Per Christoffersen. Il Silenzio vibrante

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 Per Christoffersen.Il silenzio vibrante della natura

a cura di Antonella Iozzo

Per Christoffersen. Il silenzio vibrante della natura

Il canto della natura si eleva come un sogno di rigore e di tensione, d’esatte energie e studiate illusioni per poi schiudersi ai raggi del sole e vivere nella bellezza eterna dipinta da Per Christoffersen.

Un tessuto di voci sotterranee sempre più vertiginose sorvolano le timbriche cromatiche e bruciano gli accordi attraverso un’incessante trasformazione armonica che si tende, si allarga, si estenua imprimendo alla composizione un’inconfondibile essenza. Dentro, fuori attraverso di essa una presenza avvolgente e struggente, lirica e languida, rilascia un’atmosfera melodica sospinta da un anelito di vento verso qualcosa di inafferrabile.

Il fascino della vitalità rinasce nella musicalità della pennellata di Christoffersen, è come se ogni fibra della natura risuonasse nella trasfigurazione pittorica di intime verità, di situazioni al limite del ricordo, di sogni. Sono frammenti poetici nell’alta marea dell’immenso, sono reminiscenze simboliche traslate tra i piani prospettici, tra le convergenze delle linee e delle diagonali, sono disegni apparentemente irregolari che sfuggono alla logica immanente per rinsaldarsi in sonorità calde e diafane, mentre tutta la costruzione si rivela come una realtà sonora rarefatta e sospesa.

Più in profondità, lontane nostalgie, luce, tepore e inquietudini dipingono velature vibranti capaci di respirare nella tensione del gesto, dentro il quale si riconosce il sentimento del colore e della poesia, elementi perfettamente concilianti con la precisione del disegno e la nettezza della forma.

Il pennello introspettivo di Christoffersen penetra con audacia nella natura esprimendo stati d’animo che a tratti escono dall’ombra per poi rientrarvi come parole spogliate dal verbo o come note orchestrate dalla tavolozza cromatica, improvvisazioni trasudanti lo sfinimento dei sensi, essi appaiono l’uno nell’altro, fusi nella loro stessa immaterialesostanza, tensione emotiva che ci consente di addentrarci tra l’essenzialità del segno partendo però dalla figurazione realistica: è la soglia  dell’astrazione. Un senza tempo dipinto dove la luce “soffusa” dell’artista diluisce le forme e ne svela l’immaginario, il misterioso.

Sensuali pennellate di materia pittorica, quasi come in preda ad un forte vento, vibrano sotto i nostri occhi e rendono l’opera evanescente, dinamica, tesa verso un’espressione più profonda della bellezza perché non vi è più  imitazione diretta, ma trasposizione sentimentale di ciò che è invisibile in natura.

L’occhio segue la mano, il cuore l’ispirazione,  e sulla tela una musica sinuosa si muove animando la corrispondenza fra natura e immaginazione, una musica che evoca luoghi inverosimili, notti inebriate di spuma marina, crepuscoli carezzati dalla luna, vicoli stretti dove i mille rumori del silenzio mostrano Amalfi nell’emozione che ha afferrato Christoffersen. Sono scorci nelle nervature di un poema crepuscolare, quasi silente, fatto di mezze tinte e toni smorzati, sguardi aggrappati alla speranza, nel diaframma emotivo di un’esistenza  bagnata dal sole e asciugata dalla malinconia, intermezzi mediterranei completati dal sentimento e distesi nell’armonia cadenzata della composizione.

In questa scenografica partitura paesaggistica la verità dell’Arte, il reale del pennello e l’impercettibile dell’inspirazione e del sentimento suggellano l’accordo melodico tra il visibile e l’invisibile generando la sospensione dell’attimo. Istanti nei quali il tempo precipita nel vortice della creatività e fuoriesce in magma raffreddato. La sensibilità di Christoffersen ne avverte la forza, la potenza, la dirompente carica energetica  e ne segue i fremiti riportando in superficie il paesaggio mescolato ai suoni dell’anima.

