Gennaro Immobile, lo chef che seduce LARTE con semplicità

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Immobile dal Capri Palace a LARTE di Milano. Serietà, rispetto delle materie prime, tecnica capace di far parlare l’ingrediente.
di Antonella Iozzo

Chef-Gennaro-ImmobileMilano – Gennaro Immobile Chef del Ristorante LARTE di Milano, traduce i sapori mediterranei in creatività solare. Semplicità è la sua parola d’ordine, una regola che ci conduce nell’autenticità del gusto. Schivo e riservato, quanto meticoloso e professionale, entusiasma il palato, affascina la vista nella sobria eleganza dipinta dal calore ospitale dello staff.
Gennaro Immobile dal Capri Palace a LARTE di Milano …
Si, il Capri Palace è stata la mia culla, mi sono formato sotto la guida di due grandi chef, Andrea Migliaccio e Oliver Glowing che hanno portato la loro esperienza professionale a Capri, sono stati i miei maestri, mi hanno trasmesso molto. Oggi, qui, a Milano, a LARTE porto il mio backgroud, la mia esperienza cercando di cogliere la dinamicità e gli stimoli che mi circondano, diversi ma positivi e propositivi.
La sua filosofia in cucina?
Serietà, rispetto delle materie prime che non devono essere stravolte, tecnica capace di far parlare l’ingrediente.

 

Che cosa deve comunicare un suo piatto?
La solarità, i profumi, gli aromi. Deve sorprendere, innanzitutto, visivamente con colori intensi e vivi e poi, in senso gustativo.
Come la Crema di Lattuga che abbiamo degustato …
Si, la crema di lattuga è un ricordo del mio Chef, riproposta nella mia versione con branzino, stracciatella e crostini di pane. Molto semplice, fresca, estiva, dall’ottimo impatto visivo.
Il piatto più difficile da preparare?
L’anatra. Le carni in generale sono sempre più lavorate sia come preparazione che come cottura.
Che cosa chiede al suo staff?
Credo che in questo mestiere si deve essere responsabili, avere una coscienza, che deve nascere spontaneamente, da dentro, come la passione e la voglia di fare bene. E’ inutile chiedere. Il mio staff mi conosce, proveniamo tutti dal Capri Palace e conosce quanto è duro e pesante questo lavoro, ma sa anche che la nostra coesione, è la nostra forza.
La sua giornata tipo.
Un briefing con il team per iniziare, cucina a seguire, a volte breve pausa nel pomeriggio e ancora cucina, cucina, cucina.
C’è qualche chef che ammira particolarmente?
Si , Niko Romito. Chef abruzzese con il quale ho vissuto una’esperienza molto significativa. È stata sorprendente la semplicità della sua cucina, sentire i sapori così veri, puliti. È quello che ho apprezzato di più.
Volgendo per un attimo lo sguardo indietro ai giorni dell’apertura de LARTE, rifarebbe lo stesso percorso?
Si, senza dubbio. Inizialmente avevo qualche timore, non volevo bruciare le tappe, ma adesso sono sereno e soddisfatto della scelta che ho fatto.
Il tipo di clientela?
Per lo più business, soprattutto nella pausa pranzo, ma devo dire che abbiamo riscontrato un gradito ritorno al servizio serale.
Secondo Lei, dovuto a …
Al calore dell’accoglienza che ti avvolge appena varcata la soglia, e questo i clienti milanesi lo apprezzano molto, l’atmosfera rilassata che li pone a loro agio e poi le mie creazioni culinarie, semplici che coniugano tradizione mediterranea e spirito inventivo.
Il suo sogno?
Il sogno di ogni chef sono le stelle, ma il mio percorso ancora è lungo, devo crescere, ma quando il cliente esce da LARTE e apprezza la mia cucina, sono felice.
Progetti per le vacanze estive?
Ritornerò a Capri, in famiglia, poi,volerò in Canada e negli Usa, New York, in particolare, feel good, good food.

Ristorante LARTE
Via Manzoni, 5 Milano
Tel.02.89096950
www.lartemilano.com

di Antonella Iozzo ©Riproduzione riservata
                  (09/07/2014)

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