Il Requiem, in Basilica San Marco

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Associazione Mozart Italia, concerto: Wolfgang Amadeus MOZART, REQUIEM KV 626 in re minore. Daniela Bruera, soprano; Laura Verrecchia, mezzo; Giovanni Botta, tenore, Alessio Cacciamani, basso. Coro Canticum Novum di Bergamo, direttore del coro Sig.ra Erina Gambarini . Orchestra dell’Associazione Mozart Italia  Direttore M° Aldo Bernardi
di Domenico Pizzamiglio

 

Milano-Basilica-SanMarco-Mozart-25112014
Orchestra dell’Associazione Mozart Italia

Milano – Si è conclusa ieri la prima parte dei concerti mozartiani promossa dall’Associazione Italiana Mozart, sotto la direzione artistica e orchestrale del M° Aldo Bernardi. In programma il Requiem che ovviamente ha richiamato molto pubblico, com’era peraltro prevedibile stante la notorietà del brano.
Che dire del concerto? Il Requiem è e resta quella grande composizione che tutti conosciamo. L’esecuzione voluta dal M° Bernardi si è mantenuta in quel filone del Mozart “maschio”, senza inutili leziosità, ma anzi con un suono sempre pieno, al punto da richiamare alla mente Giuseppe Verdi (il cui Requiem fu eseguito per la prima volta proprio nella Chiesa di San Marco). Forse io avrei tenuto in piedi i tromboni, nel loro intervento che prelude il Kyrie Eleison; nella mia mente, forse ammalata d’amore per la musica, immagino sempre che quei tromboni e il loro breve ma incisivo intervento, rappresentino il Dio al cui cospetto si presenta il defunto, il quale, impaurito, implora subito dopo con quel “abbi pietà di me”. Ieri sera, complice probabilmente anche l’acustica della chiesa, il canneggio dell’organo è stato predominante, con un effetto che malgrado tutto è stato positivo e molto bello perché ha come riempito di luce quel momento, come se al Dio “giudice” si fosse sostituito il Dio “salvifico” (quale poi è nel nostro Credo; Dio padre ha mandato sulla terra il Cristo che è misericordia e perdono). Tutto bene, comunque, lato orchestra, con giusti tempi, senza sottolineature indebite, anche nei brani “più attesi” dal pubblico come il Dies Irae, o il Confutatis o il Lacrimosa. Il M° Bernardi ha sempre impostato tempo corretti, classici, lontani dalla (per alcuni eccessiva) risolutezza di Harnoncourt (la Sua prima registrazione del Requiem, quella d’inizio anni 80), ma lontani anche dalla frettolosità di alcune esecuzioni moderne su strumenti antichi che in forza di una asserita filologia spesso lasciano indietro molto della meditazione cui dovrebbe comunque portare il Requiem.

Buoni i cantanti, sui quali spiccava per timbro e per precisione la soprano Daniela Bruera, seguita dalla giovanissima contralto Laura Verrecchia.
Il coro: purtroppo il coro, capace di potente e buon suono, è stato in ritardo sia negli attacchi che nella lettura del tempo. Il M° Bernardi (ma anche l’orchestra, alla quale va un plauso non solo per il bel suono e per il bel gioco d’insieme, ma anche per la capacità reattiva – tutti insieme – di seguire non solo il gesto del Maestro, ma anche le vicissitudini sul palco) ha spesso dovuto rallentare il gesto; e quel che è strano è che lo abbia dovuto fare nei tempi lenti, perché nel Dies Irae, ad esempio, il coro era a posto. Certo è che la potenza del Dies Irae o i crescendo del Lacrimosa sono stati eseguiti con dovizia. Peccato, ripeto, per i movimenti più lenti.
Nulla comunque che abbia spento l’entusiasmo del pubblico che alla fine ha stentato un attimo a lasciare la Chiesa, nella speranza di un bis che però non c’è stato.
Ieri sera ( 27.11.2014) a concerto è ‘ stato reso evidente quello che continuo a sostenere, ovvero che il Bello allontana dal nostro mondo e trasporta altrove. Gli sguardi degli orchestrali, l’attenzione del pubblico, il M° Bernardi, i cantanti, tutti erano concentrati sulla Musica di Mozart. Ed è questo poi quello che conta, al di là delle eventuali imperfezioni o della non eccelsa acustica o di chissà cos’altro.
Verrebbe da dire che Mozart ha colpito ancora.
Il Requiem è stato la bella conclusione di una piccola serie di concerti che si è rivelata molto interessante; a partire dal brano iniziale della stazione, alla scoperta del Trio Rigamonti, sino alla conclusione con quel Requiem che sempre riesce a smuovere gli animi. (http://www.audio-activity.com/home-it.html )

 

di Domenico Pizzamiglio
     (03/12/2014)

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    30.11.2014

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