Vincenzo Dente. Pittura è passione

image_pdfimage_print

 Vincenzo Dente.Pittura è passione allo stato puro
Sono percezioni sensoriali dentro la forma e la materia, sono sensazioni
che si sfrangiano in emozioni, al contatto con la pennellata morbida, avvolgente e carismatica di Dente

a cura di Antonella Iozzo
 

Vincenzo Dente, nell’espressività del segno la trasparenza dell’anima. Dentro la forza della pittura, l’essenza di un’artista, il suo gesto il suo carisma. Dente estrae dai corpi, irretiti nella plasticità formale, l’armonia del suono.

I soggetti sono forgiati in sculture abbozzate nella stratificazione della memoria, dove i volti e lo sguardo divengono il prologo di un’esistenza interiore sospesa tra quiete e movimento. I soggetti di Dente sono voci dell’inconscio nel rumore del silenzio, un silenzio materico, carico di tensione, messo in evidenza dal gesto pittorico, deciso, calibrato, forte e vibrante della sua intrinseca sensibilità.

La sua pittura è emozione, turbamento a livello visivo, intuizione e al tempo stesso meditazione, nella densità cromatica, nell’impasto e nella sicurezza del tratto. Lievi velature celano l’enigma di un pensiero spentosi sul nascere e diafone luminosità rivelano intime verità, assorbite dal suono materico e orchestrato nella densità magmatica del flusso creativo.

Per Vincenzo Dente la pittura è passione allo stato puro, è creatività veemente e passionale che irrompe sulla tela, forgiandosi in poetiche visoni interiori riflesse negli abissi della mente. Nella spazialità della tela si animano, così, figure che si lasciano accarezzare dalla luce per fluide interpretazioni di un io allo specchio. Sono struggenti espressioni di un sogno nella metamorfosi della realtà, come “ Sospeso con le ali” che vive nella sospensione del tempo, su un caldo equilibrio tra segno e gesto, dove un percorso di luce fonde il visibile con il percettibile. La tela, per Dente, a volte, diviene una pellicola, lo spessore sembra diminuire o aumentare con il respiro dei corpi, ingabbiati nella loro infinita libertà di esprimere se stessi e il senso di una vita che scivola addosso attraversando la mente.

Sono percezioni sensoriali dentro la forma e la materia, sono sensazioni che si sfrangiano in emozioni, al contatto con la pennellata morbida, avvolgente e carismatica di Dente. I suoi colori affogano nella notte, ma il dettaglio non sfugge, anzi, sembra veicolare il significato nascosto del dipinto nei luoghi della ragione, per una ricerca intimistica della propria natura. I soggetti, soffici e impalpabili nelle movenze, quanto catalizzate e immobili nell’armoniosa composizione d’insieme, danzano nel vorticoso mondo interiore persi dentro se stessi, Vincenzo Dente, ne cattura il senso e ferma l’istante nel respiro di occhi naufragati in un mare in tempesta. Moltiplica nella sua unicità la poetica di una pittura imperniata sulla ricerca interiore e sulla carica emotiva.

E’ la forza evocatrice a fondere il gesto in quelle pose accattivanti, provocanti, sensuali e tremendamente nude nella loro intima realtà o forse verità. E’ un gioco di rimandi e di accordi melodici, dove il sapiente uso dei chiaro scuri vela l’alter ego di figure concentrate su di se e rivolte su di noi, e svela la fragilità di anime alla deriva o forse più semplicemente ingabbiate in una realtà vuota e frivola. Ma la poesia emerge come linfa rigeneratrice nel magma sonoro dell’individualità, sprigionando l’altra identità, quella che si adagia tra perlacei frammenti di arte, colonna sonora di Dente e della sua forte personalità espressiva e intuitiva. I suoi dipinti sembrano omaggi a quella struggente bellezza della realtà nell’atto di smaterializzarsi in frammenti visivi, cristallizzati in sculture musicali. Un rincorrersi di emozioni contrastanti, un rifugiarsi nella quiete del movimento transitorio, una liquidità dei contenuti fissi nella solidità strutturale di tutto un universo nella spazialità infinita della tela.

Tematica e tecnica sono la base di un realismo espressionista dove l’estetica riscopre il vero e irrompe nella suggestiva evacuazione del pensiero, per ritrovare il sapore e il colore della propria coscienza. L’andamento delle forme seguono l’andamento delle corde sensoriali. I tratti, adagiati tra le infinte sfumature di una pittura dalla voce intensa e avvolgente, si rivestono di nuove percezioni per implodere nel flusso dell’energia cosmica. Una verticalità di scrittura cromatica che traduce il segno in poesia su tela, dove la voce del cuore combacia con quella della mente e il ritorno all’essere si dipana nella spazialità rarefatta e atemporale dell’anima

di Antonella Iozzo
© Riproduzione riservata
               (27/04/2006)

Bluarte è su Facebooke su Twitter@Bluarte1

Bluarte è su https://www.facebook.com/bluarte.rivista e su Twitter: @Bluarte1