Wine e Cultura, Premio Masi

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Cultura, Premio Masi. I Protagonisti Della 33^ Edizione:
Andrea Bocelli, Svetlana Alexievich, Umberto Contarello, Mario Isnenghi E Associazione Ville Venete (Nella Persona Del Presidente Alberto Passi). Sabato 27 Settembre 2014 la premiazione e la Firma della Storica Botte di Amarone.

andrea_bocelliVerona – Andrea Bocelli, Svetlana Alexievich, Umberto Contarello, Mario Isnenghi e l’Associazione Ville Venete, nella persona del presidente Alberto Passi, sono i vincitori del Premio Masi che il prossimo 27 settembre taglierà il traguardo della sua 33^ edizione.
Il “‘pokerissimo” delle tre sezioni del Premio (Civiltà del Vino, Grosso d’Oro Veneziano e Civiltà Veneta) è stato diffuso oggi dalla Fondazione Masi, organizzatrice del riconoscimento assegnato ogni anno a personalità che si sono distinte nelle diverse discipline per il loro impegno nella promozione di valori universali.
Ad aprire la cinquina dei vincitori è Andrea Bocelli designato per il Premio Internazionale Masi Civiltà del Vino. Definito dal New York Times come il “più popolare cantante d’opera di tutti i tempi”, Bocelli annovera il vino nella triade delle sue grandi passioni, assieme a musica e cavalli. Interprete di terza generazione, con suo fratello Alberto, della cultura “della terra” assorbita tra i 120 ettari di famiglia, di cui 8 destinati a vigneto, a Lajatico, nel cuore della Val d’Era in provincia di Pisa, viene premiato perché “con la sua autorevolezza di artista, assieme alla passione di produttore e alla gioia di estimatore, contribuisce a dare lustro al vino, diffondendo il messaggio che una bottiglia di vino è di fatto una bottiglia di felicità”.

Viene dall’Est la protagonista del Grosso d’Oro Veneziano del 33° Premio Masi, assegnato in collaborazione con la Fondazione Corriere della Sera. Svetlana Alexievich, giornalista e scrittrice bielorussa, è stata la cronista degli eventi più importanti dell’Unione Sovietica della seconda metà del XX secolo, che sono stati ispirazione anche dei suoi libri più famosi (La guerra non ha un volto di donna; Ragazzi di Zinco; Preghiera per Chernobyl) tradotti in diverse lingue e oggetto di premi internazionali. A sostenere le motivazioni dell’assegnazione del Premio Masi 2014 “lo straordinario lavoro di indagine compiuto dalla giornalista nel periodo sovietico e post comunista con cui ha dato voce in Occidente ai sentimenti della gente comune e ai drammi irrisolti della società est europea”.

Il Premio Masi Civiltà Veneta 2014 porta le firme di Umberto Contarello, Mario Isnenghi e l’Associazione Ville Venete nella persona di Alberto Passi.
Padovano, recensito dalla critica come lo sceneggiatore del ‘migliore cinema italiano degli ultimi anni’, Umberto Contarello ha collaborato con i principali registi italiani (tra cui: Carlo Mazzacurati, Gabriele Salvatores, Michele Placido, Fabrizio Bentivoglio) contribuendo a creare uno stile di sceneggiatura originale per ricchezza di dettagli e approdando all’Oscar con “La grande bellezza” (2014) che ha sceneggiato con Paolo Sorrentino. Autore eclettico capace come pochi altri di entrare in piena simbiosi con il regista, apporta ai film una rara sensibilità; a lui la Fondazione Masi riconosce il merito di aver contribuito sin dagli esordi a raccontare con Mazzacurati l’originalità del Veneto e di aver realizzato per Sorrentino “un’opera di altissimo valore estetico e un geniale ritratto della città eterna”.

Mario Isnenghi conduce il Premio Masi dentro la storia della Prima Guerra Mondiale, di cui quest’anno ricorre il centenario. Veneziano, professore emerito presso l’Università lagunare, Isnenghi è uno dei più autorevoli storici italiani che molti lettori conoscono per il suo libro più famoso, ora ritornato sugli scaffali: Il mito della Grande Guerra (1970 – edizioni Il Mulino). Isnenghi, si legge nella motivazione del riconoscimento per la Civiltà Veneta, “ha avvicinato generazioni di italiani alla realtà della Grande Guerra, tragedia di cui il Triveneto è stato uno dei principali scenari, sfrondandola dai luoghi comuni senza rinunciare a sottolinearne gli aspetti ideali, il coraggio e l’abnegazione dei combattenti”.

Per l’Associazione Ville Venete, Alberto Passi chiude l’albo dei premiati che il 27 settembre apporranno la loro firma sulla storica Botte di Amarone, simbolo del Premio Masi da 33 anni. Trevigiano, erede della villa secentesca Tiepolo Passi, è presidente dell’Associazione. Costituita per conservare, valorizzare e promuovere il patrimonio artistico e architettonico del Veneto “emblema della cultura delle Venezie”, l’Associazione guidata da Passi riunisce oltre 600 dimore storiche del territorio regionale (sulle oltre 4300 censite).

Per Isabella Bossi Fedrigotti, presidente della Fondazione Masi: “I premiati di questa edizione rappresentano discipline e settori molto eterogenei; una varietà che dimostra la grande ricchezza culturale che continua a contraddistinguere il nostro Paese. La scelta delle personalità conferma anche l’approccio internazionale del Premio Masi che di nuovo è andato oltre confine tracciando un percorso multiculturale sempre più necessario nel mondo globalizzato”.

Per Sandro Boscaini, vice presidente della Fondazione e presidente della Masi Agricola: “L’intuizione che mi ha portato ad istituire il Premio Masi oltre 30 anni fa, nasceva dalla consapevolezza che impresa e cultura si appartengono e si integrano. Il Premio Masi, arrivato nella piena maturità, è stato quindi antesignano nell’affermare il principio, oggi sempre più diffuso, dell’interconnessione tra i due settori: senza cultura non può esserci impresa che resista nel tempo e senza impresa la cultura difficilmente trova rinnovato vigore”.  – www.fondazionemasi.com

    Redazione
(23/07/2014)

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