Chef Casarin. Accordi di gusto all’Abano Grand Hotel

Chef Casarin. Accordi di gusto all’Abano Grand Hotel. Atmosfera con il cuore che punta dritto al gusto. Deliziose creazioni gourmet diventano il corollario di un soggiorno perfetto nelle coordinate benessere e relax.

di Antonella Iozzo

Abano_Grand_Hotel-ristoranteAbano Terme (PD) – Chef Casarin. Accordi di gusto for thermal concept Abano Grand Hotel. Top level of luxury and wellness all’Abano Grand Hotel, Leading Hotel del Gruppo Borile. Cinque stelle lusso per esperienze davvero uniche che si distendono nella memoria e nell’istante. The thermal concept at its best. Stile, professionalità, ospitalità, gastronomia.

Deliziose creazioni gourmet diventano il corollario di un soggiorno perfetto nelle coordinate benessere e relax, comfort e gusto a misura di senso.

Proporzioni spettacolari ed eleganza discreta per il Ristorante Pietro d’Abano. Classico senza tempo che s’impone alla nostra ammirazione con la fascinazione di una grande residenza familiare con un servizio impeccabile con il plus del sorriso a partire dal Maitre Maurizio Di Blase.

Candelier e dettagli che orchestrano un contesto armonioso capace di ricondurci ai primi del ‘900 si uniscono in uno stile che esprime al meglio l’essenzialità decorativa.

Un servizio attento e discreto riceve gli ospiti con quel garbo che rimanda all’arte dell’accoglienza, è come se una sinfonia sapientemente orchestrata da gesti e forme ci avvolgesse nel dolce naufragare del momento rilasciando al contempo la piacevolezza del buon vivere lontano dalla frenesia quotidiana.

Atmosfera con il cuore che punta dritto al gusto con il menu “Oscillando tra Terra e Mare” firmato dall’executive chef Claudio Casarin. Un viaggio nella sospensione di accordi gastronomici che si esaltano vicendevolmente. Sinergia di sapori nata dall’abilità creativa dello chef Casarin. Esperienza, tecnica ed una brigata coesa e animata dallo stesso obiettivo: sorprendere, conquistare deliziare l’ospite trasportandolo nel giardino gastronomico del Ristorante Pietro d’Abano.

AbanoGrandHotel-antipasto-byLuongoIl senso dell’arte dello Chef Casarin appare evidente dalla prima portata “La mazzancolla della laguna veneta cruda su fondente di cetrioli e limone al peperoncino”, coreografia floreale in grado di esultare in freschezza, verve di cetrioli e limone, delicatamente punteggiata dal brivido piccante del peperoncino che prepara le papille gustative alla degustazione e la ricchezza della Mazzancolla si lascia sedurre da questa esplosione di vivacità. Intanto il sommelier Roberto Campion c’introduce con grande cordialità la carta vini,  e nel calice fa il suo ingresso, il Pinot Grigio del Collio “Riserva della Casa” Doc,  dalla buona acidità, bilanciata da una piacevole morbidezza e una buona struttura che ci accompagna anche con “La Suprema di Anatra” su fondo nero la cremosità avvolgente della burrata, la nota acidità del pomodoro, la tenerezza dell’anatra nel mordente del sale rosa dell’Himalaya, cristalli preziosi su una cucina in costante movimento, dove la componente tradizionale si lega al moderno con audacia e saggezza. Ecco allora che la dolcezza della carne si fonde con regioni e consistenze diverse per un piacere del cibo sano e sincero.

