Immagina ArteFiera sfumature di mercato

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Immagina ArteFiera

Artisti scoperti, nel senso di essere privi di gallerie

e gallerie che si aprono alle giovani promesse

 

mainartReggio Emilia – Anima e animus della dodicesima edizione di “Immagina ArteFiera” di Reggio Emilia. Una vetrina che racconta la vita dell’Arte moderna e contemporanea, quella che sbraita la sua fascinazione estetica nonché la sua valenza economica  per investimenti sicuri in un periodo di profonda crisi.

Artisti eclettici e gallerie più o meno affermate dai loro stand richiamano il pubblico con sorrisi ammiccanti, allestimenti più o meno interessanti e non per ultimo, con opere che nel loro silenzio sembrano recitare saggi sull’Arte di restare fissi sulle pareti, sull’uomo che le propone come un compendio di verità e bellezza, mascherando l’ascesa del proprio conto in banca, sull’Essere combattuto fra la disperazione di restare ai margini  e la speranza di entrare, s’intende, tra i vip delle tele in caveau. vanni_vivianiRelazioni di convenienza consumate davanti all’opera che farà epoca, sorseggiando un caffè al bar della fiera.

Storie di fiere, di mondo, di artisti e galleristi, storie di cose che è meglio sapere affinché il sogno non si muti in incubo nutrito a suon d’illusioni.

Cinquemila per una tempera, diecimila per un acquerello e quell’olio? Valutazioni, svalutazioni, pittori da riscoprire, ma procediamo con cautela. Improvvisamente … il rinascimento del senso artistico ci troviamo dinanzi alle opere di  Vanni Viviani, nello stand allestito dal suo promotore Vincenzo Bruno, sintesi di grazia e maestria. Una pittura che attrae il sensibile, che elegge la mela a sunto simbolico della sua poetica da respirare nella “Sfericità del desiderio” come recita il titolo di una sua personale del 2004.

Iroberta_coni_l già visto ci accompagna nella nostra visita alternandosi a provocazioni rimaste sull’orlo della creatività mancata. Segni d’arte, follie in movimento stile futurista  e poi opere che richiamano la nostra attenzione inducendoci a cambiare la direzione del nostro percorso, estasi per gli occhi e per lo spirito, evaporazione, sospensione.


Sono attimi di levità, di autentica poesia rivestita di nuances luministiche, sono le opere di Luciano Viani. Rosso vaporoso, leggero, carismatico, tocchi di pennello come carezze seguono le linee e tracciano le forme di un elefante divenuto  impalpabile nella sua robusta presenza, poi petali, delicati fiori rossi che si stagliano sul fondo nero, il loro corpo è un’elegia che si schiude tra le palpebre dell’alba. Su quelle del tramonto invece, le intersezioni estetiche fine a se stesse, sfumate dal magico metafisico.

roberto_brunoLa storia e la memoria, indispensabili per affrontare il presente ed il futuro, anche in senso artistico, sembrano essere il sunto poetico di una figurazione, come quella di Roberta Coni, Galleria Russo, Roma,  che volge lo sguardo sui  grandi maestri e ne estrae il sentimento più vero per una nuova fisiognomica . vastissima superficie dipinta, il colore fa corpo e vive il suo “Omaggio a Vermeer”.

Un passo ancora e Gigi Mascetti ci seduce con nudi velati, schiene che si offrono con compostezza, chiari scuri che invitano a saggiare la precisione del tratto, ma nello stand della galleria, la Neoartgallery di Roma, un’altra piacevole sorpresa, le opere di Rita D’Emilio, gusto decò, decorazione stile secessione, donne di pompeiana memoria, l’eleganza è servita con perfetta minuzia tecnica.

luciano_vianiArtisti scoperti, nel senso di essere privi di gallerie e gallerie che si aprono alle giovani promesse come Roberto Bruno. Scultura e pittura per esplorare l’identità e ritrovare la realtà sfuggita o fatta sfuggire dal nostro essere. Tracce di passato crudele inscritto nelle mani dei deportati che fuoriescono dalle fessure dei vagoni, fessure che schiacciano lo sguardo e trafiggono le speranze.


Accanto ad opere così forte troviamo “Le mie pizze”, disegni e pensieri su cartoni delle pizze, un’originale interpretazione della società uguale nella moltitudine di facce che incontriamo giornalmente, diversa nelle striature della propria coscienza, profondità che si rivelano solo se apriamo il nostro animo all’altro e ne  saggiamo gli umori, proprio come una pizza chiusa nella sua confezione, solo aprendola e gustandola possiamo scoprire di che pasta è fatta.

Sobria anche la comparsa delle gallerie straniere, luoghi d’arte come pianeti satelliti sull’onda del presente.vladiv_vladev Fra di esse spicca l’Ave Art Gallery, Bulgaria che punta tutto su Vladin Vladev,  poetico informale, materico screziato, suggestioni che riemergono da un profondo che regola il gesto.

Focus sul lato umano delle gallerie, un lontano miraggio che si concretizza alla MainArt, Svizzera, il gallerista Mainardi Salvatore insieme alla sua efficientissima consorte, promuove, investe,  interagisce con l’artista, il visitatore ,il mondo delle Fiere. Il risultato? L’arte riscopre il suo valore, l’uomo il volto imperfetto ma artistico che ci gravita intorno, croce e delizia di una vocazione. Nel suo stand,  fra gli altri, la creatività nei versi e nel colore di Helga Matzner, gli afflati di luci nella gestualità di Ruth Fancher Brinkmann. Astrazione eroica, figurazione latente, provocazione in prima linea, lirica rita_d_emilio_versione in salsa metafisica e poi l’iperrealismo che catalizza lo sguardo di Lamberto Melina, e l’espressionismo forte di Veronica Francione. 

Gallerie, galleristi, promotori, artisti.  Un vortice di emozioni sul filo dell’arte in fiera.  Pausa.  Elegante cadenza dinanzi alle opere  raffinate come sospiri sonori di Emilio Gualandris, Galleria d’Arte Adda, Bergamo, segue una piacevole conferma, le opere di Julia Bornefeld, galleria 8,75 Artecontemporanea Reggio Emilia,  artista poliedrica che affronta tematiche forti trasportandoli  con giusta tensione e lirismo.

Immagina, l’invisibile delle fiere nello scatto dell’arte: inedito underground per un capitolo ancora da scrivere.

 

 

di Antonella Iozzo © Produzione riservata

     ( 01.12.2010)

 

 

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