Vinitaly, la fascinazione del business in un calice

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Tra gli stand l’audacia della diplomazia commerciale cammina di pari passo con la passione di aziende che respirano sulla propria pelle l’amore e il rispetto per il proprio vigneto.
di Antonella Iozzo

vinitaly-byluongo-2013Verona – Vinitaly la piattaforma mondiale per il business del vino, giunta alla quarantasettesima edizione conferma la sua leaderschip nel settore.
Dal 7 al 10 aprile con eccellente professionalità offre agli operatori del settore un sistema di servizi, iniziative, relazioni e contatti world wide, una qualità che si tramanda nel tempo come sigillo di tradizione innovativa.
E se ogni tradizione ha un suo inizio, Vinitaly è il simbolo di un successo in costante crescita. L’edizione di quest’anno ha visto presenti oltre 4.200 aziende, più di 20 Paesi, 150.000 visitatori. dei quali 48.600 esteri, 2.496 giornalisti accrediti su una superficie di 95 mila metri quadrati.
La qualità ha i suoi numeri e lo spazio indossa il suo abito migliore, Vinitaly che si dispiega in eventi quali Enolitech, OperaWine, Sol&Agrifood, Vinitaly International, VinitalyWineClub e consolida la propria immagine grazie a espositori e operatori internazionali.
Dalla Cina, paese target di quest’anno, alla Russia, passando per il Canada, gli stati Uniti e l’Europa, sotto il segno del vino il cosmo comunica la fascinazione del business in un calice. Mai bollicine e retrogusti sono stati il fondale migliore per affari ed economia.
Brindisi rosè, o dalle cromie calde o ancora raffinatamente frizzanti come un classico champagne, siglano contratti, creano nuovi contatti e aprono le porte per investimenti nelle più importanti aree di consumo.

Tra gli stand l’audacia della diplomazia commerciale cammina di pari passo con la passione di aziende che respirano sulla propria pelle l’amore e il rispetto per il proprio vigneto, una filosofia gestionale che non può che generare l’essenza della natura in un sorso di vino. Autenticità di gesti capaci di decantare il sapore della vita ogni volta che si stappa una bottiglia.
Ogni regione offre, propone, seduce, richiama, e in ogni stand, conferenze, convegni, degustazioni, aree espositive speciali è come entrare nel cuore di un universo chiamato vino.
Il padiglione della Regione Veneto, padrone di casa, è semplicemente coinvolgente sotto ogni aspetto: qualità degli espositori ottima, allestimento di classe, accoglienza cordiale, eventi e degustazioni programmati per stimolare l’intelletto e il gusto.
Il vino mostra il suo volto nelle varie sfumature e conquista il pubblico, nello stand della Regione assaggiamo, fra gli altri vini, un vino passito “Piera Dolza” di Torchiato di Fregona, prodotto nei colli di Conegliano e un Recioto di Soave Cantina Monteforte, due raffinate elegie che inebriano i sensi.
La nostra passeggiata si snoda in un fluido intreccio di gusto, qualità e tradizione che strizza l’occhio all’eccellenza del bere gustando non solo vino. Più avanti, infatti troviamo lo stand della Distilleria Zanin, www.zanin.it ,più di cent’anni di storia condensati in preziosi nettari di vite. Distillati che contengono il profumo del passato e l’aroma del presente in un’evoluzione progettuale che mantiene inalterata l’essenza più intima di una storia di famiglia capace di rivivere nei flutti dei loro prodotti: grappe e liquori divenuti nel tempo simbolo del vero Made in Italy. La famiglia Zanin con spirito innovativo interpreta lo stile della Casa coniugando il passato al futuro, nascono così le “Mignon, limited edition” le bottigliette in vetro da 5 cl reinterpretate, reinventate con uno stile unico e originale grazie al creative manager Stringaro Marco. L’Arte entra in scena e crea il palcoscenico ideale per dieci distillati che lambiscono i desideri assopiti negli archivi della memoria e ricreano nuovi spazi sensoriali. Bottigliette verniciate e serigrafate dai nomi accattivanti come Proibita liquore assenzio, Dannata cioccolato e peperoncino, Bambola liquore violetta, Amami liquore rosolio, vere e proprie icone incastonate, per la presentazione, in quadri come fotogrammi che ricreano atmosfere retrò, femminili, conturbanti e attraenti. Opere da assaporare con gli occhi mentre il palato titilla la pelle dell’anima.

