Elena Walch, wine. Exclusive essenza

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Una tenuta sotto il segno delle donne, la Lady del vino oggi è affiancata dalle figlie Karoline e Julia. Wine fashion sulla scena per un’intraprendenza imprenditoriale che ridefinisce i confini e amplifica le prospettive.
di Antonella Iozzo

Elena-Walch-botti-storicheTermeno (BZ) – elena Walch, sul fondale della storia la passione rinasce innovazione e la qualità scopre nuove frontiere: wine, art e terroir. Sedotta dal vino la Walch, architetto di formazione, diviene produttrice nel 1985 dopo aver sposato il discendente di una delle più antiche dinastie di Tramin, Werner Walch. Elena si muove con eleganza, intelligenza e intraprendenza e modifica le dinamiche aziendali mantenendo integro il rapporto con la tradizione. Parola d’ordine: qualità.
Dai vigneti al prodotto finale la cura per il dettaglio è fondamentale quanto meticolosa, come la ricerca e la sostenibilità ambientale. Dettami di un credo capace di nascere, crescere e svilupparsi come una partitura orchestrale dove ogni singolo elemento con–vibra con l’altro in perfetta armonia, quasi una sinfonia in grado di raggiungere la terra e di elevarsi in vino nella forma della qualità.
Elena-Walch-vigneto KastelazCultura enoica, quella dell’Alto Adige che affonda le sue radici nell’epoca romana tramandatasi per secoli, grazie ai gesti autentici e fieri dei vignaioli e alla particolarità geologica e climatica del luogo. Un cuore alpino che continua a vibrare comunicando il carattere di vini unici provenienti da terroir diversi e variegati che Elena Walch ha saputo valorizzare e rispettare sapendo trasformare queste caratteristiche in un successo crescente. Ecco allora che alcune intuizioni come ripiantare i vigneti a basse rese per ettaro con cloni attentamente selezionati, e sostituire, dove possibile, la tradizionale pergola con il sistema Guyot si sono rivelate ottime strategie.
Ad ogni vitigno il suo terroir ed ogni vino è una melodia infinita che rilascia l’incanto del paesaggio, le vibrazioni cangianti del microclima, quasi mediterraneo, l’amore e la professionalità di Elena Walch.
Elena-walch-Castel-Ringberg-Lago-CaldaroPentagramma sul quale la natura riscrive la musica dei suoi vini e prima ancora dei suoi vitigni autoctoni e delle varietà internazionali coltivate nelle due splendide tenute: Castel Ringberg, posta di fronte al Lago di Caldaro, e Kastelaz cinque ettari esposti a sud, una collina che abbraccia il centro di Tramin. Morbide alture baciate dal sole e luogo straordinario siglato dalla storia, infatti, fin dai tempi antichi era zona vinicola prediletta proprio per l’essenziale combinazione di elementi che lo rendono intermezzo mediterraneo dallo spirito altoatesino. Ed è qui che il Gewürztraminer, vitigno e vino che prende il nome dalla zona, il Moscato rosa, il Pinot Bianco, il Merlot assumono quella particolare essenza che rende ogni vino della Walch riconoscibile al primo sorso.
Spostandoci verso Caldaro troviamo Castel Ringberg, il vigneto più importante di Elena Walch. Più di 20 ettari che interpretano le suggestioni del luogo e vibrano dello straordinario terroir. È qui che la natura rilascia le sue cadenze risuonando dei lasciti costruiti dall’uomo: il castello. Superbo e imperioso venne edificato nel 1620 dai Monarchi austriaci della Dinastia degli Asburgo in stile rinascimentale italiano come castello di caccia. Oggi la sua singolare bellezza cambia pelle e diviene un raffinato ristorante, dove ritrovare il sapore autentico del tempo assaporando effluvi di piacere in calici di vino, come le tre Riserve provenienti proprio dal vigneto di Castel Ringberg: lo Chardonnay Ringberg Elena-walch-Castel-Ringbergdi seduzione pura, delicati profumi vanigliati introducono una corposità che dilaga leggera e oserei dire femminile, il Cabernet Sauvignon Ringberg rosso intenso, vellutato ed equilibrato ci avvolge morbidamente sfumando l’atmosfera, e il Lagrein Ringberg vitigno autoctono altoatesino passionale quanto basta, deciso al punto giusto per una regalità che non ama mezze misure.
30 ettari vitati di proprietà: l’anima altoatesina si rivela, sinuose colline che si distendono nella memoria lasciandosi plasmare dalle condizioni climatiche, come dicevamo, eccellenti e caratterizzate da sbalzi termici con giorni molto caldi e notti fresche e ventilate condizioni che consentendo alle uve di mantenersi asciutte e senza formazioni di muffe.
30 ettari vitati gestite con assoluta competenza e impegno giornaliero ci proiettano dentro gli anfratti della natura grazie al concetto di sostenibilità che la Walch ha fatto suo integrando rispetto per l’ambiente, profitto e attenzione al sociale.
Elena-Walch-Cantina-KermesseLa natura è sentita come patrimonio da preservare per le generazioni future, immensità che dispensa i suoi frutti, protagonista assoluta tra le mani dell’uomo, le cui gesta possono moltiplicarne l’essenza o ridurne le potenzialità. Sintesi che diviene concretezza adottando soluzioni mirate, come la riduzione al massimo degli sprechi, l’utilizzo mirato di pesticidi nei vigneti, un impianto fotovoltaico in grado di coprire il 50% del consumo elettrico totale, un sistema di riciclo dell’acqua utilizzata dall’impianto di refrigerazione della cantina, riutilizzata per l’irrigazione del giardino e la pulizia della cantina stessa e si prosegue con un’ irrigazione, quando necessaria, “a goccia”, molto meno dispersiva. Inoltre da maggio 2011, per alcune linee di produzione si utilizzano tappi di sughero provenienti da foreste certificate, che si distinguono per l’assenza di colorazioni, riempitivi o additivi chimici. Continua ricerca protesa verso il rispetto per la natura, solo così il presente può partorire il futuro.
