Caterina Mastella Allegrini, lungimirante passione

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Nella vita privata ho sempre sentito il vino più che una passione, una parte di me. Ho deciso che tutto ciò poteva diventare anche un lavoro quando per la prima volta mio zio Walter mi portò al Vinitaly, avevo 7 anni.
di Antonella Iozzo

Caterina-Mastella-AllegriniFumane (VR) – Caterina Mastella Allegrini, fascinazione comunicativa che vibra di passione, amore per il vino e forte senso dell’ospitalità. Arte che fluttua il territorio, la filosofia aziendale, i valori di famiglia. Nel suo sorriso la grazia dell’eleganza, nelle sue parole prospettive lungimirante, nei suoi gesti il presente foriero di un ricco passato.
Allegrini lega il suo nome all’Amarone e all’arte, come nasce questo connubio?
Per noi fare vino è una forma d’arte. Il connubio con l’Arte, nel senso più stretto del termine, inizia lo scorso anno, quando Philip Rylands direttore della Peggy Guggenheim Collection a Venezia ci chiede di entrare a far parte di Intrapresae, associazione che sponsorizza e in qualche modo interviene in alcune attività culturali del Guggenheim. I nostri primi due eventi si sono tenuti al Guggenheim di New York e al Guggenheim di Venezia.
L’evento clou, fino ad ora, della famiglia Allegrini in campo artistico?
All’Hermitage di San Pietroburgo, quando il Museo sceglie, come vino, l’Amarone, per festeggiare i 250 anni della sua fondazione. Da qui la decisione di continuare a tenere unite le tre “A”: Allegrini, Amarone Arte, con altri eventi importanti come la mostra di Paolo Veronesi al Palazzo della Gran Guardia a Verona, siamo, infatti, uno degli sponsor.
Quanto conta l’immagine nel wine business?
Tanto. Una volta bastava che il vino fosse eccellente, adesso l’eccellenza deve avere il suo palcoscenico per vivere da protagonista. Il nostro, è Villa della Torre, un luogo dove l’ospite riesce a percepire e vivere nella sua totalità l’esperienza Allegrini. Dalla degustazione alla convivialità, dai vigneti alla storia è un respirare appieno il Territorio, l’Azienda, la Famiglia.
Secondo lei perche Allegrini e tra le aziende vitivinicole italiane più conosciute al mondo?
Perché i vini sono ottimi, ma il nostro punto di forza è il concetto di ospitalità. Un concept che se in loco può essere la più logica conseguenza di una precisa filosofia azienda, assume forza e sostanza in qualunque parte nel mondo l’Azienda Allegrini si reca. Perché è fuori confine che trasmettendo la storia, i valori e i principi della nostra Azienda comunichiamo il carattere e la personalità dei nostri vini e quindi del territorio ed è proprio questo che il consumatore apprezza.
I Cru Allegrini continuano a scrivere la storia, oltre alla tradizione …
La tradizione è il punto focale, ma stiamo molto attenti ai cambiamenti che avvengono nel mondo e che bisogna saper cogliere. L’ecosostenibilità è una tematica molto attuale, noi condividendone i principi, evitiamo prodotti chimici e utilizziamo metodi alternativi. Inoltre insieme a Riccardo Cottarella, stiamo sviluppando il progetto del Wine Research Team, vini senza solfiti aggiunti, un progetto nel quale crediamo ma che usiamo come esperimento, quindi seguiamo passo passo l’evoluzione di questi vini prima di mettere il prodotto sul mercato. La qualità, prima di tutto.
Allegrini fa parte de “Le Famiglie dell’Amarone” ci presenta brevemente questa realtà?
Siamo 12 famiglie tra le più importanti per storicità, vocazione e legame con la Valpolicella, accumunate dall’intento di valorizzare al massimo il territorio e i vini che produciamo. L’Amarone è un vino particolare che richiede tempo, metodo e attenzione particolare. Per salvaguardare le sue caratteristiche abbiamo stilato un protocollo, rispettandone i canoni è possibile far parte de “Le Famiglie dell’Amarone”. Per noi la tradizione, l’origine, l’identità, sono valori fondamentali che proiettano nel futuro la ricchezza storica, da questa filosofia nascono eventi duranti i quali è possibile degustare l’Amarone di ogni “Famiglia dell’Amarone”, per un confronto nel segno della qualità e interventi diretti su territorio come l’acquisto da parte delle Famiglie di un locale storico di Verona la “Bottega del Vino”, un pezzo di autenticità che rischiava la chiusura.
Il tratto distintivo dell’Amarone Allegrini?
E’ determinato da due fattori: il territorio e il metodo di appassimento che noi abbiamo cambiato creando un moderno centro di appassimento “Terre di Fumane”, dove confluiscono anche le uve di altre aziende, per riposare fino a gennaio. Lasciamo che la natura segue il suo corso intervenendo solo in casi di condizioni climatiche particolarmente sfavorevoli che potrebbero favorire la muffa.
Per Caterina Mastrella Allegrini il vino sulla scena professionale e nella vita privata
Nella vita privata ho sempre sentito il vino più che una passione, una parte di me. Ho deciso che tutto ciò poteva diventare anche un lavoro quando per la prima volta mio zio Walter mi portò al Vinitaly. Avevo 7 anni e mi mise a servire il vino, mi è piaciuto tantissimo ma ciò che mi ha entusiasmato di più è stato il contatto con le persone, poter comunicare l’imprinting della mia famiglia.
Quanto è importante per la qualità del vino il fattore eleganza?
Tanto. L’eleganza è un fattore che si deve riscontrare non solo nei vini ma in tutta la filosofia aziendale.
Quanto è importante l’eleganza del gesto, nelle qualità di un uomo?
È fondamentale nel rapportarsi con le persone. È fil rouge che unisce.
Caterina Mastella Allegrini seduce con il vino o si lascia sedurre dal vino?
Credo che mi lascio sedurre.
Gli eventi Allegrini che ci attendono a breve?
Organizziamo molto eventi culturali per i quali consigliamo di consultare i nostri siti internet e le pagine social network. Come eventi strettamente aziendali si è concluso da poco il Vinexpo 2014.
E l’aeroporto che l’attende?
A settembre volerò negli Stati Uniti e poi in Russia, due realtà molto importanti per il nostro mercato.

ALLEGRINI
Via Giare 9/11 – 37022 Fumane Valpolicella (Vr)
Tel. (+39) 045 6832011 – Fax (+39) 045 7701774 – http://www.allegrini.it

di Antonella Iozzo ©Riproduzione riservata
                  (30/05/2014)

Ph. Lidia Costantini©

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