Lirismo geometrico e rigore melodico: nuove forme di coesione in dialogo fra loro obbediscono all’istinto sotto la trasparente leggerezza della luce. Da esse partono spatolate di colore contrapposte le cui relazioni si ramificano in un oscuro, sottile riverbero atto a  scuotere la natura dal di dentro. Aggregazioni che si slanciano e ricadono tra l’impressione e l’inspirazione, mentre la sostanza stessa della forma si risolve come unna vicinanza di colori e piani, immagine sonora nella quale il complesso di relazioni cromatiche diviene una sotterranea architettura di rimandi.

Christoffersen, sembra sollecitare la natura concedendoglivibrazioni sempre più vicine alla sua anima, solo così può estrarre dai paesaggi irregolari o dolcemente discontinui, l’incanto musicale di una sensazione che si distende sulla pelle e respira il profumo intrepido del vivere tra il fisico e lo spirituale.

Rapporti molto profondi di uno spartito pittorico dall’aria indefinita e capace di risentire degli influssi del suono del paesaggio interiore, creano ritmi visivi, inclinazioni, sequenze,  segni: il sensibile ha trovato la sua forma sonora in un visibile velato d’astratto, quasi un’elegia celeste scoscesa dalle zone più intime e remote.

Pennellate di rarefatta fattura, poi preludi di fantasia onirica, senso di sospensione, effetti che avvolgono le opere spingendoci dentro la loro stupefacente sostanza narrativa intrecciata ad un’atmosfera surreale. Il tempo non fluisce e velatura dopo velatura un vapore leggero dimora come la notte nei sogni delle ninfe e nei desideri dei fauni, ed in un silenzio vibrante il mistero vive la natura di Christoffersen.

Ogni pensiero dell’artista si espande nella poesia, fremiti che sospirano sulla tela e flettono la tensione emotiva in ordinati grovigli di steli, di arbusti, di radici intrecciate ai ricordi, di foglie irrorate di desideri incisi dalla ragione.

Nella sua ultima produzione l’umanità del colore e la vitalità espressiva immergono lo spettatore in uno spazio reticolare nel quale lentamente si dipana l’impercettibile ramificazione di suoni teneri e forti, particelle di sostanza emotiva il cui dissolvimento s’intreccia e si alterna alla ricchezza apparentemente esuberante di un paesaggismo evocativo.

Dinamiche di cromie pulsanti, ritmo e movimento pittorico disegnano la spazialità segnando il passaggio dal piano orizzontale a quello verticale, mentre  l’esperienza visiva, elaborata nella sostanza inviolabile dell’Arte, scivola nella liquidità della percezione, fiumi tra le anse del mondo.

Composizioni d’incomparabile intensità e di allusiva eternità si aprono come costruzioni immateriali ma inflessibilmente geometriche, da qui si dipartono le visioni della realtà e del tempo, scisse dalla memoria in emozioni timbriche, su questa limpida, impalpabile trasparenza ogni segno, ogni forma, ogni gesto avanza per rappresentare una realtà sottostante e originaria, un luogo della coscienza cesellato, dal fare artistico, in qualcosa di etereo e angoloso, appassionato ed espressivo.

 Da questo tumulto carico di ardore e intriso di estrema purezza coloristica e ritmica, arcane movenze irrompono su tela, Christoffersen le placa plasmandole in respiri, gocce, fibre, essenze, sintesi delle forme stesse della natura, materia dell’immenso dalla quale nascono  figurazioni danzanti e aeree inarcate sul sentimento come ponti tra le mani del tempo e della verità, mentre dinanzi ai nostri occhi  si scioglie il silenzio vibrante della natura, suite tra incanto e mistero orchestrata su tela da Per Christoffersen.

di Antonella Iozzo © Produzione riservata
            (08.02.2010) 

Curriculum

Per Christoffersen si diploma in arti visive, nel 1976 presso  Hjørring Seminarium, Danimarca, nel Ha portato avanti contemporaneamente la sua attivita d’nsegnate e pittore. La sua attività d’insegnate assorbiva moltodelsuo tempo, soprattutto neglia anni ottanta, quando presentava vari progetti per la scuola.