E se la tradizione antica si rinnova ai ritmi della contemporaneità Vinitaly si apre al mondo rinnovandosi di anno in anno e crea aree espositive speciali come “Taste Italy by Doctor Wine”, Trendy oggi, Big domai” o eventi come “Wine film series”. Cultura che si srotola in nastri di luce per giungere all’apoteosi musicale con la presentazione, sempre nello stand della Regione Veneto, del nuovissimo programma dell’Arena di Verona, il Festival del Centenario dal 14 giugno all’8 settembre 2013 serata d’inaugurazione il primo giugno con Bocelli, Carreras e Domingo, in diretta su Rai Uno, L’impalpabile incontra calici di sinfonie e trionfa nel sorriso della presentatrice Antonella Clerici. Musica da gustare, vino d’ascoltare, infatti per festeggiare il centenario sono stati prodotti due creazioni enologiche: un rosso ed un bianco che valorizzano l’eccellenza dei veni veronesi un Amarone della Valpolicella Classico DOC 2009 dal rosso intenso e dal profumo traslati in ricordi di confettura di frutta rossa, e un Garganega Veronese IGT 2012, riflessi dorati esaltano il color giallo paglierino e una freschezza leggera inebria il palato.
Una sinfonia di note e sapori che continua con il primo spumante prodotto in musica dalla giovanissima imprenditrice Claudia Adami. Una novità assoluta lo spumante infatti è fermentato e cresciuto in bottiglia al suono dell’Inno alla gioia di Beethoven. La musica diviene filo conduttore, materica essenza, assume i colori dell’anima e la forza della terra accompagnando le vendemmie della zona di produzione, quella di Cartizze al follo di Valobbiadene e continua la sua parabola inafferrabile durante la fermentazione. “Nona Sinfonia” non poteva che essere il suo nome, un’opera nata dalla completa armonia tra due espressione artistiche diverse nella forma e nella sostanza simili nella loro estatica capacità di evocare emozioni, sensazioni, sensibili situazioni.
“Veneto, terra di vite” e di Arte con gli spazi creativi dello stand Regione Veneto. In quest’area deicata alle “vite d’artista” due giovani artisti veneti interpretano il tema “Terra di vite”. Nicola Ferrarese ha dipinto sulle bottiglie di vetro, donate al pubblico dello stand, divertenti e originali espressioni gestite con abilità tecnica, e Roberto Merotto nell’intaglio del legno lasciava nelo sguardo la curiosità di scoprire il passo successo del lavoro.

Eventi, iniziative e ancora arte, arte che sposa il vino e suggella l’incanto firmando etichette come il caso del corposo rosso “Nipozzano”, ci troviamo nello stand Marchesi Dè Frescobaldi, padiglione toscano.
Rispetto per la natura e forza di carattere sono i due aspetti che emergono visitando questo padiglione. Mille sfumature differenziano le singole aziende tutte unite però, dalla passione per la cultura del fare, del creare un buon vino, supremo a misura di ogni desiderio. Sostando presso lo stand dell’Azienda Agricola Campo del Monte www.campodelmonte.it respiriamo il piacere del convivio. Semplicità, cordialità, essenzialità si mescolano in quel che gli occhi non vedono ma che la percezione avverte: il sentirsi avvolti da una avvolgente carezza che dal bicchiere scivola in noi disegnando la musica dei sensi. Abbiamo appena assaggiato un superlativo Vin Santo, procedendo a ritroso il nostro palato e stato deliziato da un Rosso di Toscana, I.G.T del 2008 “Rodos”un cabernet Sauvignon in purezza, fruttato e speziato è la celebrazione dell’arte vignaiola, è sentire il bacio del sole sulle vite, è il suo frutto che richiama le sue origini.
Una geometria di linee e una ricerca di equilibrio tra modernità e tradizione ci accolgono nel padiglione del Friuli Venezia Giulia e Alto Adige, qui la superiore tradizione artigianale dei vignaioli incontra il design dell’allestimento e visitarlo diviene esperienza coinvolgente. Lo sguardo spazia tra forme, spirali e volute e immancabilmente ricade nell’evanescente leggerezza di un buon prosecco.
Scenografici allestimenti che diventano sobri nel padiglione dedicato alla Lombardia con la Franciacorta decisamente in testa per un brindisi che aggiunge un’emozione in più in qualsiasi occasione. Rigore lontano dall’ovvietà disegna la sagoma dell’arte del vino in Trentino “vini baciati dalle Dolomiti” come recita lo slogan all’esterno del padiglione. Una verità che ricanta il vissuto, il contatto con la terra, la passione per l’autenticità dei valori. Dalle cantine Lavis, passando per la Cavit fino a quella dell’ Abate Nero fino a giungere al Concilio e poi Ferrari, in ogni calice decanta un mondo in cui la poesia s’incastona con la storia ed in ogni sorso l’alta qualità professionale ed il sentimento del vino vibrano all’unisono.

Vinitaly continua a rinnovarsi, a crescere, ad esplorare il mondo del vino, a creare nuove sinergie per gli operatori del settore. È una realtà che fin dal 1967 promuove il prodotto italiano e si completa incontrando l’estero. Nel 2003 conquista l’America, nel 2007 si conclude il riconoscimento da parte dell’Ue per qualità e innovazione. Il feeling tra passione per il vino e concretezza per gli affari muove i primi passi nel 2008, ed è un crescendo di vitalità economica e continua ricerca qualitativa. Nel 2013 Vinitaly continua la sua ascesa nel panorama internazionale intessendo una rete di solide relazioni istituzionali e commerciali.

Fusion di idee e tradizione innovativa, la nuova dimensione del vino si degusta a Vinitaly, realtà consolidata che ci attende con nuovi calici di proposte nel 2014.

di Antonella Iozzo ©Riproduzione riservata
                  (12/04/2013)

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