LARTE. Concept Altagamma, gusto Mediterraneo

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LARTE, intermezzo mediterraneo nel cuore di Milano. Dinamico spazio del convivio e dell’enogastronomia, ispirato dal contemporaneo, mitigato dall’estetica del sentimento.
di Antonella Iozzo

LARTE-InternoMilano – La nuova dimensione dell’ospitalità, dall’Arte a LARTE di Milano. Grandi firme dell’eccellenza Made in Italy, interpretano la cultura del gusto, della moda, del design. Interazioni di arti, confluenze di stili in un luogo che incontra il mondo viaggiando sull’asse della fondazione Altagamma, essenza qualitativa espressa al più alto livello nei diversi settori.
LARTE più che un ristorante nel centro di Milano, in via Manzoni, a due passi del Teatro alla Scala, è un dinamico spazio del convivio e dell’enogastronomia, ispirato dal contemporaneo, mitigato dall’estetica del sentimento. Espressione elettiva che abita la naturale eleganza dell’essenzialità, della sobrietà. Nato dal genio creativo di un gruppo di soci della Fondazione Altagamma: Alessi, Artemide, Baratti & Milano, Bellavista, Ca’ Del Bosco, Caffarel, Cantine Ferrari, Capri Palace Hotel, illycaffè, MK Consulting, Federico Regalia, Sanpellegrino, Santo Versace, ai quali si è affiancato di recente Allegrini, LARTE, si presenta come rigeneratore di senso, pulsazione culturale che comunica la tradizione italiana nell’arte della ristorazione e dell’ospitalità. Una tradizione che ridefinisci gli orizzonti evolutivi, amplifica il concpet d’italianità, allarga le prospettive internazionali, perché Milano è solo il punto di partenza di un progetto che mira a portare nel mondo il plus italiano. Direttore è Ermanno Zanini, General Manager del Capri Palace, luogo culto dell’eccellenza gastronomica, semplicemente cultura che tesse il presente con rispetto per il proprio mestiere e sapienza. Una lunga tradizione che ritroveremo nella gestione del locale milanese.
LARTE-salaLARTE che mostra le sfumature della storia, non è un caso infatti che si trovi nell’edificio che fu la casa dello scrittore e poeta Carlo Emilio Gadda, dipinge la fascinazione dell’istante, è ogni creazione culinaria, ogni sorso, ogni piccola tentazione del palato diviene essa stessa Arte, bellezza che cesella le linee del design e l’espressività di molti artisti contemporanei, per un total living che celebra la vitalità creatività, propositiva e fattiva d’imprenditori, artisti, maestri culinari e di chi crede nella coesione per rinascere per valorizzare il proprio futuro partendo dalla nostra storia, tradizione evolutiva nel segno dell’ospitalità e del gusto eno-gastronomico.
LARTE, intermezzo mediterraneo nel cuore di Milano. Profumi e sapori del mare che si distendono nella memoria e scandiscono i ritmi di una degustazione capace di ricondurci lontano dall’ovvietà quotidiana. Superficie lineari e spazi ampi per una seduzione in cemento, vetro e acciaio. Accordi razionali e freddi ramificati in un’orchestrazione limpida che suggerisce, anziché definirla, l’intimità, la ricercatezza, la discrezione. Un gioco di matericità, di contrasti, di lucidi e opachi che esalta l’ambiente. Ampie vetrate con all’interno una sottile tela di lino, per una raffinata melodia in trasparenza velata, i toni morbidi delle sedute e dei tavoli e una cucina/boudoir evocano atmosfere soffuse e allo stesso tempo dalla naturale eleganza. LARTE-particoalreÈ una percezione di serenità rinsaldata dalla cordialità del Restaurant Manager Carmine Renzulli. La sua non è semplice ospitalità, ma è la trasposizione del suo sentimento. Gesti, dialettica comunicativa, calore, sensibilità percettiva, coniugata all’esperienza e alla professionalità maturata al Capri Place Hotel, rendono la sua accoglienza, un rito informale ma profondamente autentico. Nervature che naturalmente ricadono su tutto lo staff, attento, diligente e estremamente incline a soddisfare ogni esigenza del cliente ponendolo sempre a proprio agio.
LARTE, una contemporanea evocazione del vivere bene che richiede, immancabilmente, una figura chiave, colui che crea la panacea dei sensi, che inebria lo spirito, lo Chef e il Capri Place Hotel non poteva che condurci fra le mani di Gennaro Immobile, colui che ha dispiegato come una sinfonia in più tempi la melodia mediterranea, senza dimenticare innovative variazioni su tema.
