Don Alfonso 1890 Si assaggia la purezza si scopre il sapore della vita

Don Alfonso 1890, emozioni che dipingono la tela bianca della nostra vita, aggiungendo al sapore del cibo, quello dei valori. Attimi come stelle che illuminano il sentiero dei ricordi grazie all’eterno garbo e all’ospitalità di Alfonso, Livia, Ernesto e Mario laccarino. Si assaggia la purezza, si scopre il sapore della vita.

di Antonella Iozzo

Sant’Agata sui Due Golfi (NA) – Vivere, sognare, emozionarsi, sentire il proprio corpo e la propria anima nutrirsi di beatitudine sensoriale, di bellezza pura, di gioia infinita che si libra nell’aria intrecciando nastri di luce. È come scoprire il diletto del tempo che danza fra passato e futuro dilatandosi, comprimendosi, distendendosi sulla pelle della memoria, dove dimorano i ricordi che profumano di casa, di tradizione, di identità. È il valore del vissuto che rivela una storia di Famiglia, quella della Famiglia Iaccarino, unita, protesa e coesa da una lungimirante passione, creare la quintessenza del sapore, rispettando ogni fibra della natura per regalare al domani una cultura del cibo capace di comunicare origine, ricerca, dedizione e spirito di sacrificio attraverso il gusto. Si diventa ambasciatore di autentica poesia del cibo.
Premessa di un viaggio esperienziale al Ristorante Don Alfonso 1890 più che un Ristorante e Boutique Hotel, un’istituzione sita a Sant’Agata sui Due Golfi, un piccolo borgo incastonato tra le colline che si inerpicano dalla costa di Sorrento, con vista privilegiata sul Golfo di Napoli e quello di Salerno. Un dipinto o meglio una post card da Souvenir d’Italie che ad ogni curva, ad ogni vicolo sorprende con i suoi angoli tesi fra campagna e mare, un angolo di cielo illuminato dalla sfolgorante melodia della Famiglia Iaccarino, la radice che genera il domani.

Varcando la soglia del Don Alfonso 1890, si è subito immersi in un rifugio di quiete musicale, di calda e sincera ospitalità che anticipano l’afflato della storia quella della cucina italiana. E’ un sentimento che avanza a passo felpato e che comunica il rispetto del passato, quel fremito di evocazione e visione che ebbe nonno Alfonso dal quale tutto è nato.
Alfonso Costanzo Iaccarino dopo una parantesi negli USA, appena ventunenne ritorna in Italia e incontra il tedesco Herr Brandmeir, innamoratissimo della penisola italiana tanto da intraprende il famoso “Grand Tour”, una bellezza veemente che inspira e insieme ad Alfonso dà vita ad un albergo-ristorante. Trascorrono gli anni e la tradizione inizia a formare la sua entità, il nipote Alfonso sin da piccolo nel corollario ristorativo e alberghiero sposa Livia. La profonda passione e quella dedizione verso la purezza data solo dalla terra, dall’origine, dell’identità diventa il collante di una storia d’amore e di famiglia, tanto da decidere di lasciare l’albergo per dedicarsi completamente al Ristorante Don Alfonso 1890.

Alfonso e Livia Iaccarino, con i loro figli Ernesto e Mario ed sono i protagonisti di questa straordinaria realtà senza tempo. Un racconto che conduce nel territorio, dove sono nati e che interpretano con infinita dedizione, sempre attenti ai quei valori che diventano volano per il futuro come in una favola da assaporare lentamente per percepire il profumo del luogo e la magia che racchiude.
Il mondo al Ristorante Don Alfonso 1890, sì perché è qui che l’atmosfera intima e accogliente, il concept basato sulla storia familiare e sui propri valori fondanti, intoccabili, nonché la cura e il rispetto del territorio e delle persone che lo animano, si traduce in una nuova e appassionate declinazione della joie de vivre nelle fibre del gusto e dell’ospitalità.

