Romina Tonus, la verve della Dogarina.

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Il prosecco, naturalmente è il vino che ci rappresenta, ma noi puntiamo anche su prodotti del territorio autoctoni come per esempio il Carmenère o il Manzoni.
di Antonella Iozzo

Romina-Tonus-byluongoCampodipietra di Salgareda (TV) – Romina Tonus, diretta, vivace, spumeggiante come il Prosecco della sua Azienda, la Dogarina, affiancata da un ottimo staff, vive e interpreta l’Azienda di famiglia con grinta e grande capacità professionale, traghettandola verso un successo internazionale in crescendo. Qualità, tradizione, appeal giovane e seducente, questi gli assi con i quali punta in alto e conquista il mercato.
Come nasce la Dogarina?
Dalla lungimiranza di mio padre che ha deciso di acquistarla nel 2000. Una scelta felice che nel tempo sta dando ottimi risultati.
Il suo ruolo in Azienda?
Sono giunta in Azienda nel 2007 e mi occupo della direzione generale.
La sua filosofia, in breve.
Puntare sempre sulla qualità e sviluppare le coordinate del mercato internazionale in modo dinamico.
Obiettivo?
Rendere contento il consumatore finale.
Nell’ultimo anno avete raggiunto un’ottima posizione aumentando il fatturato del 50%. Secondo Lei, cosa vi ha premiato?
La qualità innanzitutto, poi avere uno staff coeso, giovane e stimolato, il mercato estero e la grande distribuzione.
Il vino che rappresenta l’Azienda Dogarina?
Il prosecco, naturalmente. Ma noi puntiamo anche su prodotti del territorio autoctoni come per esempio il Carmenère o il Manzoni.
Ci presenta le tre linee della Dogarina?
Si, abbiamo la linea Dogarina, che comprende Bollicine, quindi Prosecco e metodo Classico, i Classici, ovvero i vini bianchi e rossi, e le Selezioni con le Riserve come Il Manzoni, Il Merlot One e il Raboso. Poi, abbiamo Villagranda dedicata alla grande distribuzione e Cà di Pietra, linea giovane e fresca dedicata ai locali di tendenza e al mercato estero.
Durante la nostra visita ci ha colpito una nuova etichetta, un po’ particolare …
Si tratta di un’etichetta dai colori vivaci pensata per i giovani e ispirata da giovanissimi, i miei figli Guido e Giovanni, infatti, riporta le loro iniziali G e G.
E’ difficile gestire il lavoro e il ruolo di mamma?
E’ questione di organizzazione e riesco sempre a ritagliarmi del tempo da dedicare alla mia famiglia.

di Antonella Iozzo ©Riproduzione riservata
                  (04/09/2014)

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