Fuggevole fantasia e un’anticipazione visiva che richiama a se la gioia dei sapori, “La lasagnetta con radicchio di Treviso e guanciale, crema di zucca, tentacolo di piovra al lardo e sformatino di broccoli”. Un piatto complesso ma ben equilibrato e che non tradisce la propria identità, ogni ingrediente e sempre riconoscibile, ogni sfumatura e un’espressione di creatività al servizio della tecnica e viceversa.  Si presenta come una tavolozza cromatica radiosa ed esaltante, dove la dolcezza della crema di zucca bilancia la nota amarognola del radicchio principe delle lasagnette, un quadrato scomposto degno di un’opera cartesiana. Come controcanto la morbidezza del tentacolo di piovra avvolta dal lardo croccante ma non troppo, per un adagio con gusto, planato dalla loquacità dei broccoli. Tutto il resto è evocazione sensoriale.

La serata scorre nel lirico approdo delle emozioni, semplice trasposizione sensoriale, conviviale e musicale sotto tutti i punti di vista.

Tempi di un concerto jazz pronti a offrire la massima qualità in veste semplice e dinamica grazie allo Chef Casarin che mette passione e dedizione in tutto quello che fa. Ogni suo piatto è studiato, meditato, ideato, creato con il cuore e la mente in perfetta armonia interiore. Una serenità che si flette in iperbole del gusto esattamente come negli “Spaghetti tiepidi di mais e lupino con pescato del giorno, crema di ceci e caviale Amur”, ottima cottura della pasta e tocco d’artista nell’esaltarla con la crema di ceci e il pescato del giorno. Aromi e profumi danzano la levità raffinata della composizione, mentre la nota sapida del caviale è un arabesque che traccia il bilanciamento cromatico e gustativo.

Con lo Chef Casarin, il cibo diventa emozione e le emozioni sussurrano il respiro del mare con “I filettini di rombo chiodato dell’Atlantico scottati su vellutata di cavolfiori piccanti e frittelle di ostriche” tra mare e terra, l’iride è catturata dalla scenografica messa in scena dei germogli di ravanello che fungano da cornice al pesce. Performance sobria e delicata che solleticherebbe il palato con maggiore enfasi con un pizzico di mordente in più dato dal peperoncino che qui si lascia desiderare.

Il sapiente equilibrio fra morbidezza e croccantezza, fra dolcezza e sapidità e una notevole ricerca per il dettaglio nobilitano “La cubettata di maialino da latte cotto nel passito, marinato con pistacchi e frutti rossi” ovvero tailor made per palati esigenti e curiosi. Due modalità di cottura per il maialino, croccante l’una, tenera l’altra, e la preziosità del passito per un sapore intenso, deciso e allo stesso tempo sospeso in una sensualità perlacea. Profondità modulata dai pistacchi marinati e dall’acidità dei furti rossi che conferiscono il carattere finale. La purezza dei sapori convive con l’estro e la ricerca per nuove trasposizioni di gusto e sensazioni. Nel calice il cabernet sauvignon in purezza, San Macro, dell’Azienda Savan, tannini morbidi e buona persistenza che invita a nuovi assaggi.

E quando lo Chef Casarin ci conduce tra le dolci tentazioni del dessert, l’empasse sensitiva scopre l’anima dello “Sformatino con cuore di cioccolato fondente, emulsione di mango, pesca e chips di zenzero” è un’intensa vibrazione che dilaga nel piacere, rilasciando declinazioni saten che scivolano dal palato all’inconscio fino a raggiunger le vette delle ragioni. Seduzione di una creazione veemente che trattiene la liquida sinfonia del cioccolato fondente nel trillo dello zenzero. Fuoco che si placa e rinasce esplosione gioiosa e vivace nel paso doble del mango e della pesca. Il Recioto di Soave, come ambra fluttuante il sentimento, dipinge una progressione gustativa calda e appagante che sembra non finire mai, intanto la notte si avvicina nello splendore five star lusso dell’Abano Grand Hotel.

Abano Grand Hotel
Via Valerio Flacco, 1
35031 Abano Terme Padova
+39.049.8248100http://www.gbhotelsabano.it/it/hotel-collection/abano-grand-hotel/

 

di Antonella Iozzo ©Riproduzione riservata
                  (16/09/2016)

 

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