Ristorante Don Alfonso 1890, autenticità e nuovi orizzonti come traiettorie tra passato e futuro che infiammano il piacere della scoperta definita dall’eccellenza di Casa Iaccarino. Il savoir-faire innato di Mario, dedito all’ospitalità è puro human touch, vocazione al servizio e sorriso del cuore. Una triade d’eccezione che raggiunge ogni ospite facendolo sentire sempre un po’ speciale. Una mission quella di Mario, condivisa dall’intero staff, anzi sembra una famiglia allargata dove la propria gioia e direttamente proporzionale a quello dell’ospite.
Sorrisi veri, accoglienza calorosa e discreta, e il carattere di una terra spontaneo e genuino divengono la perfetta ouverture alla cucina di Ernesto, chef dalla saggezza evolutiva e dalla fantasia innovativa. È questione di talento e d’intelligenza creativa che tende le mani alla tradizione per raggiungere il futuro contemporaneo.

Ristorante Don Alfonso 1890, in un palazzo napoletano del XIX secolo, la luce naturale imperante, maestosa, radiosa, disegna la spazialità e profuma di bianco, di freschezza mediterranea. Quasi un’elegia alla propria identità territoriale che il moderno design omaggia evocando il glamour della penisola sorrentina e della costiera amalfitana. Ed ecco che entrano in scena colori vivaci come il lilla, il rosa, l’arancio e il giallo, una mirabile sinfonia che sequenzia la spazialità. Due sale in soluzione di continuità, tavoli rotondi, arte e oggetti di design che evocano la cultura del luogo in una affinata disposizione quasi effetto cornice alla naturale luminosità dell’ambiente. Un’eleganza sottile quella del Ristorante Don Alfonso 1890 che sussurra discrezione, semplicità, bellezza. Tutto il resto è Armonia.
Mise en place minimal rigorosamente in bianco, servizio attento e garbato con il plus del sorriso raggiunge il tavolo a passo felpato ma sicuro e preparato ad accogliere ogni richiesta. È come se una scenografia ben orchestrata prendesse vita attimo dopo attimo. Champagne Pommery Apanage Brut, dalla freschezza elegante e da una naturale mineralità, per iniziare insieme ad un piccolo assaggio dalla cucina: cialda di basilico, mousse di patata viola e scaglietta di tartufo nero. Un trillo svettante verso la naturalità dei sapori, giusto per orientare il nostro palato verso un’esplorazione gustativa mai raramente provata.

L’Amuse bouche è una suite che riaccende la tensione sulla limpidezza dei profumi e delle fragranze. Dal cracker con ricotta e sedano fermentato, alla zeppola con pomodoro che trionfa in tutta la sua espressività meridionale fino al bignè al nero di seppia, acciuga e zeste di limone, vibrante, seducente, veemente.
Il Greco di Tufo ‘Ponte dei Santi’ di Villa Raiano, ricco e con un lungo finale limpido e sapido, accompagna i piatti successivi, una scelta perfetta che nonostante la diversità dei piatti riesce sempre ad entrare in perfetta sintonia rilanciando ogni volta l’assaggio.

Territorio e verve senza confini che danzano una sagra della primavera stravinskyana nel mordente deciso, intenso e fedele al proprio spirito di famiglia dello chef Ernesto. È un tributo ai tempi presenti che viaggiano all’unisono con il tempo senza fine della memoria della propria terra: “Spiedino di astice e mozzarella” con ravioli di ananas, cuore di barbabietola alla vaniglia, croccante al carbone vegetale e un bellini all’ananas che riprende la profondità del piatto. Gioco di assonanze e di consistenze, di profumi sempre riconoscibili che deliziano e ci proiettano in un mondo parallelo fatto di soave beltà gustativa.

