MWW second edition. Wine vision 3D il valore di una scelta

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MWW second edition le forme del vino, il volto della city compongono un urban vision che ne fa emergere l’anima e le pulsioni socio- economiche che vi gravitano intorno. Effetto ritmico reiterato dalla comunicazione e dal marketing in un movimento che crea il valore della bellezza nell’arte del vino.

di Antonella Iozzo

Milano– La via delle eccellenza conduce a Milano, con la Milano Wine Week alla sua seconda edizione. Dal 6 al 13 ottobre 2019, la city diventa palcoscenico d’eccezione per il mondo del vino con più di 300 eventi: seminari, aperitivi, masterclass, degustazioni per esperti del settore e wine lovers.

Milano, la città dove le iperbole finanziarie s’incrociano con le dinamiche dell’innovazione indossa la wine passion del futuro con solidi legami alla tradizione e alla territorialità. Ed ecco che la MWW apre prospettive e possibilità di esplorare nuovi dialoghi. Esperienza e comunicazione s’incontrano e dispiegano i principi cardini del vino, valore, identità, cultura, crescita economica nel solstizio conviviale di un sapere artigiano al servizio dei giovani. È una nuova era quella della Milano Wine Week, un evoluzione del sistema vino, come lo conosciamo, capace di essere in rete con il mondo, senza mai perdere la propria entità. Valori come ispirazioni per dare “Più valore al vino italiano” tema del convegno che si è svolto presso la Terrazza Belvedere, Palazzo Lombardia.

Federico Gordini, fondatore e presidente della MWW, ha introdotto i lavori, con savoir-faire e sano entusiasmo imprenditoriale. La sua è una creazione vincente che mette in parallelo l’esplorazione dell’universo vino ed una nuova modalità di approccio strategico, dalla comunicazione alla promozione, per una realtà che permette di essere al tempo stesso ricerca, sviluppo e tradizione evolutiva in linea con il nostro tempo. Nasce da qui, il Wine Generation Forum, un momento di incontro tra i produttori, manager, consulenti, tecnici, nati negli anni ‘80 e ’90. Obiettivo? Costruire il Manifesto della Wine Generation, da consegnare alla nuova generazione di addetti ai lavori per portare un nuovo approccio al settore e fornire le adeguate risposte alle nuove generazioni di consumo.

Milano e il vino viaggiano all’unisono verso il domani foriero del proprio passato, a quel passato carico di preziose eredità, siamo nel 1498 e Ludovico il Moro, duca di Milano, regala a Leonardo da Vinci una vigna. Ed è come se frammenti storici riscrivono una sequenza spazio temporale mai interrotta. La Regione Lombardia partner di questa manifestazione, si muove in questa direzione e non poteva essere altrimenti come conferma l’assessore regionale all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi Verdi, Fabio Rolfi presente al convegno. <<La Lombardia è terra di grandi vini. I nostri prodotti sono sempre più conosciuti e apprezzati in tutto il mondo. Nel biennio 2017/18 abbiamo fatto registrare il record storico di esportazioni. Sul territorio lombardo si produce per il 90 per cento vino a denominazione di qualità, grazie a 5 Docg, 21 Doc e 15 Igt. Dobbiamo proseguire nell’opera di promozione e di internazionalizzazione delle nostre etichette. Regione Lombardia – ha concluso – è pronta a fare la propria parte investendo risorse e facendo da regia: nel 2020 sarà presente alla Prowein di Düsseldorf, il più importante evento business del vino europeo>>.

MWW. Più valore al vino italiano
Adesso,  la parola ai responsabili di alcune delle più importanti aziende e dei più importanti Consorzi vinicoli italiani modera Luciano Ferraro – capo redattore centrale del Corriere della Sera.

Ferraro con piglio easy e coinvolgente conduce ospiti e pubblico dietro le quinte del mondo enoico. Lifestyle, convivialità, cultura, qualità prima di tutto, ma poi l’ultima parola come sempre è del mercato, dell’export e la comunicazione ha un ruolo fondamentale.

Più valore al vino italiano. Ma quali sono le problematiche, le zone d’ombra, le note estranee all’armonia del suo successo?

Da Riccardo Pasqua AD della Pasqua Vigneti e Cantine, a Matteo Lunelli CEO Gruppo Lunelli, da Alberto Serena CEO Montalvini a Cristina Ziliani, Berlucchi e Vittorio Moretti Presidente del Gruppo Terre Moretti per citarne alcuni, tutti concordano: fattore tempo, unione d’intenti, sinergia, investimenti concreti nella crescita, una comunicazione che riconduce alla forza del paesaggio, al terroir, all’identità e l’accordo su un prezzo base sotto il quale non si può e non si deve scendere.

Concept già noti, parole che creano ritorno almeno in termini di suggestione, ma poi le strategie sono sospinte da leve individualistiche, da grafici di marketing che non tengono presente il quadro d’insieme. Spunti per una riflessione consapevole consolidata anche dai presidenti di alcuni dei Consorzi più importanti come Innocente Nardi Presidente del Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOC e Stefano Zanette Presidente del Consorzio di tutela della Doc Prosecco. Il successo del prosecco è un fenomeno letto con nuovi occhi, studiato ed elaborato nella sua interezza scrutando punti di forza e punti di rottura per non subirne le flessioni ma per gestirne le conseguenze interagendo con intelligenza e lungimiranza.

Sinfonia perfetta in accordi che aumentano il potenziale e veicolano la musicalità del vino con un evento nell’evento la proclamazione dei 25 vincitori di The WineHunter Award Platinum, del Merano Wine Festival, Wines e i 10 della categoria Old Vintage Collection Ante 2011. Un Helmuth Köcher, emozionato e fiero stringe alleanza con la Milano Wine Week. Il vino unisce, le strategie di promozioni e comunicazioni, corroborano un rapporto che rilancia il valore del vino nel segno delle eccellenze. Non basta però comunicarlo, bisogna crearlo nel rispetto della loro natura, Federico Gardini ed Helmuth Köcher sono animati dagli stessi ideali e dalla stessa visione prospettica, guardano lontano, senza mai dimenticare l’essenza di un prodotto che nasce dal binomio uomo-natura e si evolve, si affina, e si rinnova intrecciando innovazione e tradizione nello spettacolo del tempo. Tra i premiati della Categoria Wine, Tenuta Alois Lageder – Alto Adige con Cason Bianco Viognier – Petit Manseng 2016. Paternoster – Basilicata, Rotondo Aglianico Del Vulture DOC 2015. Vecchie Terre Di Montefili – Toscana, Anfiteatro Toscana IGT 2015. E per la categoria Old Vintage Collection Ante 2011, Cà Del Bosco – Lombardia, 2010 Annamaria Clementi Rosé Franciacorta Riserva DOCG. Ferrari, Trentino, 2010 Ferrari Perlé Bianco, Trento Riserva DOC. Gerardo Cesari, Veneto, 2010 Bosan Amarone Della Valpolicella Classico Riserva DOCG. Basta una sola parola, eccellenza tutto il resto ci attende al Merano WineFestival, in programma dall’8 al 12 novembre.

MWW second edition le forme del vino il volto della city compongono un urban vision che ne fa emergere l’anima e le pulsioni socio- economiche che vi gravitano intorno. Effetto ritmico reiterato dalla comunicazione e dal marketing in un movimento che crea il valore della bellezza nell’arte del vino.

milanowineweek.com

 

di Antonella Iozzo ©Riproduzione riservata
                  (10/10/2019)

 

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