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Seduzione barocca


salaspagnolaInnsbruck (A) – Nella splendida e suggestiva Sala Spagnola martedì scorso il concerto “Danzas Espanolas” del duo Xavier Diaz-Latorre e David Mayoral rispettivamente chitarra e percussioni. Raffinata e calda intimità sviluppata in atmosfere chiaroscurali si espande in sala. Il pubblico è attentissimo sembra perfino trattenere il respiro mentre segue l’interessante programma che incrocia ritmi spagnoli, latino-americana e cultura araba…

Ambraser Schlosskonzerte la voce intima della musica antica

salaspagnolaInnsbruck (A) – Nella splendida e suggestiva Sala Spagnola martedì scorso il concerto “Danzas Espanolas” del duo Xavier Diaz-Latorre e David Mayoral rispettivamente chitarra e percussioni.

Raffinata e calda intimità sviluppata in atmosfere chiaroscurali si espande in sala. Il pubblico è attentissimo sembra perfino trattenere il respiro mentre segue l’interessante programma che incrocia ritmi spagnoli, latino-americana e cultura araba.

Danze come Cumbée e Fandango Xácara raccontano con sfumata sensitività la ricchezza musicale della penisola iberica, che a poco a poco si sono diffuse con sempre maggiore frequenza in Europa.

Apre il concerto la musica di Gaspar Sanz, autore di tre importanti libri contenenti le istruzioni per la chitarra spagnola. Il suo metodo di chitarra è ancora oggi il più importante dei cinque ordini della penisola iberica. Variazioni, modelli armonici e ritmici che nell’interpretazione di Xavier Diaz-Latorre e David Mayoral si distende placida come una notte stellata che illumina lo spartito.

Xavier Díaz-Latorre sembra solleticare le corde della chitarra in un gioco sottile che unisce tre dei più importanti artisti spagnoli del diciassettesimo secolo, accanto a Sanz , infatti figurano De Murcia e Guerau, il passato che rinasce e si sviluppa nell’arte viva dell’improvvisazione. Tutto è rafforzato dalle percussioni ritmiche che colorano le riflessioni e palpitano di storia.
Una storia che emerge dalla tecnica come sollevare il polso della chitarra e attraversare con lo spirito un’infinita varietà di etnie musicali.

Il ritmo incalza soavemente, poi, un momento di serenità quasi sacrale per chitarra sola, il brano si schiarisce, si adombra pensoso nel tempo lento per spegnersi nel finale con grazia e candore. Una lentezza che riprende vitalità con i brani successivi sempre di Sanz.

Incanto e nostalgia, la musica sembra quasi attraversare il tempo e lo spazio come in un sogno, come filtrata da una memoria, ma inevitabilmente indefinita.

Trame e risvolti da scoprire che conducono nella passionalità percussiva di una “Zarabanda Espanola” o verso i ritmi di una “Paradetas”, slanci lirici, dinamiche nutrite di melodie popolari capaci di offrirci emozioni e suggestioni. Sembra quasi che Xavier Diaz-Latorre e David Mayoral tessono una danza, è un gioco seduttivo in grado di costruire scene che si stagliano nell’immaginazione attraverso l’evocazione di una tarantella.

Il virtuosismo di David Mayoral rivela un’intensità poetica che si libra nella pulsione ritmica di una cadenza capace di coinvolgere l’ascoltatore con un’interpretazione che sprigiona tutta la vitalità e la potenza spirituale contenuta nella musica. Semplici cellule ritmiche che stratificandosi una sull’altra formano una tessitura srotolata come un tappeto sonoro.

È un fluido scorrere nel respiro della chitarra, nel battito percussivo, nel nuovo che si affaccia nella tradizione con sonorità, coinvolgenti, languide e virtuose. Sono linee che seguono il canto profondo della penisola iberica nella lettura di compositori spagnoli che riescono a dare alla musica sobrietà ed eloquenza.

Xavier Diaz-Latorre e David Mayoral, ci restituiscono in un perfetto equilibrio l’essenza di un viaggio verso terre lontane verso suoni barocchi, verso “Danzas Espanolas”. Sapore autentico di un antico che riverbera con eleganza e armonia nella Sala Spagnola del Castello Ambras.

di Antonella Iozzo © Riproduzione riservata
                    (27/07/2012)

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