Il segno picassiano di Schweizer

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“Forme e colore”   la personale di Riccardo Schweizer negli spazi di Casa de Gentili a Sanzeno. Il gesto di Schweizer si nutrite dall’universo picassiano. Una cinquantina di opere, quasi tutte provenienti da collezioni private.

formecoloreSanzeno (Tn) – “Forme e colore” è la personale di Riccardo Schweizer negli spazi di Casa de Gentili a Sanzeno, comune dove l’artista aveva deciso di passare l’ultima parte dell’esistenza. Visitabile fino al 6 gennaio 2013, la mostra presenta un discreto numero di opere, quasi tutte provenienti da collezioni private, realizzate tra il 1952 e il 2004, quando la malattia bloccò la sua creatività, nelle quali è fin troppo evidente il richiamo a Picasso.

Schweizer artista poliedrico ha vissuto l’arte nelle sue varie sfaccettature dipingendo quadri e opere murali di grandi dimensioni, eseguendo bassorilievi in ceramica e cemento, progettando interni, realizzando importanti sculture per spazi pubblici, intervenendo in progetti architettonici. Da Mezzano dove nasce nel 1925 si trasferisce a Vallarius per conoscere Picasso e presto diviene uno dei migliori interpreti del suo stile, anzi sembra quasi che il gesto di Schweizer sia nutrite dall’universo picassiano. Una danza creativa che vive attraverso la linfa che straripa dalle opere di Picasso, e se questo nutrimento smettesse di scorrere nel pennello di Schweizer cosa produrrebbe la sua ispirazione? Forme, colori, spazio ogni cosa è un riflesso che ci rimanda al grande maestro spagnolo. Ritratti di donne, ballerine, nature morte si stagliano nella scomposizione dei piani, nell’implosione dei colori vividi o cupi che ingabbiano lo sguardo e interrogano la mente su quanto il segno , il gesto, la forma l’uragano che porta il nome di Picasso abbia travolto l’artista trentino, il cui segno, gesto, tratto vibrerebbe con maggiore forza del proprio vigore artistico se del mondo intorno l’ispirazione avrebbe percepito e poi elaborato incondizionatamente il battito.

Il percorso espositivo è una panoramica sul rapporto tra Schweizer e la sua terra d’origine, con i suoi abitanti, la storia, l’ambiente, un sentimento profondo che traspare dalle opere i cui soggetti sono il simbolo di un amore che giornalmente accompagnava la sua vita. Paesaggi che trasudano le vibrazioni dell’anima, respiri come fiotti di luci orchestrati in una coreografia che rispecchia in pieno le correnti artistiche dell’epoca. Composizioni di desideri nelle opere di grafica che accarezzano il sogno sensuale con ironia e così donne non proprio dalla delicata silhouette in posture provocatorie fanno eco alla graffiante, suadente e conturbante vena erotica di Picasso e titoli come “Mela dai” “Mela vedo”, ecc. sono l’accento trentino sull’internazionalità del soggetto. Ogni emozione ha la sua forma e ogni colore il suo suono, quelli di Schweizer, titillano la fantasia, gravitano intorno alle passioni, suscitano domande e lasciano il sapore del ricordo vissuto come l’ “Omaggio a Matisse”, un altro grande maestro dal quale il nostro artista trentino sembra apprezzare, stimare, amare ed ancora una volta la composizione insegue il ritmo di Matisse e si ferma prima che la sincope creativa deflagri nel regno dell’estro.

L’esposizione, fra l’altro priva di catalogo, si snoda con sobrietà nelle ampie sale di Casa De Gentili una location d’epoca costruita nel XVI secolo che richiama il sapore del passato. Oggi è, appunto, un’ elegante villa gentilizia perfettamente restaurata con una collezione di mobili e utensili d’epoca, come preziose cassapanche e una serie di acquarelli con soggetto le residenze castellane della Val di Non. Molto interessante l’ambiente della farmacia-erboristeria appartenuta all’ultimo discendente dei De’Gentili comprendente un giardino con varie piante officinali, il banco da farmacista e una ricca biblioteca. 

Luogo dedicato alle esposizioni temporanee richiama visitatori e turisti per un viaggio che inizia nella storia e termina nella contemporaneità di mostre capace di innestarsi sulle traiettorie del tempo, dinamiche del tempo che Riccardo Schweizer ha cavalcato vivendo la libertà cercata e forse trovata nel segno indelebile di artisti come Picasso e Matisse. Meraviglie di segni che s’incontrano in “Forme e colore”  

di Antonella Iozzo © Riproduzione riservata
                    (11.12.2012)

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