The MWF by Helmuth Köcher, just perfection’s art

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E’ importante valorizzare l’impegno nella continua ricerca e valutazione dei grandi prodotti e di veicolare le singole aziende anche in diversi canali di comunicazione.
di Antonella Iozzo

Helmuth-KocherHelmuth Köcher, presidente e fondatore del Merano Wine Festival, è un businessman innovativo, esplorativo, proiettato sempre verso nuovi orizzonti. Una managerialità creativa, interattiva ed internazionale la sua, che suggella la qualità nel prestigio di un evento unico. Da Merano al resto del mondo, il vino declinato in eccellenza.  
Helmuth Köcher come si racconta brevemente una storia nata nel 1992?
La mia passione per il vino nasce nel 1989 dopo un viaggio a Bordeaux e l’incontro con i grandi vini francesi ed i produttori. In seguito con un mio amico d’infanzia Johann Innerhofer iniziamo ad organizzare diverse degustazioni guidate in Alto Adige ed a visitare i produttori per approfondire sempre di più il tema vino. Nel 1992 ad agosto abbiamo avuto l’idea di fondare un GourmetClub per riunire tutti gli appassionati del vino e condividere la nostra passione. Per festeggiare la fondazione del GourmetClub abbiamo pensato di invitare i produttori di vino di tutto il mondo che si sono particolarmente distinti per l’alta qualità dei loro prodotti al Palace Hotel di Merano ed abbiamo quindi ideato il primo Merano Wine Festival.
Intuizione e passione che ruolo giocano nel suo MWF?
Sono fondamentali. E’ stata sicuramente un’intuizione vincente quella di creare il primo MWF però senza la passione non avrebbe sopravvissuto per 22 anni.
La città di Merano ed il Festival
La città di Merano ha un suo flair ed una storia molto particolari. Uno scenario di montagne bellissimo ed infine il Kurhaus, palazzo stile liberty in pieno centro a Merano. Oramai Merano è diventata la città del Merano WineFestival nel vero senso della parola.
Parole chiavi: eccellenza, qualità ….
La filosofia nel 1992 era quella di selezionare solamente la qualità superiore e quindi l’eccellenza. Sono diventati il motore trainante del MWF.
Nel corso degli anni in che modo è cambiato il concetto di qualità?
Nel 1992 le aziende che producevano vini qualitativamente alti non erano tante, nel frattempo il concetto di qualità è cambiato notevolmente. Diventa sempre più difficile selezionare la qualità. Il vino ha bisogno di attenzione e deve essere approfondito possibilmente conoscendone il territorio e la storia. Talvolta un vino è giudicato troppo velocemente e si rischia di non valorizzare l’impegno del viticoltore.
Una sua riflessione su quest’ultima edizione …
Sono molto soddisfatto. Ho cercato di gestire bene il flusso del pubblico attenendomi rigidamente ai piani di sicurezza, cercando quindi di limitare l’accesso, sabato 9 novembre, giorno del sold out. Tutto e quanto nello spirito e nella filosofia di garantire l’alta qualità in tutti i sensi.
Non solo vino ma anche Food&Wine Events: da Milano a Chicago passando per Roma e New York. International days for…?
E’ importante valorizzare l’impegno nella continua ricerca e valutazione dei grandi prodotti e di veicolare le singole aziende anche in diversi canali di comunicazione. Inoltre è importante promuovere il marchio “Merano” in tutto il mondo che diventi sempre di più sui mercati internazionali una referenza e una garanzia dell’alta qualità.
Vino e gastronomia come forma di salvezza per l’economia italiana?
“Il vino è il motore dell’Italia” condivido quest’ affermazione con Oscar Farinetti. Il nostro paese ha veramente tanto da offrire e in tutto il mondo, i prodotti enogastronomici dell’Italia non sono solamente molto apprezzati ma anche molto ricercati. La chiave rimane comunque sempre l’alta qualità che è come un biglietto da visita. Sicuramente il vino e la gastronomia fungono da traino per l’economia italiana a livello internazionale.
La perfezione per Lei è un obiettivo, un lifestyle o semplicemente la normalità?
La perfezione è in primis normalità ma anche una forma di lifestyle. La perfezione è un’arte e si esprime in tutte le piccole cose di una giornata.
Attraverso un calice di vino Helmuth Köcher rivela la mente, il cuore o l’anima?
Bella domanda. Dipende dal momento. Sicuramente l’anima è presente in ogni momento perché considero e valorizzo sempre il pensiero di chi ha “creato” il vino indipendentemente se ha piccoli difetti oppure se è notevole. Il cuore si esprime di più nel momento in cui riesco a toccare e a entrare in contatto con il vino, quando riesco a immergermi. La mente invece deve essere secondaria altrimenti non siamo liberi nelle nostre intuizioni e sensazioni.
Universo donna e universo vino due pianeti quanto vicini, quanto diversi, quanto pericolosi?
Molto vicini. Entrambi Ti possono catturare e Ti possono enfatizzare. Sono mondi che si sposano con sensazioni ed emozioni. Ti possono trascinare e portare oltre i limiti. Per questo sono anche pericolosi. Però se lasciamo la libertà assoluta al cuore e all’anima possiamo trovare momenti di gioia, momenti di felicità, momenti di libertà.
È l’equilibrio a determinare il carattere di un vino o viceversa?
È l’equilibrio dei componenti del vino, l’espressione della terra da cui proviene e del vitigno, la celebrazione degli aromi e l’interpretazione del produttore.
E nella vita?
Facciamo parte della natura. Anche l’uomo ha assolutamente bisogno dell’equilibrio, della balance tra anima e corpo.
Ma qual è il carattere dominante di un meranese con la vocazione internazionale?
Il carattere dominante di un meranese è quello di non avere necessariamente un apertura verso il mondo in quanto vive tra le montagne e in un posto meraviglioso. Invece un meranese con la vocazione internazionale riesce a valorizzare il patrimonio della sua città nel mondo.
Il valore dell’amicizia per Lei?
L’amicizia ha uno dei valori più alti e più importanti per me. Senza amicizia non riusciamo ad esprimere al meglio noi stessi.
L’azione che non perdonerebbe mai ad un amico? E a una donna?
Difficile, però guardando indietro penso che non perdono un amico a cui ho dato il massimo della mia fiducia e che l’ha non solo maltrattata ma anche sfruttata. Ad una donna si perdonano tante cose, però il tradimento è sempre una via senza ritorno.
E se è un vino ha tradire le sue aspettative?
Rimango molto deluso. E’ già successo. Però, non mi limito al momento gli do una seconda ed una terza chance. Se continua a tradire le mie aspettative allora cerco di capire la ragione parlandone apertamente con il produttore.
Il Museo che ha visitato e nel quale tornerebbe volentieri?
Il museo che mi ha ispirato in maniera particolare è lo Zereteli Art Museum di Mosca. Impressionante la “mela proibita” nel suo insieme all’interno della quale ho organizzato una memorabile degustazione per i “moscoviti e le moscovite”.
Tre aggettivi che definiscono al meglio il MWF
Eleganza, Eccellenza, Emozioni

di Antonella Iozzo ©Riproduzione riservata
                  (06/12/2013)

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