Tuttavia, la sua creatività in questo periodo s’intensificò. I soggetti bui e cupi sono stati abbandonati in favore di un apittura più luminosa. Paesaggi ad olio e acquarelli nei quali la fantasia e una sorta di parafrasi dtra uomo e natura. Amore e sentimenti più profondi cominciarono a trovare la strada verso la tela, la loro forma ora si presenta più disciplinata confinante con l’arte tangibile.

Nel  2004 si dedica soprattutto ad un serie di dipinti a olio di grande formato. è un periodo molto produttivo caratterizzato da una grande energia.

Nel 2007 lascia l’insegnamento per dedicarsi completamente alla pittura, ricevendo ottimi consensi dalla critica e dal pubblico.

 

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Articolo correalto:Views On Nature

  

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Per Christoffersen. The Vibrant silence of nature

The song of nature lifts like a dream of rigor and tension of exact energies and designed illusions to then hatch into the sunshine and live in the eternal beauty, painted by Per Christoffersen.

A tissue of underground dizzy rumors fly over color tonalities, burning those musical tones through a constant harmonic transformation that stretches and widens, imparting to the composition a unique essence. Inside and outside through it’s shrouding and poignant, lyrical and languid presence, it releases a melodic atmosphere propelled by a breath of wind into something elusive.

The charm of vitality is reborn from the musicality in Christoffersen’s brushstrokes, it’s as if every fiber in nature would resonate within the pictorial transfiguration of an intimate truth, in the borderline between memory and dream scenarios. They are poetic fragments in the high tide of immensity, they are symbolic reminiscences transported in between the perspective planes, the convergence of lines and diagonals; they are apparently irregular patterns that escape from the inherent logic to get settled into warm and diaphanous sonorities, while the whole construction appears as a thin and suspended rarefied reality.

More deeply, distant nostalgia, light, warmth and anxiety, paint vibrant glazes capable of breathing within the tension of the gesture, within which it recognizes the feeling of color and poetry, perfectly conciliatory elements with the precision of the drawings and the clarity of form.

The introspective brush of Christoffersen boldly penetrates into nature expressing different moods that sometimes emerge from shadows and then go back as words stripped from the verb or as orchestrated notes from the color palette, improvisations exuding the exhaustion of senses, they appear one into the other, melted into their own intellectual substance; emotional tension that allows us to penetrate the essence of the sign, though starting from realistic figuration: is the threshold of abstraction. A timeless painting where the “soft” lights dilute forms and reveal the imaginary and the mysterious.

Sensuous strokes of thick paint, almost as if overcome by a strong wind, vibrate under our eyes and make the artwork evanescent, dynamic, reaching for a deeper expression of beauty, for there is none direct imitation, but a sentimental transposition of what is invisible in nature.

Eye follows hand, heart follows inspiration, and on the canvas a sinuous music animates the correspondence between nature and imagination, music that evokes unlikely places, sea foam inebriated nights, twilight caressed by the moon, narrow alleys where the thousand sounds of silence show Amalfi through the emotion that has gripped Christoffersen. They are glimpses in the ribs of a twilight poem, almost silent, made of half tones and muted tones, eyes clinging to hope, in the emotional diaphragm of sun-washed existence dried by melancholy; Mediterranean interludes complemented by sentiment and laid in harmonic, rhythmic composition.

On this scenic sheet music landscape, the truth of Art, the reality of the brush and the imperceptible of inspiration and feeling seal the melodic tune between the visible and the invisible generating the suspension of the moment. Instants in which time falls into the vortex of creativity, and escape through cooled magma. The sensitivity of Christoffersen perceives it’s strength, it’s power, it’s explosive energy charge and follows the tremors to the surface, bringing out the landscape mixed with the sounds of the soul.

Geometric lyricism and melodic rigor: new forms of cohesion are in dialog and obey the instinct under the transparent weightless light.  From these, colors from the spatula counterpose and relate, becoming a subtle, dark reverberating act that shakes nature from the inside.  Aggregations are thrown in and fall back between the impression and the inspiration, while the true substance of the form resolves as a closeness of colors and planes, sonorous image within which the complex of chromatic relationships becomes an underground architecture of procrastination.