Il passato foriero delle propria forza ritorna ed è come riscoprire il valore di un ricordo, di una carezza, di un gesto colmo di affetto. “Reinterpretazione dell’uovo al tegamino” con burrata e tartufo nero. Alla vista è un semplice uovo, ma l’albume è cremosa burrata pennellata dall’arancio del tuorlo che al primo taglio dilaga in un radioso splendore.
Ogni piatto esprime passione e tecnica, sapienza ed esperienza, rispetto per la materia prima, sempre assoluta, sempre protagonista. Ma protagonista è anche la cura del gesto, il servizio attento a quei piccoli dettagli che fanno la differenza come il cambio dei bicchieri dopo l’assaggio dell’uovo.
Quante sfumature può avere la semplicità? Infinite, soprattutto se diventa profonda e complessa testimonianza del tempo. Soprattutto se nella sua linearità in apparenza, fin troppo elementare, si cela l’anima di un momento scolpito nell’iride. E’ forma, materia, sentimento, calore e spirito famigliare che come fragranze disegnano le coordinate degli “Spaghetti aglio, olio e peperoncino” nella ludica creatività dello chef Ernesto: ottima cottura, ottimo equilibrio dei tre ingredienti fondamentali e poi quel tocco che profuma di di mare e cielo, di profondità marina e orizzonti infiniti dato dallo sgombro in carpione (tipica tecnica di marinatura locale), tenerissimo, si scioglie in bocca  e dalla salsa di tonno Alalunga, proveniente da una particolare zona della Costiera Amalfitana.
Parterre internazionale in sala e la grazia impalpabile, l’eleganza, il gesto di Livia. Una Lady raffinata e autentica, vera e sincera. Il valore del passato è nei suoi gesti, il senso della tradizione nelle sue parole, il sacrifico e lo spirito di famiglia nella sua espressività, la dedizione e la passione per il cibo nella sua vision senza tempo, il legame con la propria terra in quel costante impegno per essere sostenibile, bio, la materia prima nella sua essenza è l’emblema del Ristorante Don Alfonso 1890. È l’origine, l’imprinting, che determina l’eccellenza, semplicemente un modo d’essere Famiglia Iaccarino.
Intrecci del tempo e pulsazioni di presente nei “Ravioli ripieni di manzo beneventano alla genovese” con spuma di parmigiano e tartufo nero. Un must campano che delizia e trionfa in bontà.

Tutto scorre armoniosamente in una serata piacevole, avvolgente che srotola sua allure come un velluto sonoro e del “Dentice in crosta di erbe mediterranee ed il suo fondo” seduce ogni papilla gustativa, vaporosa consistenza che ammalia nella leggerezza liquida del suo fondo, poi il mordente della salsa alla puttanesca servita a parte, un battuto di olive, capperi e pomodorini confit che strepitano di umana passione.
Ogni piatto ha la sua complessità, e la “Pancia di maialino cotta a bassa temperatura, pelle soffiata” è un classico che riprende consistenze, contrasti, note dolci con la carota in mousse, la profondità con il fondo del maialino, la nota croccante con la pelle. Un lirico abbraccio, scioglievole e carezzevole che plana nel paradisiaco con la millefoglie di patate al rosmarino; qui, il calice si tinge di fascinazione olfattiva con il Taurasi DOCG “Candriano”, 2018, FeudiStudi, rosso intenso, ampio, rotondo e seducente. Un notturno chopiniano che cede il passo ad un tango con la sua eleganza persistenza.

Amare concretamente la propria terra, rispettare la materia prima creandola nel rispetto della natura è il concept della Famiglia Iaccarino che a Le Peracciole, sette ettari di terreno immersi nel magico scenario di Punta Campanella, suggestivo angolo della Penisola Sorrentina, coltiva biologicamente, da oltre 30 anni, le materie prime alla base dei piatti proposti al ristorante. Ed è proprio qui a Le Peracciole, che Alfonso con infaticabile passione e dedizione coltiva la linfa che quotidianamente rigenera il Ristorante Don Alfonso 1890. Rispettando la terra, i suoi frutti esultano è un effluvio di fragranza che stilla l’essenza della natura. È questo intenso dialogo tra la terra e Alfonso che rende unico ogni frutto, ogni ortaggio, ogni spremuta di olive.
Tutto è armonia pura che si percepisce al primo assaggio, quando ogni papilla gustativa scopre la freschezza profonda, i vibranti profumi, il colore divenuto soffio vitale, basta ricordare il limone, simbolo, icona, espressione di un luogo che si porge al nostro palato nella sua succosa e vitale simmetria.