Tradizione e innovazione convivono nella cantina di Elena Walch, in una sorta di simbiosi che crea un particolare legame con il luogo, la storia e le emozioni. Moderne tecniche di vinificazione affiancano l’esperienza e il mondo dei sensi riscopre sensazioni organolettiche sublimi. È il vino a parlare, a comunicare ad estendere l’orizzonte della qualità e della cultura enologa. Perché il vino è cultura, è civiltà, è arte che seduce la materia e innesta senso intellettuale e coscienza estetica. Concetti che hanno trovato nella dinastia Walch una logica conseguenza, le enormi botti di rovere della Slavonia che sorprendono il visitatore appena varcata la soglia della cantina, ne sono la più fervida testimonianza. È come se il tempo avesse scolpito ogni suo istante in memoria visiva, distendendosi su botte perfettamente intarsiate, a volte perfino dipinte da artisti del tempo. Sono quadri sul vissuto dalla famiglia Walch, vere e proprie opere artistiche che suggellano eventi particolari come centenari, compleanni, ricordiamo l’80° del fondatore o la botte dell’Expo di Vienna del 1901.
Elena Walch-karoline-JuliaIl vino incontra l’arte e l’arte diviene espressione tangibile di sensibilità culturale, di creatività capace di coniugare bellezza e funzionalità, di raffinata degustazione di tensione emotiva. Un lungo percorso attraverso gli anni e i successi ottenuti, anche in ambito internazionale, racconta, mirabilmente, attraverso queste meravigliose botti, come quella del centenario 1869-1969 dedicata agli acquirenti svizzeri, austriaci e tedeschi. I loro simboli divengono espressione territoriale e culturale, i loro colori intensi ma discreti evocano il carattere, il senso d’appartenenza, l’amore comune per un grande vino firmato Walch.
Forme, arte e tecnologia elementi essenziali calibrati in modo eccellente da Elena Walch, una grande interprete del produrre contemporaneo, le imponenti autoclavi in acciaio lo confermano. Acciaio lucido, austero, moderno che domina l’altra parte della cantina. Ci troviamo a sette metri di profondità, sono luoghi che ci rimandano indietro di molti anni, luoghi usati come rifugi durante le guerre, luoghi come anfratti di memoria stratificatasi nelle piastrelle di vetro che un tempo rivestivano le enormi vasche in cemento usate per la vinificazione. E un viaggio tra visioni ed evocazioni dal profumo di bacche rosse o bianche ma sempre squisitamente intrise dello spirito e della voce della natura. Magari proprio quelle che rilascino le note aromatiche del Gewürztraminer Kastelaz, la cui fascinazione intensa rimanda a pennellate dal forte impatto emozionale, Elena-Walch-Caberneto del Pinot Bianco Kastelaz: sentori floreali che si fermano su tela come ninfee di Monet risplendendo di luce propria. E ancora il Pinot Noir Ludwig un notturno di Chopin che si srotola in un rosso vellutato con estrema finezza ed eleganza. Note di prugna catturano il palato per poi sorprenderlo con una persistenza lievemente speziata, questione di stile che nasce in Alto Adige e vibra di eccellenza nella tenuta di Elena Walch. Una tenuta sotto il segno delle donne, la Lady del vino come espressione piena di cultura e emozioni, oggi infatti è affiancata dalle figlie Karoline e Julia responsabili del mercato internazionale. Wine fashion sulla scena per un’intraprendenza imprenditoriale che ridefinisce i confini e amplifica le prospettive.
Vino, design e contemporaneità convivono in un’armonica partitura cadenzata dalla classe della Walch, e l’ospitalità si distende nella fascinazione di linee morbide e avvolgenti. Ci troviamo nel bistrot “Le verre capricieux” che in qualche modo rinsalda, completa e regala una cangiante vibrazione luminosa accompagnando una degustazione informale e sobria.
Elena-Walch-bistrotLe ampie vetrate, che nella bella stagione scompaiono, permettono un continuum con il giardino circostante, poco artificio e molta natura, in un gioco di rimandi, di riflessi e trasparenze per una immersione nella quiete che risuona in ogni stagione di colori e sfumature diverse.
Attenzione per il design anche nelle sale di rappresentanza e dedicate ad eventi particolari. Bianco per iniziare, bianco per ridefinire il moderno. Location all white, quindi, con intermezzi di cromie accesi, e particolari lilla chiaro, verde lattuga, un cocktail di colori raffinati che fanno risaltare l’arredamento: essenziale, minimale, anni 60’. Sembra quasi che scenografia e design s’incontrano in un ambiente glamorous e accattivante che vira al senso estetico. Una cifra stilistica pulita, lineare, astratta, un affresco contemporaneo che si lascia vivere e respirare tra i flutti di vini pulsanti la melodia di Elena Walch: qualità, passione, evoluzione.

di Antonella Iozzo ©Riproduzione riservata
                  (02/12/2013)

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