Jacopo Biondi Santi. Dal Brunello al futuro

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Per Jacopo Biondi Santi tradizione e l’innovazione, sono due percorsi paralleli che porto avanti con il massimo impegno e dai quali ricevo il massimo delle gratificazioni. Castello di Montepò è una vera e propria fucina di sperimentazione. 

di Antonella Iozzo

 

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Montalcino (SI) – Jacopo Biondi Santi, la classe, l’entusiasmo, la consapevolezza di essere la tradizione e di tesserne le fila con intelligenza e lungimiranza. Una mente rivolta al futuro che investe nella sperimentazione partendo dalle radici. Continuità storica e innovazione in perfetto equilibrio, saggezza e passione in simbiotica armonia.
Biondi Santi, una tradizione da tramandare o custodire?
Entrambi le cose.

Un buon vino si fa con la testa o con il cuore?
Si fa con la testa si mantiene e si porta avanti con il cuore.

Il ricordo più bello legato a suo padre
I momenti trascorsi insieme in cantina a fare gli assaggi, c’era confronto, dialogo, armonia. Non prendeva mai una decisione se non ero presente.

Per Lei è stato naturale proseguire la tradizione di famiglia?
Da quando sono nato ero custode della tradizione, dopo sette generazioni. Direi proprio di si.

Il mondo del vino, fascinazione e innovazione visti da Jacopo Biondi Santi
Quello che mi affascina di più è la creazione, anno per anno, perché il mondo del vino e della produzione non è mai uguale a se stesso. Innovazione per me è sinonimo di Castello di Montepò, l’Azienda che ho in Maremma, una vera e propria fucina di sperimentazione. Qui, al Greppo è forte la tradizione e l’innovazione, sono due percorsi paralleli che porto avanti con il massimo impegno e dai quali ricevo il massimo delle gratificazioni.

Maggiori soddisfazioni?
Di soddisfazioni ne ho avute tante. Ho creato una nuova linea di vini in Maremma, a partire dalle stesse uve che compongono il Brunello di Montalcino, che ha un enorme successo in tutto il mondo. Quando ho cominciato a vederla recensita sui giornali ho avuto la conferma che il Dna non è acqua. Al Greppo le soddisfazioni erano una costante con mio padre, da quando non c’è, due affermazioni giornalistiche sono state per me motivo di grandissima soddisfazione: essere definito il “re del Brunello” e “la leggenda continua” in riferimento al Brunello 2013.

Secondo Lei il Brunello è un vino da raccontare o da studiare?
È un vino che devi conoscere per poterlo raccontare, che deve far parte della propria cultura enoica, non è un vino di facile approccio.

Cosa non è ancora stato detto sul Brunello?
Non è stato ancora detto abbastanza che bisogna accostarsi al Brunello secondo le microzone. Il giornalista, l’esperto, molto spesso si limita all’analisi della bottiglia senza soffermarsi sulle caratteristiche che rendono un Brunello diverso dall’altro. Il vino, soprattutto il Brunello, si fa con le microzone non con la cantina, la cantina è solo un mezzo per arrivare alla bottiglia, ma chi parla sono i vigneti e le microzone.

Comunicare, quindi, in modo più diretto il terroir o meglio i diversi terroir, ma come?
Iniziando a suddividere il territorio, non legislativamente parlando, in otto grandi macro zone: Nord, Sud, Est, Ovest, e poi sopra i 250 mt. e sotto i 250mt. , proprio perché la vite in condizioni diverse  produce in maniera diversa, e di conseguenza avremo vini diversi.

Cosa rappresenta per Lei il vino?
Tutto. Cultura, passione, cuore, trasporto, concentrazione.

Possiamo tracciare un profilo sul consumatore di Brunello?
Il consumatore del Brunello è una persona che ama molto la tradizione e un certo stile di vita, lo stesso che nel momento del bere lo sente fluire anche nella e dalla bottiglia.

BIONDI SANTI
Jacopo Biondi Santi – Tenuta Greppo
Villa Greppo 183 -53024  Montalcino (Siena) Italy
Tel. +39 0577 848087  Fax +39 0577 849396
http://www.biondisanti.com/Ita/home.php

 

di Antonella Iozzo ©Riproduzione riservata
                  (18/05/2015)

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