Vinitaly, Masi Wine il tempo può attendere.

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La Cantina Privata Boscaini è l’espressione più viva e intensa della tradizione, è un dipinto sonoro che racconta storie di vita, è la memoria del tempo che custodisce l’arte del ricordo più raro e prezioso.
di Antonella Iozzo

Vinitaly-Stand-MasiVerona – Al Vinitaly 2014 Exsperience Amarone con l’Azienda Masi. Il loro stand? Una dimora calda e accogliente che rivela l’anima dei vini e di chi li produce. Tonalità calde si distendono nella memoria mentre la mente si apre alle suggestioni degli ultimi nati in casa Masi, il “Rosa dei Masi” 2013: uve di Refosco leggermente appassite scivolano morbidamente tra istinto e immaginazione risvegliano la forte personalità di un rosato che si accende di personalità, rosato di forte personalità; e il “Mas’est” 2012, segno poetico e denso di un elegante vino trentino, Marzemino e Teroldego leggermente appassiti prima della vinificazione, velluto rosso armonico e seduttivo.
Masi, l’inizio della tradizione nell’eccellenza del “Brolo Campofiorin Oro” 2009 e della Riserva di “Costasera Amarone Classico” 2008, edizioni luxury per una bellezza che non conosce tempo. preziosità antica che ritorna grazie all’aggiunta uva Oseleta, riscoperta da Masi, vitigno in estinzione che Masi sta amorevolmente riprendendo.
La cura per i dettagli nell’allestire lo stand, dalla cifra stilistica quasi intima, lo rende l’ambiente ideale per una perfetta degustazione che sfuma nelle tonalità calde e nei materiali ricercati. Al suo interno, infatti, la frenetica atmosfera del Vinitaly si dilata, si stempera, si flette in un’emozione chiamata “Cantina Privata Boscaini”, una collezione unica di vini rari e pregiati che la famiglia con la cordialità di sempre ha condiviso con i più affezionati estimatori. Cru e grandi annate di Amarone raccontano la storia, i gesti, la passione della famiglia Boscaini. Ogni bottiglia è un sunto di professionalità e poesia, solo le annate migliori, solo l’assoluto porta con se l’essenza della verità.
La “Cantina Privata Boscaini” è l’espressione più viva e intensa della tradizione, è un dipinto sonoro che racconta storie di vita, è la memoria del tempo che custodisce l’arte del ricordo più raro e prezioso. Un rito iniziato nel diciannovesimo secolo quando Paolo Boscaini amava mettere a riserva bottiglie preziose nelle annate corrispondenti alle ricorrenze di famiglia, come il matrimonio e la nascita di figli e nipoti. Una tradizione mai interrotta, anzi negli anni Venti del secolo scorso Guido Boscaini, focalizza la sua attenzione sulla longevità dell’Amarone e sulla sua straordinaria capacità di evolvere invecchiando. Armonia che suggella la perfezione e rinasce grande collezione di vecchie annate di Amarone: Osar, Mazzano, Campolongo di Torbe, Mezzanella, Collezione Grandi Annate, composta da bottiglie rare, come le storiche 1964, 1983, 1988, 1990, 1995, 1997. Terroir unici, vitigni unici, stile unico:Masi.
Tempo, una costante fondamentale per l’Amarone, insieme all’Appassimento. È stata questa la tematica del XXVI Seminario Tecnico di Masi, dal titolo: “Un grande Amarone si fa attendere. Gli aromi vengono esaltati dal lungo appassimento” presentato dal Gruppo Tecnico dell’azienda vitivinicola leader della Valpolicella in collaborazione con l’Università di Verona, Dipartimento di Biotecnologie e la Fondazione Edmund Mach di Trento.
Focus su attesa e appassimento, il processo originale e distintivo della Valpolicella, utilizzato per ottenere uno dei più grandi vini rossi italiani l’Amarone. Il confronto fra i vini prodotti da lungo appassimento della Corvina e i vini prodotti con l’acceleramento nelle sue fasi ha messo in evidenza le diverse caratteristiche sensoriali, aromatiche ed organolettiche. È l’attesa il segreto dell’alta qualità, il fattore tempo gioca, quindi, un ruolo da prima piano nel garantire originalità e assoluta unicità. L’Appassimento richiede ritmi lenti, poesia, istanti dilatati nel respiro della natura che l’uomo deve saper cogliere e rispettare, solo così l’eleganza maestosa e regale di questo grande rosso sublima i sensi, sfumandosi in evaporazioni di soavità lirica. Una musicalità che conquista anche i mercati e piace ai palati internazionali.
Tecnica, sperimentazioni e cool sensation: Masi, Fashion e Recioto. Una nuova versione, un nuovo modo di gustare il vino dolce della Valpolicella, note vivaci e cromie accese per “Angelorum, Recioto “on the rocks”. Un brivido avvolgente che rilancia un grande vino dolce, non sempre adeguatamente apprezzato. Due foglie di basilico, ghiaccio tritato, un’amarena sciroppata e 6cl. di Recioto Masi Angelorum, in un calice da vino rosso guarnito con una scorzetta d’arancia, classico con brio e fantasia. Eleganza di un vino che si lascia modulare in variazioni su tema reinventando il piacere di stare insieme, anche a casa, per la semplicità nel prepararlo.
Masi Agricola e Raffaele Boscaini sempre proiettati verso le novità, osano, sfidano rilanciano la qualità scoprendo le mille potenzialità di un classico che sul mercato potrebbe avere un’inversione di tendenza. Esplorazioni di gusto con l’Angelorum Masi iniziate tre anni fa proprio al Vinitaly, presentando nel 2012 il Mojito e nel 2013 il gelato al Recioto.
“L’Angelorum on the rocks” non solo al Vinitaly, il FrizzanteLab, di Verona (via Marconi n°15/a) ci attende per divertenti e suggestivi cocktail al Recioto Masi Angelorum ideati dai fratelli Luca e Marco Braguti, i barmen proprietari del cocktail bar creativo.

di Antonella Iozzo ©Riproduzione riservata
                  (11/04/2014)

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