Teatro dell’Opera di Roma

image_pdfimage_print

  La Nuova Stagione 2013-2014 del Teatro dell’Opera di Roma
Uno spirito nuovo che va incontro al pubblico.

Una crescita costante di qualità nell’offerta il risultato l’incessante aumento di pubblico e la presenza sempre più alta di giovani. 

 
Maestro-MUTI-Silvia-LelliRoma – Il Teatro dell’Opera di Roma non è un museo della lirica, ma un teatro dove sera dopo sera la musica riprende vita, si rinnova e comunica con migliaia e migliaia di spettatori. Arte, sentimenti, passioni, bellezza, canto, musica passano dal palcoscenico al pubblico con una osmosi continua, vitale. E’ la cultura viva. Da Verdi a Britten, da Rossini a Bernstein gli spettatori hanno mostrato di gradire esecuzioni e regie. Lunghi applausi stanno a testimoniare questo nuovo apprezzamento per le maestranze dell’Opera.
Lo dice il pubblico, attraverso il neo-nato ufficio Funzione Qualità, voluto dal sovrintendente Catello De Martino. Infatti, questo attivissimo ufficio ha già raccolto attraverso questionari distribuiti regolarmente, una serie di risposte che indicano come il pubblico segua e gradisca tutti i miglioramenti artistici e di servizio al pubblico. A parte pubblichiamo quattro grafici che mostrano i risultati delle inchieste tra gli spettatori.
La stagione 2013/2014 vivrà all’insegna dei capolavori della musica lirica, i classici che il grande pubblico ama. Dominerà soprattutto il binomio amore e morte con piccole parentesi di serenità e sorrisi donizettiani.
L’inaugurazione sarà ancora alla luce del bicentenario verdiano. Il 27 novembre, alle ore 19, il sipario del Teatro Costanzi si alzerà sull’Ernani di Giuseppe Verdi. Un melodramma ricco di bellissime e famose arie, un’opera in cui il grande compositore anticipa caratteri e psicologie che svilupperà nelle creazioni successive, quelle definite “della maturità”. Alla base della storia l’opera teatrale di Victor Hugo “manifesto” del romanticismo francese. Sul podio il Maestro Riccardo Muti; la regia, le scene e i costumi del nuovo allestimento sono firmati da Hugo de Ana, di certo un regista che ama le interpretazioni non classiche e sempre capace di far discutere il pubblico. Sulla scena un cast che il pubblico dell’Opera di Roma ben conosce per averlo applaudito in diversi allestimenti dall’Attila al recentissimo Nabucodonosor, un cast di fama internazionale che sarà presente anche nella tournée in Giappone: Luca Salsi, Tatiana Serjan, Anna Pirozzi, Francesco Meli, Ildar Abdrazakov, Ildebrando D’Arcangelo.
La stagione di danza ha inizio con Il lago dei cigni, in assoluto lo spettacolo di balletto che conta il maggior numero di repliche al Teatro dell’Opera, assicurando una serie infinita di “tutto esaurito”. Il suo contrasto tra bianco e nero non ha mai smesso di incantare. La nuova versione che viene presentata dalla compagnia di Roma è adattata dal francese Patrice Bart. Ritorna sul palcoscenico del Costanzi, insieme ad altri ospiti internazionali, Svetlana Zakharova con la sua straordinaria eleganza. L’orchestra è affidata alla autorevole bacchetta di Andriy Yurkevich.
In gennaio ritornano le magiche atmosfere evocate in Notes de la Nuit, trittico che prevede la ripresa di Quartetto, visionario affresco creato dal giovane Francesco Nappa proprio per la compagnia capitolina sulle note di Steve Reich e Philip Glass. Segue, per la prima volta all’Opera di Roma, la proposta di una creazione di Jacques Garnier, coreografo francese scomparso nel 1989 a soli quarantotto anni, che in Aunis ha voluto far rivivere i ricordi degli anni infantili cullati dalla brezza marina. Chiude la serata l’onirica visione Aria Tango di Micha van Hoecke, con la presenza di Alessio Carbone. Un teatro vuoto e nudo prende vita alla fine di uno spettacolo con la complicità della musica di Luis Bacalov.
Come ormai consuetudine del cartellone dell’opera l’inizio del nuovo anno (dal 30 gennaio al 6 febbraio) è dedicato al Novecento. Ecco quindi il dittico di Maurice Ravel L’enfat et les sortilèges e L’heure espagnole, due piccoli, deliziosi capolavori di finezza espressiva in scena. Il primo, del 1925, su un malizioso testo di Colette, il secondo del 1911 definito a suo tempo “troppo scabroso”. Alla guida dell’Orchestra e del Coro del Teatro dell’Opera Charles Dutoit, nome di prestigio, amato in tutto il mondo e già applaudito interprete nella passata stagione di Samson et Dalila. Alla regia il giovane Laurent Pelly, esperto nel repertorio del Novecento, che debutta al Teatro dell’Opera. 

