Il Meraviglioso e la Gloria

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Da Rubens, al Bernini, da Reni a Caravaggio, da Murillo al Guercino

 

 

 

Bassano del Grappa – Quando l’Arte incontra il sacro, la bellezza risveglia l’anima e il sublime trionfa ne “Il meraviglioso ela Gloria“ , la mostra in corso fino al 10 giugno 2007, c/o Palazzo Bonaguro di Bassano del Grappa, in occasione del quarto centenario della nascita della Beata Giovanna Maria Bonomo, patrona della città. L’umile figura della monaca benedettina è il tramite tra l’Arte europea del XVII secolo e il tema della fede, della religione, della spiritualità.

Da Rubens, al Bernini, da Reni a Caravaggio, da Murillo al Guercino, più di settanta capolavori provenienti da importantissime sedi museali comela Pinacoteca Vaticana,la Pinacoteca nazionale di Brera, i Musei civici di Bologna e l’Ermitage di San Pietroburgo di cui la città di Bassano è una giovane partner, testimoniano non solo il fermento artistico dell’epoca ma l’importanza che rivestiva l’opera d’arte nel divulgare un preciso messaggio religioso, quella della Chiesa riformata dopo i precetti sanciti dal Concilio di Trento. Ideali e tematiche diverse prendono forma e colori nell’interpretazione dei più grandi maestri del seicento.

Dalla profondità mistica del “Gerolamo penitente” di Luca Giordano, alla drammaticità tesa verso quel senso di trasporto altrove di Giovambattista Piazzetta con il suo “ San Giovanni Battista” . L’incanto estatico trova riposo nella bellissima “ Madonna delle ciliegie” di Federico Barocci, la profusione del tramonto e le sfumature blu del cielo prendono consistenza nel manto della Madonna, che avvolge l’occhio e contemporaneamente fa emergere ancor di più l’incarnato perlaceo della stessa e di Gesù Bambino. Ogni cosa è immersa nella dolcezza dei gesti e dei momenti d’intimità familiare, perfino l’asinello; tutto è un delicato richiamo all’amore. Il percorso si snoda tra la ricerca dei modelli da indicare dopo la riforma e la sontuosità barocca, ideale nell’esprimere al meglio la magnificenza della Chiesa Cattolica, concentrata nella divulgazione di una spiritualità che dalla tela conduce verso un completo coinvolgimento emotivo, e così la sensibilità distesa con morbide pennellate , da Murillo in “San Giuseppe tiene per mano Gesù Bambino”, incontra la teatralità barocca di Pietro da Cortona in “ La vergine offre il bambino a San Francesco”.

Il dolore e la sofferenza fluiscono nei vari stili degli artisti ma in Francesco Cairo, rimane statica assenza velata su un “Cristo incoronato di spine” come in altri suoi lavori presenti in mostra, non comunicando quel brivido , quel fugace impeto d’espressività che si raggiunge quando il dolore viene vissuto ed interiorizzato. Fra i tanti artisti non possiamo non soffermarci sulla “Maddalena in estasi” del Caravaggio, rivoluzionaria opera in cui la sensualità della Maddalena dilaga nella sensibilità spaziale della luce sapientemente modulata. Una sofisticata elevazione spirituale ci viene data, poi, da Guido Reni con “San Matteo e l’angelo”, l’introspezione psicologica, la carica dello sguardo, profondo, lucido, intenso, ed i contrasti di luce conducono verso la poetica del santo. Non solo pittura, gli bozzetti del Bernini, di Sant’Agostino, Sant’Ambrogio e la “Beata Ludovica Albertoni” ci trasportano nella Roma del tempo, una Roma in cui la fede veicolava nella magistralità di grandi scultori, architetti e pitturi, registi della più “ religiosa” delle messe in scena. “ Il meraviglioso ela Gloria”, più che una mostra, un’opera d’arte totale in cui la musica spirituale , il cantico delle fede, le immagini del sensibile e la poesia dell’umanità si elevano nella trasfigurazione del visibile nell’inviolabile.

 

di Antonella Iozzo © Produzione riservata
18/04/2007

 

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