Prospettive aperte per GustoCortina

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Esperti del settore, giornalisti e sommelier hanno animato l’evento ponendo l’accento sul valore della comunicazione nel fuoco lento dell’organizzazione.
di Antonella Iozzo

GustoCortina-by-LuongoCortina d’Ampezzo – Gusto, territorio, Made in Italy e l’unicità della cornice dolomitica, incipit per un escursione dentro la cultura enogastronomica firmata GustoCortina. Due giorni d’incontri e degustazioni appena conclusesi, che hanno cercato di focalizzare l’attenzione sulla qualità dei prodotti, la passione dei produttori, l’arte dell’ospitalità. Esperti del settore, giornalisti e sommelier hanno animato l’evento ponendo l’accento sul valore della comunicazione e sull’importanza di raccontare il vissuto del prodotto per veicolare, con la sua peculiarità, lo stile che contraddistingue ogni singola realtà aziendale.
Epicentro della manifestazione lo storico Hotel de la Poste, altre strutture alberghiere divenute dimore del gusto l’Hotel Victoria e l’Hotel Ancora. Nelle sale dell’Hotel de la Poste e dell’Hotel Victoria sono stati allestiti Scenari DiVini e Peccati di Gola banchi d’assaggio punteggiati di tradizione e dedizione, all’Hotel Ancora, invece, le degustazioni guidate da chi ha dedicato la vita a raccontare il vino come Ian D’Agata e Alessandro Scorsone.
Il piacere del gusto diviene piacere della convivialità al calar della sera non solo con gli aperitivi e i vari party ma soprattutto con l’Open House Gala, serate di gala in selezionate case private di Cortina, dove le creazioni degli chef hanno esaltato i prodotti dell’aziende partecipanti e la food design Rosita Dorigo ha reso ogni espressione culinaria raffinata interpretazione artistica
Il fuoco lento dell’organizzazione, però ha sciolto le ascisse e le ordinate dell’evento in un dripping privo di coesione. Comunicazione latente, incoerenza, mancanza di un serio e preciso coordinamento sono stati i toni scuri di una tavolozza cromatica che poteva splendere oltre le vette dolomitiche per la qualità dell’aziende presenti. Aziende penalizzate da uno scarso numero di buyer internazionali, da poco pubblico e da slittamenti dei vari appuntamenti, vera caduta libera verso l’improvvisazione, punto di partenza per una riscrittura sempre nuova e originale del programma iniziale.
Sfumature decisamente diverse e calde nelle dimore private come la Dimora Ciani, qui la cordialità, la simpatia, la sincera accoglienza hanno rilasciato pennellate di morbida sobrietà avvolgendo l’ospite in un’atmosfera che ha saputo esprimere l’essenza vitale dello stare insieme degustando la vita tra un calice di buon vino e squisiti manicaretti. Nel cuore della sua casa, Caterina Ciani de Martinez, intrattiene con estrema eleganza ogni singolo ospite, è come se una dolce melodia si espandesse per tutta la casa rilasciando un appeal che si dischiude nell’arte del buon gusto. Delicati passaggi e paesaggi di sapori creati dallo chef Maurizio Aluotto sposano lo spirito della dimora e la magia notte sfuma delicatamente l’evento.
Il giorno dopo Cortina si sveglia cercando la poesia che filtra la professionalità delle Aziende, e la trova presso il banco d’assaggio Nonino, distillatori in Friuli dal 1897. La tradizione a misura di desiderio si degusta in distillati in cui il segno della creatività si lega al passato per una perfetta esperienza sensoriale che inebria lo spirito, seduce la mente, solletica il palato. Sono grappe e acquavite d’uva, ottimi anche in originali e frizzanti cocktail. Il percorso continua e ci conduce nell’Arte del profumo di Campomarzio70, dal cuore di Roma a quello di Cortina, fotografie olfattive di essenze ed emozioni evocano ricordi, inseguano misteri suadenti, risvegliano il senso del viaggio, quello passato, quello futuro, quello presente tra fragranze che creano il profumo.
Armonie che continuano distendendo un sogno chiamato champagne nella realtà di Vue Blanche Estelle ENCRY, grande cuvée. Un vino luminoso, intenso, elegante capace di trasformare ogni sorso in luce che avvolge il palato, in istanze di poesia, versi che librano la passione, il credo, la professionalità del produttore Enrico Baldin perché se dalla terra nasce il nettare DiVino dal suo cuore nasce il gesto che lo rende espressione di storia sopita nei lembi della vita.
Il Seminario con degustazione guidata da Alessandro Scorsone ed Enrico Baldin dedicata proprio a questo vino, è un racconto che affascina per la sua essenza carica di valori, di sentimento, di ricerca della qualità.
Altro importante appuntamento la Degustazione Verticale del Marroneto guidata da Ian D’Agata. Il Brunello entra in scena con quindici annate, quasi una piece teatrale sulla vita del produttore fortemente e, oserei dire, intimamente intrecciata a quello del “suo” Brunello. Ogni annata è un ritratto degli stati d’animo che lo hanno attraversato e che si sono condensati nelle sue produzioni, mai come in questo caso puro specchio della vita. D’Agata è coinvolgente, professionale, divertente, internazionale, con assoluta semplicità e naturalezza porta avanti una degustazione bilingue, italiano/ inglese interagendo con il pubblico e il produttore.
Frammenti qualitativi in un mosaico di gusto ed emozioni con qualche tassello da ancorare nella mappa per la pianificazione e lo sviluppo di un progetto che mira al rilancio del Made in Italy e alla valorizzazione del territorio. Buone le prospettive di crescita, basta saper focalizzare i punti di fuga e la chiave di volta che apre la strada verso la vera entità del business internazionale.

di Antonella Iozzo ©Riproduzione riservata
                  (19/06/2013)

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