Gianni Berto, il calore di Villa Giustinian

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Ogni soddisfazione dipinge momenti diversi, da quelli condivisi con gli ospiti di Villa Giustinian, che sono divenuti amici nel tempo, a quelli che creano le situazioni. Momenti di una vita estremamente laboriosa, una vita favolosa.
di Antonella Iozzo

Gianni-Berto-byluongoPortobuffolè (TV) – Gianni Berto insieme alla moglie Nathalie Berto-Christ, gestisce Villa Giustinian, un gioiello incastonato nel fiabesco comune di Portobuffolè, il più piccolo della provincia di Treviso. Con una cordialità fuori dal comune intreccia una piacevolissima conversazione che mette in luce la sua estrema sensibilità e raffinatezza d’animo. Bellezza interiore che riveste da sempre la passione e la dedizione. Un lavoro che ha coinciso con la sua vita, una vita che continua a vivere intensamente nella sua pienezza.
Gianni Berto, un albergatore di lunga esperienza …
Si, ho sempre lavorato nel turismo, fin da giovanissimo. Nei vari periodi della mia vita ho aperto e gestito un piccolo ristorante, un albergo a Jesolo nel quale mia moglie, svizzera, era la direttrice, ho lavorato presso molti villaggi turistici e molto altro ancora fin quando il destino mi condusse prima a Villa Revedin, e poi, qui, a Villa Giustinian.
Cosa l’ha spinta ad acquistare Villa Giustinian?
È stato amore a prima vista da parte mia e di mia moglie. La sua intraprendenza professionale e la sua conoscenza delle lingue sono state determinanti per far divenire un sogno realtà.
È stato lo splendore della Villa a conquistarvi?
Il suo fascino. La Villa era in pessime condizioni per non dire distrutta. Nel suo passato la storia le ha impresso ferite profonde, è stata, infatti, requisita nei momenti di guerra come comando militare, ospedale e orfanotrofio. Nonostante ciò la sua anima ha continuano ha trasudare quella fascinazione carica di atmosfera capace di trasportare indietro nel tempo, bastava saperla guardare e ascoltare con sensibilità. Io e mia moglie, lo abbiamo fatto e dopo tre anni di un accurato restauro, seguito passo passo dalla Sovraintendenza ai monumenti, dal 1988 è ritornata a vivere nella sua maestosità.
Si, un restauro che rispecchia la struttura originaria esaltata anche dall’arredo …
Antiquariato. Solo ed esclusivamente la raffinatezza e il valore unico del vero antiquariato. Sono pezzi unici come questi bellissimi tavoli ovali intarsiati, francesi. Uno di questi capolavori è stato realizzato dalla corazza di tartarughe lavorata a mano. Ed è solo un esempio, in ogni suite: comò, tavolini toilette, consolle, sedute, tendaggi, lampadari di Murano, ogni arredo è frutto di una studiata ricerca.
Una bellezza, oserei dire, da intenditori senza confini. I vostri ospiti confermano?
Senza dubbio. La bellezza del soggiornare in un posto esclusivo immerso nella quiete conquista gli ospiti internazionali come quelli italiani. Nel corso degli anni molti ci hanno scelto, dalle grandi fabbriche che avevamo intorno, prima della crisi economica, ai molti svizzeri, tedeschi e austriaci con i quali abbiamo intrecciato un’ottima fidelizzazione, poi non dobbiamo dimenticare il turismo enogastronomico. Questa è la terra del Prosecco e i wine lover sono veramente molti.
Villa Giustinian, è il lungo ideale anche per organizzare eventi?
Gli eventi come i matrimoni sono il nostro punto di forza. Chi proviene da una cultura molto diversa della nostra come i russi o i norvegesi, amano molto un matrimonio made in Italy, con tutti i dettagli che il caso richiede. E noi, devo dire, non ci risparmiamo, anzi offriamo sempre il massimo, come dei veri wedding planner. Curiamo ogni più piccolo particolare, per un palcoscenico ideale sul quale i desideri si amplificano in visioni che preannunciano la cerimonia. Dalla Villa alle quattro Sale ristoranti, alla terrazza è un crescendo scenografico senza uguale e sempre unico e originale. Ad ogni evento il look esclusivo che ne trasmette il carattere.
Un ristorante “I Campanili“, che richiama la cucina veneta e un’enoteca che svela la sua passione per i vini …
La passione per i vini mi è stata trasmessa da mio padre insieme alla gioia nel riconoscerlo. Il vino deve essere autentico, fedele, a se stesso, deve comunicare la sua impronta, le sue origini. Essenza fondamentale, affinché diventi piacere da condividere magari al nostro ristorante che rispecchia la tradizione preferendo i prodotti locali, interpretati con semplicità e un pizzico di creatività.
La sua maggiore soddisfazione?
Nel corso della mia vita ne ho ricevute tante e se da giovane potevano assumere sfumature più frivole, veniali, adesso, si vestono di una bellezza diversa, di una gioia consapevole che nasce dalla serenità interiore e da quella che grazie al mio lavoro regalo alla famiglia per i giorni avvenire. Ogni soddisfazione dipinge momenti diversi, da quelli condivisi con gli ospiti, che sono divenuti amici nel tempo a quelli che creano le situazioni. Momenti di una vita estremamente laboriosa, una vita favolosa.
Che cosa contraddistingue l’ospitalità di Villa Giustinian?
La discrezione. Il saper ascoltare e intervenire nel modo più consono, e l’estrema sensibilità nel gestire ogni situazione.

di Antonella Iozzo ©Riproduzione riservata
                  (01/09/2014)

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