Intervista a Filippo Gamba

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Ho un po’ un’idea mia dell’insegnamento, cioè non mi interessa che gli allievi facciano una bella o brutta copia di me.
A giugno sarò in giuria al concorso “Beethoven” che si tiene a Vienna per poi raggiungere in agosto Bolzano per il “Busoni

di Monique Ciola

filippo-gambaTrento – La notizia fresca fresca è che sarà Filippo Gamba, pianista veronese di storica frequentazione trentina, il giurato italiano al prossimo Concorso Pianistico Internazionale “Busoni” che si terrà a Bolzano a fine agosto. Ce lo ha rivelato pochi giorni fa lo stesso pianista, che si trovava a Trento per tenere una masterclass con gli allievi del Conservatorio cittadino.
Uno degli aspetti che caratterizza l’esperienza musicale di questo stimato musicista italiano è infatti l’insegnamento, a cui rivolge una particolare attenzione: è Professore alla Musikakademie di Basilea ed ha tenuto masterclasses in Italia, Svizzera e Stati Uniti. Dallo scorso mese di gennaio Gamba è Visiting Professor presso il “Bonporti” e torna regolarmente in città ogni mese per incontrare gli allievi pianisti dei corsi accademici. Un’altra importante esperienza nella formazione artistica che l’istituzione musicale cittadina offre ai talenti di domani che si iscrivono al “Bonporti”.
Dopo questi primi mesi di lezioni ci racconta la sua esperienza di Visiting Professor a Trento?
«Con gli allievi del Conservatorio mi sono trovato molto bene. Sono ragazzi puliti, belli. Il livello è buono e qualcuno già si distingue per una personalità interessante. Io cerco comunque di dire la mia in maniera molto semplice ed autentica, senza impormi o sconvolgere il lavoro che stanno facendo gli altri insegnanti.
Ho un po’ un’idea mia dell’insegnamento, cioè non mi interessa che gli allievi facciano una bella o brutta copia di me. Vorrei che una persona al termine di un percorso di studi sia nelle condizioni di aprire uno spartito e sapere cosa fare, come interpretarlo, come leggere lo stile. È stato quello che ha fatto con me Renzo Bonizzato, il mio maestro, che non finirò mai di ringraziare per la lungimiranza che ha avuto. Questo è un po’ il mio modello d’insegnamento». 

Quale repertorio pianistico le piace insegnare ed ovviamente interpretare?
«Il repertorio in cui mi sento più a mio agio è l’area tedesca, quindi Mozart, Haydn, Beethoven, Schubert, Schumann, Mendelssohn e Brahms. Per quanto riguarda lo studente ideale, mi piacerebbe che facesse molto più Novecento storico, diciamo almeno un’opera completa di Ravel e di Debussy e poi Bartók, Prokofiev, Scrjabin, Schönberg». 

La sua storia di insegnante è passata anche per il Trentino negli anni ’90…
«Avevo cominciato con una supplenza presso la Civica Scuola di Musica “Zandonai” di Rovereto e poi ne vinsi il concorso come docente, insegnando pianoforte per tre anni».
La docenza alla scuola musicale roveretana terminò con un’altra importante vittoria per Filippo Gamba, ossia il Primo Premio nel 2000 al Concorso Internazionale Pianistico “Géza Anda” di Zurigo, trampolino di lancio per una carriera che ancora oggi lo porta sui palcoscenici dei teatri internazionali e lo vede protagonista di progetti discografici per importanti etichette, come l’ultimo cd per la Decca con le Bagatelle di Beethoven.
Ma anche la storia discografica di Filippo Gamba è passata per il Trentino. Diverse sono state infatti le incisioni che il pianista veronese ha realizzato negli studi di Marco Olivotto a Nogaredo, stringendo un felice sodalizio artistico con il tecnico del suono trentino.

Quali saranno i suoi prossimi progetti musicali?
«Per l’anno prossimo mi piacerebbe fare tutti i preludi di Debussy e le Sei partite di Bach, brani di cui sono innamorato. Intanto a giugno sarò in giuria al concorso “Beethoven” che si tiene a Vienna per poi raggiungere in agosto Bolzano per il “Busoni”, quindi a settembre eseguirò il Primo Concerto di Beethoven per pianoforte ed orchestra per l’edizione 2013 del Festival di Portogruaro».

 di Monique Ciola
  (05.05.2013)
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