Christoffersen seems to ask for nature, conceding it vibrations that come closer to his soul, and only like this he can extract from irregular or softly discontinuous landscapes; the musical enchantment of a sensation that spreads on the skin and breaths the fearless perfume of living in between the physical and the spiritual. Profound interaction of a pictorial music sheet with a sense of non-definition and capable of sensing the influence of sound of the inner landscape, creating visual rhythms, inclinations, sequences and signs: sensibility has found its sonorous form in a visible glazing of abstract, almost a celestial elegy that emerges from the most intimate remote places.

Brushstrokes of rarefied making, followed by preludes of oniric fantasy, a sense of suspension, effects that embrace the works pushing us inside their amazing narrative substance, interwoven to a surreal atmosphere.  Time does not flow and glazing after glazing, a light vapor resides like the night in the dreams of nymphs and in the desires of the fauns, and in a vibrant silence, mystery lives the nature of Christofferesen.

Each thought of the artist expands in poetry,  shivers that sigh on the canvas, and bend the emotive tension in ordered tangles of stems, bushes, roots interwoven to memories and leaves bathed in the incisive desires of reason.

In his last production, the humanity of color and the expressive vitality emerge the spectator in a reticular space in which the imperceptible ramification of tender and strong sounds slowly unravel; particles of emotive substance dissolve braiding and alternating within the apparently exuberant richness of an evocative art of landscape.

Dynamisms of chromatic pulsations, rhythm and painterly movement, draw the space marking the landscape from a horizontal plane to a vertical one, while the visual experience, elaborated in the unbreakable substance of Art, slips in the liquidness of perception, rivers within world bends.

Compositions of incomparable intensity and allusive eternity unfold like immaterial constructions although inflexibly geometric, and give birth to reality visions and time, divided by memory in timbric emotions, over this clean, imperceptible transparency… each sigh, each form and each gesture move forward to represent a native underlying reality, a place chiseled in the conscience, by artistic manufacture, into something ethereal and angular, passionate and expressive. From this turmoil full of passion drenched in extreme coloristic and rhythmic purity, mysterious movements burst into the canvas; Christoffersen appeases them shaping them into breaths, drops, fibers, essences, synthesis of form from nature, matter of the immense from which dancing and aerial figurations are born, arched over feelings as bridges between the hands of time and truth, while in front of our eyes the vibrant silence of nature melts, suites between enchantment and mystery orchestrated on the canvas by Christoffersen.

by Antonella Iozzo © Produzione riservata
            (08.02.2010)

Translation by Ana Arango

Curriculum

Per Christoffersen is a qualified visual arts teacher, educated at Hjørring Seminarium, Denmark, in 1976. He has taught art professionally ever since, at the same time developing his own talents as an artist. During the seventies he was preoccupied with sketching, primarily sombre motifs conveying a certain anxiety regarding future expectations. Most of the eighties was taken up with school project work.

However, his creativity during this period turned to the magic of painting. The earlier dark and sombre subjects were abandoned in favour of brighter oil and water colours depicting fantasies and paraphrases of man made landscapes. Love and innermost feelings now began to find their way to the canvas, their form now more disciplined, bordering on tangible art.

For the time being his work has culminated in a production of large scale oil paintings. The subjects are effete cultures mirrored via posters on walls and columns in public space. Torn fragments that reveal modern cultural history, portrayed through recognisable elements- lines structures and not least colour.

In 2004 the artists work took off in leaps and bounds as far as creativity and productivity are concerned, resulting in a series of large scale oil paintings. During the next 2 years the artist’s motifs were of effete modern cultural events as depicted on walls and poster columns. The torn poster fragments tell of outlived cultural events, life as it was lived – through recognizable elements, lines, structures and colour.

However, the pendulum swings. Per Christoffersen has worked away from complex to simpler expressions. The tranquillity of the world, and the traces left behind by plant, animal and human life, bearing witness of life that was. Short term and long term. Motifs of the world, as well as the turmoil of human life, of emotions, have created a starting point for the artist’s paintings Parallel to these pictures are his preoccupation with landscapes produced through his recollections. Paraphrases of past experience.

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