Chaplin’s World, la vita racconta l’uomo. La satira, l’artista

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Chaplin’s World a Vevey, Swiss Riviera.  Entrare nel Museo è come entrare in uno studio hollywoodiano. Degli 81 film di Chaplin circa 35 di loro sono stati messi in evidenza al Chaplin’s World, come i famosi The Great Dictator, The Kid” e Modern Times.

di Antonella Iozzo

Vevey (CH) – La magia è l’eterna alleata della fantasia insieme aprono mondi meravigliosi che a volte ci conducono in spazi fantastici, scrigni custoditi in città che conquistano al primo sguardo, come Vevey, Swiss Riviera. Ed è qui che troviamo il Chaplin’s World, unico nel suo genere, un luogo suggestivo che racconta l’artista e l’uomo Charlie Chaplin. Il Museo sorge esattamene a Manoir de Ban, una proprietà di 14 ettari arroccati sulle alture di Vevey, dove Chaplin ha vissuto con la sua famiglia.

Il Museo nato nel 2000 ci conduce in un viaggio attraverso i set dei suoi film più famosi fino alla sua vita intima e privata vissuta nella sua Villa, il Manoir. Un percorso interattivo che ricrea set hollywoodiani dei suoi film più famosi per concludersi con una passeggiata nell’allure classica della Villa, acquistata da Chaplin, completamente arredata. Arredi e decori che scandiscono ricordi ed evocazioni ripercorrendo le tappe più salienti.

Il progetto è opera dell’architetto svizzero Philippe Meylan, coadiuvato da un team d’ingegneri e designer che collaborano con la Chaplin Foundation e dal curatore del Quebecois, appassionato di cinema e appassionato di Chaplin Yves Durand. Un lavoro di 10 anni sostenuto da partner finanziari e istituzionali come il Canton Vaud, le autorità locali, e molte imprese della Riviera Svizzera, quando si dice sinergia d’intenti.

Charlie Chaplin, una vita, un sogno, un destino che nel 1952, quando i funzionari dell’immigrazione gli impedirono di rientrare negli Stati Uniti, lo portò a trasferire la sua proprietà in Svizzera e pagò 60.000 franchi, in contanti, per un magnifico lotto e una villa sopra Vevey, dove visse con la sua famiglia dal 1953 fino alla sua morte nel 1977.

Entrare nel Museo, oltre 3.000 metri quadri, è come entrare in uno studio hollywoodiano con scenografie ed effetti speciali che creano l’evocazione, la visione, la meraviglia e intanto raccontano i sui film e la sua filosofia. Degli 81 film di Chaplin circa 35 di loro sono stati messi in evidenza al Chaplin’s World, come i famosi The Great Dictator, The Kid e Modern Times.

Un breve documentario in una sala cinema apre il Chaplin’s World, poi è magia con intere scene di Hollywood ricreate in scala originale. Dal documentario alle scene il passo è breve, anzi il passo diventa leggero mentre attraversiamo il palcoscenico e si entra nelle singole sequenze. Improvvisamente ci si ritrova davanti ad alcune repliche in cera di personaggi famosi, amici di Chaplin, da Michael Jackson ad Albert Einstein. Ma sono più di 30 le figure di cera create da Grévin che decorano il Chaplin’s World, non possiamo non ricordare il vagabondo, Oona e Chaplin, politici come Gandhi e Churchill, artisti che hanno incrociato Chaplin nel loro percorso professionale come Paulette Godard, Buster Keaton e Sophia Loren.

La teatralità del momento raccontata diventa reale, vera, sembra di sentire le battute o il regista sullo sfondo. Ogni cosa è replicata alla perfezione, ogni ambiente: dal barbiere alle prigioni, dai negozi al ristorante, tutto è messa in scena che racconta la realtà, il vissuto, il background di Chaplin che mai dimenticò le sue origini.

Oggetti personali s’intrecciano ad esperienze multimediali con immagini ad alta definizione ed in 3D. Acustica avanzata ed effetti speciali raccontano quel sorriso di Chaplin cosi carico di memoria, autentico e commovente che strappava sorrisi e toccava l’anima, reso ancora più impressionate dalle moderne tecnologie che contribuiscono notevolmente a far rivivere le molteplici sfaccettature dell’opera di Chaplin. È di scena la satira, la grande satira.

Artista e uomo un percorso parallelo e a volte simbiotico che al Chaplin’s World è sviluppato ai massimi livelli con una prima nello “Studio” che racconta il personaggio, l’ascesa di Chaplin da un orfanotrofio pubblico a star di Hollywood, per poi arrivare al “Manor” la casa dell’uomo Chaplin.

Si apre un mondo che induce a momenti di riflessione soprattutto quando ci troviamo davanti a oggetti iconici come i larghi pantaloni e le grandi scarpe che simboleggiano le vere radici di Chaplin.

Chaplin attore, compositore, regista, produttore e visionario. La sua arte lungimirante, la sua intraprendenza e passione lo portarono a creare soluzioni tecniche usate ancora adesso.

Una passeggiata nel parco come intermezzo, uno sguardo al lago di Ginevra, sullo sfondo, e la visita continua a Manoir, la sua Villa, dove visse con sua moglie Oona O’Neill ed i suoi 8 figli. Ogni camera ci riporta indietro nel tempo, dalla stanza da pranzo allo studio, dalla camera da letto al bagno. Ma c’è una stanza che sembra molto moderna, al centro, un immenso mappando, ai muri una carta da parati certamente originale un’immensa carta geografica che evidenzia le città visitate da Chaplin con una lucetta che s’illumina durante il racconto guidato.

Altra stanza suggestiva è la stanza a specchio con le foto di molti personaggi famosi amici e colleghi e la scultura in cera di Sofia Loren, sembra introdurci in questo irrealistico mondo.

Il 27 dicembre 1977, Charles Chaplin fu sepolto nel cimitero del villaggio di Corsier-sur-Vevey.

Chaplin’s World, una visita museale che rivela il volto dell’uomo nell’immagine artistica che ha fatto il giro del mondo con i suoi film.  Un inestimabile patrimonio culturale e cinematografico di Charlie Chaplin che contribuisce notevolmente all’attrazione turistico-culturale della Swiss Riviera

Chaplin’s World
Route de Fenil. 2
CH – 1804 Corsier sur Vevey
https://www.chaplinsworld.com/

 

di Antonella Iozzo ©Riproduzione riservata
                  (22/08/2018)

 

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