Vocal night magnetica e comunicativa

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Cristina Zavalloni e Tania Maria accendono la notte jazz di Torino.
La mezzo soprano bolognese è in splendida forma e la Radar Band dialoga con lei dando spazio ad esibizioni in cui emergono i tratti salienti del suo stile

di Antonella Iozzo

zavalloniTorino – Tinte sensuali e raffinate per il secondo appuntamento del Torino Jazz Festival in piazza Castello, sono di scena Cristina Zavalloni e Tania Maria. Una vocal night che ci ha regalato momenti di puro fascino jazzistico. Apre la serata Zavalloni e la Radar Band: Cristiano Arcelli, alto sax, arrangiamenti, Fulvio Sigurtà, tromba, Massimo Morganti, trombone, Michele Francesconi pianoforte, Giacomo Riggi vibrafono, Daniele Mencarelli basso elettrico, Alessandro Paternesi batteria, Enrico Pulcinelli percussioni.
Sofisticata, affascinante e con una forte carica vitale nell’immagine come nella voce ci presenta brani del suo ultimo CD “La donna di cristallo”. Il suo è un jazz che viaggia in parallelo con l’avanguardia storica e contemporanea, perché per la Zavalloni è semplicemente musica. Musica che esprime e ti esprime. Sul palcoscenico esplode un universo vertiginoso di suoni, la voce suadente della Zavalloni, le tessiture ritmiche della Radar Band che annovera alcuni dei più talentuosi musicisti nazionali, è un continuo rimando tra giochi ritmici e fraseggi inconsueti che avvolge in modo fisico e celebrale l’elegante e ricercata interpretazione della vocalist. Il suo virtuosismo strepitoso e la sua carica emotiva, filtrata da una tecnica vocale strabiliante infiamma la piazza.

La mezzo soprano bolognese è in splendida forma e la Radar Band dialoga con lei dando spazio ad esibizioni in cui emergono i tratti salienti del suo stile senza rinunciare agli assoli improvvisati che i musicisti si concedono nei vari brani. Un racconto musicale in chiave jazz dagli equilibri oscillanti tra brillantezza e drammaticità, ironia e tristezza.
Dentro l’universo sonoro che si scioglie nella voce della Zavalloni, si dipanano i più diversi stati d’animo, un tumulto interiore modulato con mirabile distacco da una prodigiosa tecnica vocale che riesce a giungere fino a noi trasmettendoci la corporeità del canto.
Musica e sensazioni decantano e si aprono nelle forme del jazz puntando dritto alla suggestione emotiva del pubblico.
Una crescente energia investe il pubblico letteralmente attratto dall’intero movimento della musica teso nell’estensione vocale della Zavalloni.

taniamariaSeconda parte della serata con Tania Maria Quartet, l’energia del jazz dai ritmi brasiliani. Compositrice, pianista, cantante di Sao Luis, rivela fin dal suo ingresso sul palcoscenico un temperamento combattivo, forte, grintoso. Una crescente verve imbevuta di bossa nova, samba e dalle sonorità del chorinho, conquistano, coinvolgono con l’esuberanza tipica del sound brasiliano ma riveduto e corretto con entrate di pura improvvisazione. Tania Maria insieme a Marc Bertaux al basso, Mestre Carneiro alle percussioni e Hubert Colau dietro piatti e tamburi, ci hanno accompagnate in un intrigante viaggio oltremare tra sonorità e ritmi del Sudamerica. 
Esplosiva, irruente, e speziata al punto giusto trascina nell’impeto vertiginoso la quieta malinconia della bossa nova e poi lascia che le percussioni incidano il tessuto ritmico.
Il pubblico tiene il tempo battendo le mani, la musica avanza incalzante e le sue mani con assoluta naturalità passano dal piano alla tastiera.
Il clima in piazza e sfolgorante dal palcoscenico si diffonde un dinamismo convulso che colpisce in modo spesso ed incisivo prima che la tensione scivoli nel blues.

La frizzante vocalità e il virtuosismo pianistico di Tania Maria si fondono tra jazz e musica popolare brasiliana. È un’interazione di linguaggi che colpisce e affascina le platee di tutto il mondo. Ogni frase musicale è pervasa di un’allegria a volte celata, a volte evocata a volte eruttata con grinta, è un impulso che s’insinua fra la musica e coinvolge i musicisti del gruppo in un’entusiasmante avventura musicale dai ritmi irrefrenabili.
Un’energia positiva contagiosa che si propaga dal TJF a tutta la città, tesa fra le diverse atmosfere del jazz e dei suoi protagonisti.

di Antonella Iozzo © Riproduzione riservata
                        (02/05/2013)
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