Vinitaly: tra Sacro e Profano Amore DI-Vino

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Vinitaly 2011

Fermento invisibile di elegie

Tra Sacro e Profano Amore DI-Vino

miovinitalyVerona – Terra, cielo e poesia, l’universo in un calice: Vinitaly 2011, Salone Internazionale del Vino e dei distillati.

Rosso intenso, rosso rubino, rosso sangue nel grembo della madre terra che partorisce germogli di nettari trasformati da mani sapienti, in sinfonie di vini e frizzanti bollicine nel firmamento della Franciacorta. Stand espositivo della Lombardia, raffinato e sensuale come un Raffaello. 
Flutti biondi e fermi, o rosè e dolci sciolgono le eteree forme del desiderio sul nostro palato inebriando i sensi, come i sussurri incantevoli che scivolano sul ritratto della Fornarina.

E se per Van Gogh il Sud è la terra della luce, del sole e del colore, la Sicilia nell’Arte del vino  è una tavolozza d’intense passioni, è l’essenza dalla natura baciata da una nota gialla vangoghiana, è l’incontro tra sapienza e coscienza. Un perfetto equilibrio attraversato da pennellate di  energia e morbidezza che implodono nel calice di un moscato passito Miceli, che richiamano l’eredità del passato e scoprono nuovi orizzonti nella sospensione aromatica di “Lighea”, prodotto da Donnafugata, o che accarezzano la percezione con il suadente naufragio dell’olfatto nella ville lumière del Marsala, impalpabile dolcezza presentata da Martinez.

Dalla Sicilia al sontuoso e aristocratico Trentino dove ritratti di Reserve che dall’alto delle loro tele, pardon, teche decantano solo la loro presenza. Ottimo lo stand del Veneto, una danza organolettica orchestrata come un capolavoro impressionista, un paesaggio irrorato da flutti cromatici intinti nell’amore per i vitigni.

Vinitaly è indagine di mercato, è ricerca, confronto, è mercato, è comunicazione, è dibattito, ma per noi è anche il respiro della terra nell’aurea trasformazione dei suoi frutti in Bellezza d’assaporare con l’anima, il cuore, la mente.

Multiforme sfaccettato il padiglione che ospita la Basilicata, la Calabria, il Molise, la Sardegnae l’Umbria, un percorso espositivo che si snoda tra le vie dell’espressionismo. Materiche e dense sensazioni si mescolano a irresistibili giochi di luce, per poi sfoderare placidi e intimi bouquet.
Tranquilla e senza scossoni la visita al Lazio e all’Emilia Romagna, più che altro troviamo conferme. Siamo lontani dai venti che spirano nuovi cambiamenti di rotta, l’alba del vino dipinge il suo cielo e attende che il giorno ridoni splendore al tramonto. Decisamente grigio il padiglione della Campania, più che ombre, zone asfissianti, anche per la mancanza di aria condizionata, e buie per l’assenza del giusto grado di luminosità e brio che rendono soprattutto il primo approccio con il pubblico momento fondamentale per rimanere in orbita senza affondi.

L’abbraccio della Toscana mette nel bicchiere l’afrore delle sue terre, il suo tenace amore per la tradizione, ed un profumo del desiderio che si tramuta in uno spettacolo avvolgente come un affresco di Giulio Romano.
Iridescenze e trasparenze, invece, per la Puglia vivace scorcio di vitigni affacciate sulle coste e protese verso approdi lontani.

Sul palcoscenico di Vinitaly l’attimo luminoso del Caravaggio diviene luce che inturgidisce grappoli d’uva  nei vigenti piemontesi e marchigiani Il loro stand sembra trasmettere la nostalgia, l’allegria, la tristezza, la fatica di padri, zii, nonni e nipoti. Famiglie che coltivavo il germe della tradizione con estrema dedizioni per sogni del cuore da sorseggiare con cura.

Estensione di pensiero che  raggiunge l’Abruzzo, la Valle D’Aosta, la Liguria come un Degas immediato e profondo, pronto a studiare l’anima di questa vita, la  stessa che fluttua goccia dopo goccia da vini lasciati invecchiare per sublimi stati di grazia.
Dalle geometrie astrattiste, ai volumi plastici, l’arte entra nell’aria dell’Alto Adige e del Friuli Venezia Giulia. Forme della tradizione e stili contemporanei per angoli suggestivi e scorci di qualità capaci di disegnare l’atmosfera, preludio al prezioso nettare degli dei. Intermezzo armonico tra un rosso e un bianco, come per dire: spazio ad esperienze sensoriali di rara suggestione.

Vinitaly 2011, un mondo in bottiglia, fermento invisibile di elegie che decantano le sfumature dei più nobili vini.

di Antonella Iozzo ©Riproduzione riservata
                  (13/04/2011)

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