Sensual Ruché al MWF

image_pdfimage_print

Moltalbera un nome, uno stile, una certezza, il Ruché, vitigno autoctono declinato in raffinatezza, seduce i palati del Merano Wine Festival entusiasmando e sorprendendo per la facilità di beva ed una complessità di struttura che lo contraddistinguono da altri vini.
di Antonella Iozzo

Ruche-al-MWFMerano (BZ) – Tra le 30 “New Entry“ del Merano Wine Festival, spicca l’Azienda Montalbera di Franco Morando, passione che è sinonimo di tradizione, innovazione, territorio. La sua presenza al Festival corona un successo internazionale in crescendo fortificato dal tempo e dalla qualità.
Moltalbera un nome, uno stile, una certezza, il Ruché, vitigno autoctono declinato in raffinatezza, seduce i palati del Merano Wine Festival entusiasmando e sorprendendo per la facilità di beva ed una complessità di struttura che lo contraddistinguono da altri vini. È il segno del Ruché, è il segno di Franco Morando, la cui mente dinamica, propulsiva, sempre rivolta al futuro, dilata l’orizzonte dei propri sogni per trasportare il segno distintivo del terroir, quindi del Ruché nel panorama internazionale coniugando il passato al futuro. Al Merano Wine Festival, lo stile è un’arte, l’eccellenza la parola d’ordine, la professionalità l’assoluto. Caratteristiche che divengono lifestily nel piacere della convivialità e il Ruché in questo esprime tutto il suo carattere.
Abbiamo avuto il piacere di saggiare diverse selezioni di Ruché e diverse annate ognuno con la propria forza espressiva, ognuno con la sua grande morbidezza ed eleganza, una piacevolezza che si percepiva dai sentori floreali di rosa e viola e dalle note fruttate, a volte i gusti fruttati, anche esotici date dalle evoluzioni nel tempo ci hanno sospinto in melodie infinite fino a toccare le note profonde dello speziato.
Nell’incantevole e suggestiva atmosfera dell’Hotel Ansitz Plantitscherhof di Merano, il sogno del vino prende forma è una sorta di bellezza cosmica dai riflessi dorati, rosso rubino, rosa corallo, non è un caso infatti, che sia denominato hotel del vino. La sua un nobile cantina ne contiene più di 18.000 tra storici tra rossi, bianchi raffinati Champagne, preziosi esemplari della Francia e vini Top altoatesini. Ed in questo luogo da favola, dove il tempo dilata il suo scorrere in perlacei cristalli di piacere, Franco Morando presenta la fascinazione Montalbera.
Dall’aperitivo al dolce, ogni piatto ha il suo vino Montalbera, il suo Ruché, una composita armonia di sapori e profumi che cesella la nuova dimensione del gusto. Le Morbide curve di primi piatti ricchi ma equilibrati come gnocchi di ricotta, ravioli di patate o canederli di formaggio titillano il palato e chiedono silenziosamente, dolcemente sorsi intensi di Ruché di Castagnole Monferrato “La Tradizione” 2012 e 2013, il Ruché di Castagnole Monferrato “Laccento” 2011. Ogni piatto una creazione grand gourmet e the taste of Ruché scolpisce una scultura sonora che s’intona perfettamente con l’ospitalità del proprietario, Johannes Gufler, perfetto padrona di casa.
Rosso come la passione come l’amore, come il Ruché di Castagnole Monferrato “Limpronta” che vellutato e suadente ci trascina pericolosamente nella sua persistente struttura, sintesi di perfezione dell’Azienda Montalbera, che ci rimanda ai vitigni, quindi ai vigneti perché è qui che nasce l’autenticità di un vino, è da qui che parte il percorso verso l’alta qualità e “Limpronta” ne è la conferma, una conferma che al Festival non poteva mancare.
Parlando con Franco Morando ci accorgiamo che nella sua anima protesa verso nuovi approdi emozionali, la sua Azienda, è un luogo di efficienza creativa ed imprenditoriale, una dimora dove il vino ritrova la sua poesia e il suo linguaggio.
Montalbera, interpreta i desideri autoctoni e il vino si rivela non solo Ruché, ma anche Grignolino, leggero, fresco, sorride al gusto come un nastro di luce soffusa, e che dire del Moscato d’Asti San Carlo? Tutti gli aromi e i sapori del frutto disegnano una linea di equilibrio tra modernità e storia capace di veicolare il feeling della cordialità e della sobrietà, perfetto per un aperitivo Miami, life and joy.
Un’azienda la Montalbera che produce wine creations originali. Un’arte che è ricerca, competenza, tecnica e innovazione che sposa la tradizione. Con queste coordinate l’eccellenza diviene una costante e la New Entry al Merano Wine Festival una logica conseguenza, una presenza che si farà ricordare, vibrando di musicalità in calici sempre più protesi verso “Limpronta” di Franco Morando e dell’Azienda Montalbera, il Ruché.

di Antonella Iozzo ©Riproduzione riservata
                  (15/11/2013)

Bluarte è su https://www.facebook.com/bluarte.rivista e su Twitter: @Bluarte1