Kandinskij alla Tate Modern

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Impressioni Improvvisazioni  Composizioni

 

 

 

Londra – Verso l’astrazione viaggiano i nostri pensieri, e le percezioni si condensano in luci, colori, sfumature dell’animo umano. E’ una composizione musicale composta dall’inconscio e diretta da gesti fluttuanti nel mare delle sensazioni. Vasilij Kandinskij – La via dell’astrazione, è la mostra in corso fino al 1° ottobre 2006 alla Tate Modern di Londra.
Kandinskij è astrazione allo stato puro, è anatomia della dissoluzione della forma in spiritualità, è essenza sonora nell’immensità celata dal sentimento, è vibrazione sensoriale al di là della conoscenza, in quell’oceano dove la coscienza emerge come isole dalle coste frastagliate e indefinite. Kandinskij si allontana dagli oggetti materiali rifiutando la terza dimensione, per entrare in una fase musicale, i suoi lavori divengono partiture in cui il colore sostituisce le note, le cadenze divengono liquefazioni cromatiche in tensione verticale e gli accordi oscillano nella melodia come i mutamenti dell’animo.
Con Impressioni, Improvvisazioni e Composizioni, la leggerezza perlacea e la trasparenza del dialogo cromatico – sonoro raggiunge dimensioni altissime, producendo quello stato emotivo che rimanda all’evaporazione di tutto ciò che vediamo in tutto ciò che la nostra intimità tramuta in fiotti di vita silente.
La musica scivola come acqua di fiume dai dipinti di Kandinskij, attraversa il nostro corpo e dimora sul fondo dei nostri occhi, oggetto e soggetto dell’opera non sono più distinguibili, né sono l’elemento centrale dell’opera, perché è il nostro fluire lento e costante a divenire arte, respiro del sensibile su tela, è il nostro divenire, le nostre pulsioni a tramutarsi in ciò che il vortice dei colori imprime sulla tela. Il risveglio delle sensazioni produce la cellula musicale e il suo sviluppo genera quelle architetture che Kandinskij fissa nei suoi lavori con la forza immateriale dell’astrazione.
Un’astrazione palpabile nei suoi squillanti richiami alla vita interiore, un’astrazione magnetica nella forza dell’Arte, nella frantumazione della materia in ciò che siamo, in ciò che sentiamo, in ciò che trasmettiamo. Oggi attraverso cinquanta dipinti e trenta opere su carte la Tate Modern ripercorre il percorso di Kandiskij verso l’astrazione.
Un cammino segnato da tappe fondamentali come la sua permanenza prima a Monaco poi a Murnau dove fonda il Cavaliere Azzurro, il suo rientro a Mosca nel 1914 e la sua successiva partenza nel 1922 per Weimar dove insegna al Bauhaus.

 

di Antonella Iozzo © Produzione riservata
30/07/2006

 

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