La Viarte si apre al Rinnovamento

La Viarte si apre al Rinnovamento. Famiglia Polegato Giorgio, Giorgia, Luana e Riccardo, presenta le novità del progetto nei Colli Orientali del Friuli. Un cambio di immagine che coinvolgerà la struttura stessa della cantina. Un percorso all’insegna dell’eccellenza.
Redazione

La Viarte si apre al Rinnovamento
Foto da sx ; Giorgia, Luana e Riccardo Polegato

La Viarte si apre al Rinnovamento.  La famiglia Polegato presenta le novità del progetto nei Colli Orientali del Friuli. Un nuovo anno all’insegna della condivisione, dell’eccellenza territoriale e dell’apertura. Questa la filosofia che guiderà la cantina La Viarte di Prepotto (UD), recentemente acquisita dalla famiglia Polegato.

Una azienda storica del territorio friulano, ubicata nei Colli Orientali del Friuli, che la proprietà intende valorizzare mantenendosi nel solco della tradizione e di una qualità innegabile: “Stiamo lavorando per dare all’azienda un’identità nuova che possa esprimere ancor meglio le radici di questa realtà e tutte le sue potenzialità – spiega l’Amministratore Delegato Riccardo Polegato – Il nostro obiettivo è portare La Viarte tra le dieci aziende più blasonate dei Colli Orientali grazie ad un percorso di crescita che abbiamo già avviato con grande entusiasmo e passione.

La Viarte si apre al Rinnovamento. I primi progetti saranno concretizzati a breve, come la nuova veste aziendale e le nuove etichette che identificheranno le nostre produzioni, strettamente legate al significato della parola “viarte” che, in friulano, significa primavera e apertura; un concetto che noi abbiamo scelto di rappresentare con l’immagine di una porta aperta. Ed è proprio questo il concetto che sta guidando tutte le nostre scelte: apertura all’insegna del territorio e della cura del cliente, apertura a nuovi mercati, ma anche apertura intesa come accoglienza e condivisione in un contesto straordinario che vogliamo far vivere ai nostri clienti e amici”.

Un’apertura, quindi, che fa rima con inclusione per una azienda che vuole fare dellatrasparenza una sua strategia di mercato. E proprio la porta sarà il leitmotiv delle nuove etichette che identificheranno tutte le referenze La Viarte a partire da gennaio 2024, quando uscirà l’annata 2022 che verrà presentata ufficialmente al prossimo Vinitaly.

Un cambio di immagine che coinvolgerà la struttura stessa della cantina, grazie ad un progetto che migliorerà l’intera sede aziendale, a partire dall’ampliamento degli spazi dedicati agli uffici e della barricaia, a cui si aggiungerà la creazione di una seconda sala degustazione e di uno spazio auditorium per incontri e conferenze. A questo si aggiunge l’apertura di nuove posizioni lavorative, come dimostrano le recenti assunzioni a La Viarte di giovani collaboratori, la cui età media non supera i 34 anni.

“Ciò che intendiamo realizzare – proseguono Giorgia e Luana Polegato, rispettivamente responsabile commerciale e responsabile amministrativa de La Viarte – è un progetto innovativo basato sulla trasparenza a 360°, in cui il concetto di apertura può diventare strategia e leva di marketing grazie ad una base qualitativa altissima. I nostri vini, infatti, esprimono il territorio in cui nascono, quello dei Colli Orientali del Friuli, area tra le più vocate d’Italia alla produzione enologica. Ma vogliamo fare ancora di più, per questo stiamo lavorando alacremente al miglioramento dei processi produttivi mediante l’introduzione di tecnologie avanzate al fine di preservare l’altissima qualità delle uve dal vigneto alla bottiglia”.

È stata infatti introdotta una nuova linea di ricevimento uve, progettata allo scopo di garantire la massima attenzione nel preservare l’integrità del grappolo. Una attenzione che parte già nel momento della vendemmia, quando le uve sono raccolte in bins (cassoni di medie dimensioni), consentendo uno scarico morbido e dolce nella linea di vinificazione ed evitando rotture e lacerazioni degli acini durante il passaggio in pressa.

La disposizione delle attrezzature, insieme alle altezze disponibili in cantina, permettono anche lo scarico dell’uva in pressa con la sola forza di gravità, quindi senza il passaggio attraverso organi meccanici. Le macchine per la diraspatura delle uve sono state progettate per una lavorazione soffice e delicata, mentre le presse di ultima generazione consentono l’estrazione del mosto nel massimo rispetto delle potenzialità enologiche delle uve.

Infine, il nuovo impianto di refrigerazione dei mosti, dedicato a tutta la linea di vinificazione, è stato ideato per utilizzare diverse soluzioni tecniche al servizio dell’enologo. Un percorso all’insegna dell’eccellenza che non stravolgerà l’essenza de La Viarte: “Il nuovo cammino che abbiamo intrapreso persegue unicamente il desiderio di esprimere prodotti unici e di standard altissimi – conclude Riccardo Polegato – La produzione totale rimarrà pressoché identica a quella delle annate passate e la qualità sarà sempre al centro del nostro progetto, così come la valorizzazione dei vitigni autoctoni, veri ambasciatori dell’enologia friulana.”

La Viarte
Prepotto si estende lungo la Valle dello Judrio, fiume a carattere torrentizio che, per un lungo tratto,segna il confine con la Slovenia. Su una di queste colline ha sede La Viarte, circondata dai vigneti a quasi 200 m di altitudine. Qui l’escursione termica e i venti freschi di Bora provenienti dai Balcani favoriscono la salute delle piante e il corredo aromatico delle uve. La Viarte nel tempo ha mantenuto intatta la biodiversità del territorio circostante grazie ai 13 ettari di bosco che circondano la cantina ed i 24 ettari di vigneto a corpo unico.  ( https://www.laviarte.it/ )

 

      Redazione
    (15/12/2023)

 

 

Bluarte è su https://www.facebook.com/bluarte.rivista e su Twitter: @Bluarte1