Famiglia Bulgheroni. Tradizione alberghiera

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Il legame tra l’Hotel Sanpi e la città è molto forte, nel senso che è un angolo della Milano storica per l’edificio in sé, per il suo giardino interno, per la location. Questo quartiere è la punta di diamante della milanesità, è una zona che pulsa di arte, con le sue piccole case editrice, i numerosi musei, le gallerie.
di Antonella Iozzo

Hotel-Sanpi-Lobby-Details-SirenMilano – La Famiglia Bulgheroni firma la tradizione alberghiera con due strutture milanesi Hotel Sanpi e Hotel Mediolanum. Due gioielli sotto il segno dell’Arte, neoclassico l’uno, moderno l’altro, entrambi residenze di stile, eleganza, accoglienza. Abbiamo incontrato la Signora Bulgheroni e la figlia Serena Anna che vive, giornalmente, la passione e la dedizione che contraddistinguono la sua professionalità.
Milano – Hotel Sanpi, Hotel Mediolanum, due strutture di 4 stelle con un unico comune denominatore, la famiglia Bulgheroni. Tradizione alberghiera iniziata quando?
Iniziò tutto 25 anni fa con il Sanpi, tre edifici riunificati in una ristrutturazione integrale, per proseguire poi con il Mediolanum, decisamente più moderno.
Un Hotel quasi come un tributo all’Arte ….
Si, abbiamo una forte vocazione artistica, ci piace l’arte in tutte le sue espressioni e ci piace molto comunicarla ai nostri ospiti. I lavori di ristrutturazione dell’hotel, infatti, hanno mantenuto intatto lo spirito del tempo, l’800. Impronta classica che rivive grazie anche alle opere del pittore Ercole Pignatelli scelto proprio per i suoi soggetti d’ispirazione classica e mediterranea. Mi piace questo suo modo di far respirare l’italianità.
Il valore aggiunto dell’Hotel Sanpi ?
L’autenticità in tutto quello che contiene.
Il rapporto dell’Hotel con la città?
È molto forte, nel senso che è un angolo della Milano storica per l’edificio in sé, per il suo giardino interno, per la location. Questo quartiere è la punta di diamante della milanesità, è una zona che pulsa di arte, con le sue piccole case editrice, i numerosi musei, le gallerie come l’ atelier il “Crepaccio” utilizzato da Cattalen. Non è un caso, infatti, se la Giunta di Milano, insieme allo IED, sta cercando di lanciare il brand Porta Venezia, come simbolo si sono scelte le due porte, proprio a significare apertura, che è poi la caratteristica di Milano, saper accettare le molteplicità culturali. L’obiettivo è una piccola Soho, una Marais … milanese
Che cosa ricorderà l’ospite, secondo Lei, del suo soggiorno presso l’Hotel Sanpi?
Penso che ciascuno ricorderà quello che emozionalmente più lo colpisce, è difficile dare una risposta.
Il vostro concetto di ospitalità?
Far sentire l’ospite come a casa propria.
Il rapporto con la clientela?
Il nostro direttore Mauro Troisi è molto presente, insieme a mia figlia. C’è un continuo dialogo con le esigenze della clientela, un’attenzione costante ma discreta.
E’ possibile tracciare un identikit dell’ospite del Sanpi?
È per chi ama il nostro spirito che è fatto di un’eleganza non pacchiana, qui, si trova raffinatezza, design originale, arte come fil rouge con il tempo.
Cosa vi contraddistingue?
La qualità del servizio, l’accoglienza, la passione.
Come proprietari della struttura, il vostro desiderio?
Poter regalare ai nostri ospiti la felicità.

di Antonella Iozzo ©Riproduzione riservata
                  (29/07/2014)

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