Manon Lescaut è uno dei più amati capolavori, forse il primo capolavoro di Giacomo Puccini (in scena il 27 febbraio), di certo l’opera in cui il compositore traccia i fondamentali caratteri delle sue eroine gentili e dolorose che svilupperà pienamente in Bohème. La bacchetta è quella del Maestro Riccardo Muti; alla regia Chiara Muti che questa estate, per la stagione di Caracalla, ha firmato una applaudita edizione del Dido and Aeneas di Purcell. Sulla scena un cast composto da voci di fama internazionale, a cominciare da Anna Netrebko, un soprano amato dal pubblico e dalla critica, una vera star che con la propria arte ha conquistato il pubblico dei maggiori teatri del mondo. Una cantante che riesce in modo unico a dare forza e passionalità ai personaggi che interpreta. E così sarà per Manon. Accanto a lei nomi nuovi come quelli Yusif Eyvazov e Simone Piazzolla. Il nuovo allestimento porta inoltre le firme di Carlo Centolavigna per le scene e Alessandro Lai per i costumi.  
E’ stato certamente Pier Luigi Pizzi uno dei più importanti registi che hanno riportato nel repertorio il Maometto II di Gioachino Rossini. Uno dei suoi prestigiosi allestimenti arriva al Teatro dell’Opera dal 28 marzo. Opera drammatica, carica di tensione e bellissime arie fu composta da un giovane Rossini nel 1842. La regia di Pizzi mette in luce il dolore dei personaggi, potremmo dire la loro vocazione alla morte in una ambientazione di rispetto storico. Dirige l’Orchestra Roberto Abbado. Si ricostruisce così la coppia Abbado-Pizzi, applaudita lo scorso anno per l’allestimento de La Gioconda.

I ballabili tratti da opere verdiane come Macbeth, I vespri siciliani sono il nucleo principale attorno al quale Micha van Hoecke costruisce Verdi Danse, la sua nuova visione teatrale danzante. “Tutto ha inizio con qualche nota di musica al pianoforte, da qui si sviluppano paesaggi, pitture, danze musicali“. Non c’è una vera storia, ma solo evocazioni della mente che si fanno concrete nei corpi di Dinu Tamazlacaru, Gaia Straccamore, Alessandra Amato, Riccardo Di Cosmo e Alessandro Tiburzi. Sul podio lo specialista della danza David Garforth.
Un felice ritorno, l’8 maggio, quello de L’elisir d’amore di Donizetti. Applaudito nel 2011 segnò il debutto al Teatro dell’Opera del regista Ruggero Cappuccio. Spettacolo allegro, solare, mediterraneo che mostra tutta la gioia di vivere che contiene l’opera donizettiana. Un allestimento di successo con le scene di Nicola Rubertelli e i costumi di Carlo Poggioli. Sul podio il Maestro Donato Renzetti, attento esecutori di opere buffe, il cast ha il prestigio della qualità e il fascino della giovinezza, da Rosa Feola a Francesco Meli e Antonio Poli, da Alessandro Luongo a Adrian Sampetrean.
La bella addormentata nel bosco nella versione realizzata da Paul Chalmer nel 2003 per il Teatro dell’Opera conserva intatti i sapori della magica favola di Perrault, rinnovati con gusto ed estro. Lo stile floreale dell’allestimento pensato da Aldo Buti contribuisce a sollecitare il sentimento dell’infanzia. A dare corpo alla delicata e sognante Principessa Aurora, per la prima volta sul palcoscenico del Costanzi, Jurgita Dronina, Prima Ballerina del Het Nationale Ballet, in coppia con Evan Mckie dello Stuttgart Ballett. Sul podio ancora una volta Andriy Yurkevich.
Ancora un classico, un capolavoro che è nella mente del grande pubblico, anche di coloro che non frequentano i teatri d’opera. E’ Carmen di Georges Bizet in scena dal 18 giugno. Un’opera che segna due debutti all’Opera di Roma: il direttore Emmanuel Villaume e il regista Emilio Sagi. Il pubblico romano potrà scoprire l’arte vocale e la grinta di Anita Rashvesvili e poi Clementine Margaine, due cantanti capaci di dare a Carmen una personalità carica di passione. Infatti, per le dieci repliche di Carmen saranno impegnati due prestigiosi cast: Aleksandrs Antonenko/Andeka Gorrotxategui, Kyle Ketelsen/Simon Orfila, Maria Agresta/Eleonora Buratto. Il Coro del Teatro dell’Opera è diretto dal Maestro Roberto Gabbiani.
La stagione di danza si conclude con un classico del Novecento che ritorna sulle tavole del Costanzi, Cenerentola, musicata da Sergej Prokof’ev nel 1945. “Quel che volevo sottolineare nella partitura – scrive il compositore – è l’amore di Cenerentola per il Principe, il sorgere e lo svilupparsi di questo sentimento, gli ostacoli, poi la realizzazione del sogno”. La versione di questo capolavoro è quella creata da David Bintley nel 2010 per celebrare il ventesimo anniversario del Birmingham Royal Ballet, compagnia da lui diretta. L’allestimento porta la firma di John Mcfarlane, apprezzato a Roma per Il flauto magico lo scorso marzo. Dirige l’orchestra Nir Kabaretti.

Rigoletto è certamente una delle opere più eseguite al mondo, accanto a La Traviata. Un capolavoro assoluto conosciuto universalmente per le arie e i cori. Sulla scena del Teatro dell’Opera torna Luca Salsi, ora nei panni di Rigoletto, con Albina Shagimuratova, Giorgio Berrugi. Alla regia Leo Muscato, sul podio Renato Palumbo reduce dal recente successo a Caracalla con Tosca. Debutto il 21 di ottobre e poi dieci repliche sino al 31 di ottobre.  ( www.operaroma.it

 Redazione
(02.10.2013)

Immagine: Maetsro Riccardo Muti @Silvia-Lelli     

Bluarte è su https://www.facebook.com/bluarte.rivista  e su Twitter@Bluarte1

 

Bluarte è su https://www.facebook.com/bluarte.rivista e su Twitter: @Bluarte1