Pre-dessert e dessert: ode al limone. La seduzione, quella sospesa fra fragranza e profumi intensi e delicati al contempo è un’allure che riscrive il battito della natura e il gesto di chi sa interpretarlo rispettandolo in una bellezza tutta da gustare, con semplicità e complessità allo stesso tempo.
Un attimo ancora è il sorbetto trilla di vita poi, il “Concerto di profumi e sapori del limone”, trionfa. Dalla crema, delicatissima al limone, a quella pasticcera profumata di limone fino alla frittella di limone, un’esplosione al palato, dove intensità, leggerezza e freschezza crea un gioco di vibrazioni luminose che invitano ad un nuovo assaggio mentre nella mente una proiezione onirica di felicità avanza.
E quando l’ispirazione gioca con la fantasia? Allora è la “Millefoglie di melanzana, cioccolato fondente, ricotta ed agrumi canditi” a sorprenderci. Una melanzana che abbraccia il cioccolato in una millefoglie che inverte la rotta e crea dipendenza alternando il gusto deciso del cioccolato con la cremosità della ricotta e la vivacità contrastante degli agrumi.
Con il dolce, il sommelier cattura ancora una volta il nostro palato: Masseria Parisi Pozzillo Passito Lengua Femm’na Beneventano IGT. Un rosso porpora, brillante di rara eleganza. Caldo, dolce ma mai stucchevole, rende l’espereinza dessert ancor più accattivante, grazie anche ad una morbidezza armonica e piacevolmente intensa. Un vino proveniente da un luogo…

 

C’era una volta, un luogo magico dove Don Alfonso, con amore e passione, impegno e sacrificio creò magnifici sapori del Sud Italia, in una cucina mediterranea vera e autentica. Naturalmente era essenziale una Cantina e quella del Ristorante Don Alfonso 1980 è uno scrigno che risuona di fascinazione pre- romana e preziosa liquida poesia. In un cunicolo d’epoca che si snoda per ben 30 metri sotto il livello del suolo, suggestivo, quasi magico, dove le anse del tempo scolpiscono l’immaginifico e riscrivono leggende di epoche passate sono custodite 25.000 bottiglie e una camera d’invecchiamento dedicata ai formaggi.

1.800 etichette di tutto il mondo custoditi come gioielli preziosi sono un patrimonio che arricchiscono l’esperienza culinaria. Saggiare i vini che custodisce è un viaggio lungo un sogno, visitarla una vision immersiva nell’attimo eterno sospeso tra le anse del tempo.
Ristorante Don Alfonso 1890, emozioni che dipingono la tela bianca della nostra vita, aggiungendo al sapore del cibo, quello dei valori: la tradizione, la famiglia, l’identità, il rispetto per il lavoro. Sono pennellate vibranti, intense, espressive capaci di cogliere l’essenza del tempo e trasformarlo in memoria. Attimi come stelle che illuminano il sentiero dei ricordi grazie all’eterno garbo e all’ospitalità di Alfonso, Livia, Ernesto e Mario Iaccarino. Si assaggia la purezza si scopre il sapore della vita.

 

Ristorante Don Alfonso 1890
Corso S. Agata, 11-80061 Massa Lubrense
Loc.  Sant’Agata sui Due Golfi – Napoli – Italia
tel +39 081 878 00 26 – fax + 39 081 533 02 26
www.donalfonso.com

 

di Antonella Iozzo ©Riproduzione riservata
                  (11/10/2025)

Photo: Courtesy by Ristorante Don Alfonso 1890 and Michele Luongo

 

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