvietà, la naturale dimensione dell’Arte, gesti in progress, sorsi senza tempo.

Azienda Agricola Malenchini
Via Lilliano e Meoli, 82 – 50015 Grassina (Firenze)
Tel +39055642602 Fax +39055646987  – http://www.malenchini.it

Fattoria Di Bagnolo
Via Imprunetana per Tavarnuzze n° 48 – 50023 Impruneta (Firenze)
http://www.bartolinibaldelli.it/

Tenuta di Sticciano
Via di Sticciano, 207 – 50052 – località FIANO – Certaldo – Firenze
Tel. +39 0571 669032 – 679877 Fax. +39 0571 669422  – http://www.tenutadisticciano.it 

 

di Antonella Iozzo ©Riproduzione riservata
                  (25/04/2014)

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