Donato Lotito. Il respiro dell’attimo

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 Donato Lotito. Il Respiro dell’Attimo
Immagini nel respiro indefinito del tempo

a cura di Antonella Iozzo

L’invisibile del reale, in posa davanti all’obiettivo di Donato Lotito, rilascia dinamiche emozioni sulle traiettorie del pensiero.

Forme astratte e rappresentazioni di concetti aprono il contatto con il substrato sensoriale dell’urbana coscienza e la realtà passa nell’immaginario, quasi un viaggio ai confini con la modernità tra segni, luci e ombre.

Attimi per vedere il ricordo e sentire il domani cesellano il variegato mondo di Lotito che spazia dai paesaggi interiori alla veduta, dalla ricerca personale ai colori della poesia, dai ritratti, sfumati dal soffio della vita, agli oggetti dal fascino silenzioso di cui cerca sempre di coglierne l’essenza.

Immagini nel respiro indefinito del tempo si stagliano intorno a noi e dentro di noi come flessioni del visibile, una trasformazione giocata sui tagli di luce e sull’elaborazione scenografica dell’inquadratura che porta l’artista a modificare progressivamente la realtà per raccontarne il quotidiano grazie a scatti dalle atmosfere magiche, oniriche, sempre evocative.

Nelle opere di Lotito l’immaterialità del pensiero, il mirabile equilibrio compositivo tra rigore, gusto compositivo e creatività, riveste scorci di città, angoli di strade, periferie del cuore e centri della mente.
Sono luoghi sospesi tra paesaggio metropolitano e passaggi di memoria, tra comprensione profonda e impressione incastonata tra le diramazioni labirintiche degli anfratti psichici e gli afflati spirituali di un sentire intimo, tra i canali diafani di una Venezia languida e trasognata e lo zoom turistico da conservare sulla sponda dei mari navigati. Realtà magmatiche dal volto umano, o forse architetture sentimentali in attesa di uno sguardo che codifichi i sussulti dell’anima.

La complessità del lavoro di Lotito si dirama in modo diverso e in direzioni diverse, tagli frontali e geometrici, bianco e nero secchissimo, poi colore e un punto di vista vertiginoso sulla mutazione di senso, lucide prospettive nella tensione del cambiamento di rotta: dall’intensità alla percezione immediata del colpo d’occhio.

In quasi tutte le sue opere fotografiche la fragilità della pelle emotiva e la forza delle emozioni dirompono in un’aurea estetica di bellezza armoniosa e delicata che si apre a molteplici interpretazioni. Petali in attimi silenti rapiti al contingente, al fuggevole, all’effimero, vengono ora filtrati dalla luce, nell’assoluta imparzialità di un’inquadratura capace di procurare l’allusione o l’illusione di un altrove immanente, dentro il quale l’attimo respira d’immenso.

Richiami visivi e corrispondenze di senso compongono in un abbraccio radioso, in grado di identificare forme e vuoti, una sinfonia di suoni che inducono a pensare all’invisibile e all’imperscrutabile interiore. L’artista nelle sue opere lo dispiega in romanzi non scritti ma scolpiti con uno scatto impregnato di memoria, di espressività astratta sottratta alla forma del vissuto.

Ritratti di sogni, ritratti sognanti e ritratti di liquiditàdanzante il movimento del tempo, rimandano alla sostanza del cosmo, all’oceano di acqua vitale che, un attimo trattenuto dall’obiettivo, distilla in iridescenti situazioni cromatiche.

È un caleidoscopio d’invenzioni geometriche mulinanti nello spazio, linee simmetriche e asimmetriche compongono e scompongono l’ordine armonico fin quando la fascinazione di morbide ellissi e sfere accarezzano la percezione e scivolano tra l’istinto, sono le geometrie in curva di Lotito. Superfici impalpabili assimilano una leggerezza eterea capace di disegnare strutture cristalline, variazioni sul tema della sfera dal potere suggestivo, lirico e fantastico.

Lotito, sfiorando l’astrazione cerca e trova l’enigma degli oggetti in uno spazio ideale, fuori dal tempo, creato dalla cadenza di una sequenza fotografica. Nulla è più astratto di questa realtà, nulla è più reale di questa sintesi astratta.

Giochi di volumi e curve, idee verticali inventano un repertorio nuovo fatto di poesia e limpide incursioni nel passato dove il riconoscibile s’incarna alla realtà pura. Lotito, infatti, sembra utilizzare la macchina fotografica per esprimere la meraviglia che suscita la quotidianità, la normalità, se colta nella sua intima essenza. Privi, all’apparenza, di empito narrativo le sue opere trasudano il movimento delle relazioni umane, sottolineandone l’unica coreografia possibile: l’esistenza al centro, il reale intorno.

I soggetti filtrati dalla creatività dell’artista emanano una musica che diventa la prosecuzione della loro forma, fino ad implodere nella melodia compositiva riflettente il respiro dell’attimo, sono scatti animati da un equilibrio che punta dritto alla suggestione dello spettatore.

È uno stile fotografico il suo, che trasfigura in modo imprevedibile la rappresentazione di partenza, sembra quasi che le fotografie iniziali vengono metabolizzate in materia dalla quale poi ricreare il luogo d’origine, sospeso in qualcosa d’inafferrabile. Lotito usa l’obiettivo come un pennello e con precisione chirurgica taglia lo spazio in griglie geometriche nelle quali l’inconscio rimane sospeso all’attimo  e le cose rivelano la loro essenza

Splendenti e luminose, o cariche di potenza meditative e concentrate, la sua opera è un invito a vedere oltre l’apparenza delle cose, guidati da un bagliore stellare remoto e nitidissimo. Quasi visioni prolungate sul pensiero posto davanti all’obiettivo, magmatico, denso, irto di contraddizioni, perplesso, erutta in un flusso inarrestabile che svela la coscienza, istanti rapiti al tempo e che diventano il simbolo della sua stessa Arte.

