Conversazione con Antonio Verde, Console Generale a Los Angeles

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Il Made in Italy è un marchio di garanzia ed è la massima espressione dell’Italia. Promuovere e valorizzare la cultura e l’economia italiana con eventi come la Settimana della Cucina Italiana nel Mondo, una mission per il Console Antonio Verde che rientra nelle dinamiche chiave dell’economia diplomatica.

di Antonella Iozzo

La Terza Edizione de la Settimana della Cucina Italiana nel Mondo è un’iniziativa del Governo per valorizzare all’estero la cucina  italiana di qualità. A Los Angeles l’evento, coordinato dal Consolato Generale d’Italia, è una promenade dalle molteplici sfumature sul mondo del cibo e della cucina con tematiche molto interessanti quali sostenibilità, sicurezza alimentare, educazione, identità.
Incontriamo il Console Generale Antonio Verde a Los Angeles con un background professionale trascorso tra le  Ambasciate italiane di Tokyo, Mosca, Strasburgo Sidney, per una conversazione sull’evento più glamour della scena californiana, La Settimana della Cucina Italiana nel Mondo nel segno del Made in Italy style.
Una nuova edizione de la Settimana della Cucina Italiana nel Mondo, un nuovo chef chiamato a rappresentare la miglior cucina italiana. Cosa ci può anticipare, Console Antonio Verde?
Si, dopo lo che stellato Leandro Luppi nostro ospite lo scorso anno, per la seconda edizione dell’evento , sarà un’altra stella Michelin lo chef Felice Sgarra, testimone di una regione culturale molto ricca, la Puglia, ad affascinare i nostri ospiti con l’autenticità della cucina mediterranea. Fra l’altro la Puglia è stata scelta dalla NIAF, la National Italian American Foundation, come protagonista della terza settimana della cucina italiana negli Stati Uniti, dal 12 al 16 novembre 2018, nelle sedi dei consolati generali non solo di Los Angeles ma anche di  Washington, New York, Boston, Miami, San Francisco, Chicago, Detroit, Houston e Filadelfia. Come ogni anno abbiamo, inoltre, masterclass, workshop, conferenze, iniziative mirate alla promozione dei territori italiani e per la tutela dei prodotti DOP, ed eventi che coinvolgono molti ristoranti italiani di qualità a marchio “Q” e “AIC” toccando il Nevada, il New Mexico e il sud della California. Sarà un modo per coinvolgere professionisti del settore e tutti coloro che amano il cinema e la cucina italiana.
L’obiettivo dell’iniziativa è quello di celebrare l’Italia e di promuoverne l’immagine valorizzando le eccellenze turistiche, eno-gastronomiche e del Made In Italy. Punti cardini della dieta mediterranea, che divine stile di vita abbracciando inevitabilmente la cultura e quindi la musica. Quest’anno, infatti, decorre il 150 anniversario della morte del grande compositore italiano Gioacchino Rossini, dalle abili doti da gourmet, e in collaborazione con il comitato delle produzioni rossiniane abbiamo previsto degli eventi a tema, tra cui la serata insieme all’Accademia Italiana della Cucina.

Cultura, gastronomia, moda, e naturalmente trovandoci a Los Angeles, cinema…
Sì, la Settimana della Cucina Italiana nel Mondo a Los Angeles coincide con una delle più importante iniziative annuali dedicate al meglio della nostra produzione cinematografica il Cinema Italian Style, dove sarà presentato ufficialmente l’Oscar Italiano, quest’anno la scelta è andata a Dogman di Matteo Garrone.
Molti dei nostri eventi sintetizzano e al contempo evidenziano la sinergia fra le stelle del cinema e le selle della cucina italiana come il Gala organizzato nel mese di ottobre da Cinecittà al quale ha partecipato lo chef ospite del Consolato a Los Angeles Felice Sgarra. Altro evento clou del binomio cinema – cucina è il ricevimento presso la mia residenza nel mese di novembre, durante il quale ci sarà anche un momento rossiniano.

Il Made in Italy ancora una volta si conferma vincente
Il Made in Italy è un marchio di garanzia nella moda, nel cinema, nella tecnologia, nell’arte. È la massima espressione dell’Italia che innerva il mercato divenendo un potente motore di crescita. L’attrazione fashion, il lifestyle italiano sono, di fatto, le leve dell’economia italiana.

Secondo Lei, Console, quanto influisce il vostro lavoro di promozione sull’andamento turistico-economico dell’Italia?
È fuori discussione che la rete diplomatica rappresenti un’arma strategica per la promozione e l’internazionalizzazione delle imprese italiane all’estero, quindi grande potenzialità di crescita per l’economia italiana nonché per la promozione del Made in Italy. Promuovere la cultura e l’economia italiana, aprire i mercati internazionali all’Italia e l’Italia al mercato mondiale rientra nelle dinamiche chiave dell’economia diplomatica. I numeri, le statistiche parlano chiaro registrando notevoli incrementi anno dopo anno.

Tradizione italiana e spirito californiano quali sono le relazioni fra le due realtà?
L’attenzione all’ambiente e alla qualità della vita. Saper riconoscere il valore della bellezza e perseguirne l’armonia guardando al domani con spirito positivo. In sintesi il collante fra questi due straordinarie realtà così lontane, geograficamente parlando, eppure così vicine è la joie de vivre.

Antonio Verde, Che cosa ama di più di Los Angeles?
Se posso usare un termine new age sono le vibrazioni positive che emana Los Angeles. Una città dalle grandi potenzialità e realizzazione, dove è possibile vivere una vita piacevole anche lavorando molto intensamente, il segreto sta nel saper cogliere il gusto del momento, il saper percepire il battito vitale tra fantasia, creatività e lucida predisposizione alla razionalità business.  È una città dove si lavora molto con un’economia molto florida, ma non è poi vero che dove si vive bene, si produce meglio? La risposta sta nella joie de vivre, se la riconosci ami Los Angeles e la California.

Antonio Verde, viaggiare, conoscere il mondo, è una prerogativa del suo lavoro. Cosa si aspetta dei luoghi che la   ospitano.
Mi piace risponderle usando una delle più celebri frasi di Kennedy nonché del Novecento “Non chiederti cosa può fare il tuo paese per te, chiediti cosa puoi fare tu per il tuo paese”, ecco, mi chiedo come attraverso il mio lavoro, le mie attitudini personali e la flessibilità che la carriera diplomatica richiede, possa interagire al meglio con chi mi ospita amplificando le coordinate del mondo avvicinando i popoli.

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di Antonella Iozzo ©Riproduzione riservata
                  (22/10/2018)

 

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