Verdure pastellate in stile finger food, per iniziare insieme ad un classico Ferrari, Maximum Brut, Trento Doc, proposto dalla giovane sommelier Imma Somma, sorprendente, vitale e dinamica. A seguire una “Crema di lattuga con tartara di spigola, crostini e stracciatella”, è l’apoteosi della leggerezza e della freschezza, sospensione del momento che cede alla delicatezza della spigola e alla cremosità fluttuata della stracciatella, prima d’incontrare la nota croccante dei crostini. Intorno a noi evanescenze di misurata eleganza e lunch business in bilico fra solarità culinaria e prospettive out-office. Mutevoli orizzonti che viaggiano in parallelo verso la poesia dei sapori, grazie anche all’accoglienza di Renzulli. LARTE-RisottoQuasi un’opera di design la “Battuta di Fassona con uova di salmone e puntarelle”, per la presentazione curata e cromatica, la cura per il particolare è una costanza che si rivela poi, al palato in antitesi tra il sapore intenso delle uova e la tenerezza della carne, in perfetto abbinamento un Pinot Nero Doc Trentino 2011, Maso Montalto della Tenuta Lunelli. Nel bicchiere una continua evoluzione che danza con i profumi fruttati. Continui richiami alla natura in una cangiante vibrazione di luminosità creativa elaborata dallo Chef Immobile. La sua mission sembra quella di trasportare in ogni piatto l’anima del Sud, evocare non solo i profumi, i sapori, gli aromi, ma far emergere il fremito dal quale nascono le emozioni,ogni qual volta si ascolta il mare o ci si perde nelle più variegate sfumature del cielo, o quando ancora, avvertiamo il battito del vivere il mediterraneo. Tutto questo sono gli “Spaghetti ai ricci”, accanto all’abilità tecnica nel fare esaltare il profumo inconfondibile del pesce, alla perfetta cottura della pasta, alla semplicità degli ingredienti, è la passione, l’amore per la sua terra e per il suo lavoro che plana nei nostri sensi, oltre solo la Falanghina, 2013, dei Feudi di San Gregorio, fresca, sapida, minerale, quanto basta.
Una finissima trama narrativa, quella dello Chef che alterna e intreccia inventiva, tradizione, stagionalità con il “Risotto al basilico, brasato di pomodoro e crudo di seppie”. LARTE-TrigliaLa capacità di amalgamare in una creazione culinaria diverse note aromatiche rende questo piatto semplicemente unico: le nuances moderatamente intense del basilico seducano le papille gustative, l’acidità del pomodoro, che ritroviamo sul fondo, è un rimando vivace, un contrasto che va sempre più ad attenuarsi a contatto con l’evaporazione silente del crudo di seppie. La sommelier ci propone questa volta un bianco “Ca’Bosco, Chardonnay, 2010”, agrumi, pesca, acacia e poi quella persistenza che in bocca esulta in freschezza. Risuona il canto di Capri sul cielo di Milano, in una temporalità che recupera il valore dell’istante. Simboliche espressione che ricadono sulla “Triglia con ricotta fumé, olive taggiasche, broccolo al tartufo e crema di cavolfiore alla vaniglia”, ricchissima tavolozza cromatica che sposa
Un insieme di sapori ben definiti. Nessuno copre l’altro, anzi, si equilibrano a vicenda, la tenera consistenza della triglia, il carattere deciso della ricotta, i vegetali aromatizzati l’uno più marcato l’altro più dolciastro, si avvolgono in un impressionante continuum che conquista ogni papilla gustativa. Dal pesce alla carne con il “Petto d’anatra all’arancia, pomodorini, caviale di melanzane e cipolla rossa di Tropea”, una proteina difficile di cucinare eppure lo Chef Immobile, ha dimostrato grande abilità sia nella cottura, lasciando la carne rosa, sia nell’abbinamento, la ricchezza della carne è contrastata dalla LARTE-Dessertcrema all’arancio che ricade come una nota squillante su quella più pacata della cipolla. Un piatto che naturalmente richiede un buon rosso e la sommelier Somma, ci propone un gradito IGT Toscana rosso, Ebo di Petra, 2011. Cabernet sauvignon, merlot, sangiovese, frutti rossi maturi, mirtillo ciliegia per una rotondità piacevole e un’armonia rotonda.
LARTE il cuore del gusto, la ragione del piacere, preziosità che svetta verso le dolci colline del sogno con i dessert. La pasticcera Cristina Viviano ci sorprende, o meglio, ci seduce con elegie di amore plasmato in morbidezze da mordere, da odorare, da degustare lentamente: l’esperienza sensoriale è una suite in tre tempi coreografata con grazie, eleganza ed equilibrio. Il primo tempo si apre con una “Crema al limone e mandorle con gelato al latte di bufala”, setosità che scivola in una nuova incorporea di bianco splendore, il secondo tempo è uno sfavillante “Gelato al the verde crema all’albicocca e melissa e sablè alla vaniglia”, raffinata melodia in crescendo che culmina in un’impressione fuggevole di quiete. Ultimo tempo, la maestosa regalità del “Babà con crema di zabaione e frutti di bosco”, fragrante, perfetta consistenza, leggero, esprit d’artifice che plana nella vastità dello zabaione, corposità suadente tra la loquace sensitività dei frutti di bosco. La bellezza non è mai stata così pericolosamente fatale per la mente che freme nelle bollicine di un Bellavista, Gran Cuveè , Nectar.
LARTE ovvero: Living Altagamma. Renaissance. Taste. Excellence.

Ristorante LARTE
Via Manzoni, 5 Milano
Tel.02.89096950
www.lartemilano.com

di Antonella Iozzo ©Riproduzione riservata
                  (03/07/2014)

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