Ritmi lenti, dondolanti, nell’euforia di un soffio di primavera,  vivono i contrasti tra visione ed evasione, tra sentimento e ragione, tra risvolti sociali decadenti e architetture dalle linee contemporanee e si mescolano in una bidimensionalità conturbante, e come se invisibili nervature costruissero l’impalcatura di sensazioni capaci di congiungere la sensibilità delirante con l’impulso emotivo.

Equilibri sull’impressione del movimento rivoluzionano le armonie visive di Lotito, l’inquadratura legge l’incertezza del mondo e l’anima in fondo agli occhi, brucia l’attimo sopito nell’urlo primordiale.

Ogni singolo scatto è una rappresentazione complessa e meditata nella quale il linguaggio visivo è lo specchio della vita che scorre accanto, intorno e dentro di noi. Forme liberate dalla corporeità veicolano fiumi di pensieri inespressi, evocano tenerezza, malinconia, sogni e allucinazioni, cristallizzando gli stati emotivi in effetti optical, in distorsioni prospettiche, in scomposizioni spaziali che dal cubismo risalgono “la caduta di senso” del surrealismo per stagliarsi nella dinamicità futurista. Le forme sembrano compenetrarsi in una fusione totale che ricrea l’incorporeo, l’imponderabile, l’impercettibile nella trasparenza dell’ispirazione.

Lo sguardo attraverso l’obiettivo restituisce allo spettatore e al proprio “io” l’immagine di una realtà esplorata fin nelle sue viscere. È una nuova figurazione in cui la percezione emotiva del sentire, del vedere e dell’immaginare si concretizza in una verità artistica che va al di là del semplice fatto estetico per farsi storia, pulsione, emozione.

Un estratto di realtà nell’espressività astratta di Lotito, le cui composizioni geometriche contengono nella leggerezza della poesia la concretezza del tangibile. La trasformazione dell’onirico, a questo punto, in tematiche figurative forma microcosmi vibranti nei quali la bellezza dirompente della fantasia è un canto di fiori tra le pennellate della natura ripresa con uno scatto lirico un attimo prima dal suo congedo nell’oblio. Sono attimi dilatati all’infinito, sono informi respiri nella messa in scena fotografica di Donato Lotito.

 

 di Antonella Iozzo © Produzione riservata 
                    (15.12.2009)

 

 

Curriculum  

Donato Lotito nato a Candela (FG) il 3/07/1967 vive e lavora a Torino. La passione  per l’arte lo spinge nella prima parte della sua vita a percorrere un  cammino artistico rivolto alla pittura figurativa (tecnica preferita olio su tela).

Con il desiderio di imparare nuovi linguaggi d’arte scopre la tecnica digitale come mezzo per continuare ad esprimere la sua creatività non solo per  catturare la realtà nel modo in cui il nostro occhio la vede ma per  scoprirne le più intime profondità, quelle che risiedono tra la soglia del visibile e dell’invisibile.

L’intento è quello di elevare l’arte digitale ad Arte tout-court liberandola dalle pastoie di un mero tecnicismo fine a se stesso per trasformare  bite e pixel in strumento espressivo finalizzato alla creazione. I suoi lavori sono presenti in diverse gallerie d’Italia con recensioni critiche pubblicate su diversi siti Internet specializzati.

Ha pubblicato con la casa editrice Libro Italianoworld una raccolta di poesie dal titolo Illusione E Disincato.
 Tra i numerosissimi  eventi ricordiamo  :

La biennale d’arte di Ferrara nel 2008; la biennale d’arte di Genova 2009,  Selezionato per la biennale d’arte di Firenze  2009.

Tra le Mostre ricordiamo

Venti Per Trenta Festival internazionale d’arte digitale contemporanea

Suoni Dipinti  collettiva virtuale permanente sulla rivista on line  Bluarte

Tratti  E  Ritratti quadripersonale virtuale permanente sulla rivista on line Bluarte

Petali D’immenso collettiva virtuale permanente sulla rivista on line  Bluarte

Il Sentimento Nascosto Delle Cose collettiva virtuale permanente sulla rivista on line  Bluarte

Istinto  e Ragione sulla Rivista on Line Bluarte


MOSTRA “CON ANDY WHAROL”  Organizzazione ACCADEMIA  DELLA BUSSOLA

‘Portraits’ mostra collettiva In occasione della V Giornata del Contemporaneo promossa da AMACI Agosto 2009

Firenze – Biennale D’rte – Fortezza Da Basso  Dal  5  al 13 dicembre 2009;

2008    Vincitore del I premio (tema Libero)  e secondo Premio (tema obbligatorio)  alla terza edizione del concorso per arti figurative Piero Della Francesca

2008    Vincitore del I premio 12 scatti organizzato dall’associazione culturale i Giardini dell’anima di Roma

2008    Menzione d’onore al  premio G.G. BELLI organizzato dall’ACCADEMIA Belli di Roma

2009 Premio della Giuria sez. fotografica alla selezione di Piacenza – Atelier d’Arte Roberta Braceschi- per VIII Biennale d’arte moderna di Roma 2010;

2009 Finalista PREMIO FIRENZE ARTE 2009 – MARIO CONTI – Centro Culturale Firenze Mario Conti;

Selezionato per la Pubblicazione d’arte ARTISKICA 2009 a cura dell’Associazione artistica Dyonisos di Taormina;

Premiato alla edizione  Premio d’autunno 2009  organizzato dal CIAC – Roma;

Pubblicazione sul dizionario Enciclopedico internazionale d’arte moderna e contemporanea 2010 ;

Molti eventi sono in corso. 

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