Vernatschcup 2014, vince la convivialità

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Trofeo Schiava una poetica missione, iniziata nel 2004 grazie a tre audaci autori del bien vivre: Ulrich Ladurner, Othmar Kiem e Günther Hölzl. Loro comune denominatore: l’amore incondizionato per il Vernatsch, più che un vino, l’essenza altoatesina che rinasce dai cuori e dal terroir.
di Antonella Iozzo

Vernatsch-Cup-ProduttoriLana (BZ) – Vernatschcup 2014, vince la convivialità. Produttori, giornalisti, wine lovers e l’ospitalità del Vigilius Mountain Resort a Monte San Vigilio, raggiungibile esclusivamente in funivia da Lana, location d’eccezione per un evento d’eccezione: Schiava, il piacere di vivere in un calice di gioia eterna.
L’undicesima edizione del Trofeo è una sinfonia culturale che dispiega il valore del vitigno, l’espressione del territorio, lo spirito del luogo: l’Alto Adige , tradizione e origine. Una festa per i sensi dai toni vivaci che illumina la naturale semplicità della Schiava.
Riflessi Schiava rosso brillante accendono l’emozione, e l’essenzialità del Design Hotel Vigilius ci avvolge nella sua naturale eleganza declinata in eco sostenibilità. Condizione necessaria quanto ovvia per una struttura che pulsa all’unisono con il ritmo alpino. È una fascinazione cadenzata dalla modulazione dello spazio: interno ed esterno s’integrano vicendevolmente riuscendo a dare vita ad un mondo sensibile nel quale la bellezza cambia l’orizzonte dei nostri sogni. Il calore del legno, la cura per ogni dettaglio nell’interior design e le ampissime vetrate, attraverso le quali la natura entra in scena, rendono l’hotel progettato da Matteo Thun, un’opera unica, un’opera che si apre all’emozione per celebrare The Schiava Night.
Trofeo Schiava una poetica missione, iniziata nel 2004 grazie a tre audaci autori del bien vivre: Ulrich Ladurner imprenditore nel settore alimentare e proprietario del Vigilius Mountain Resort, Othmar Kiem giornalista enogastronomico noto in tutte le aree viticole d’Italia e Günther Hölzl negoziante di vini a Merano, la sua passione lo spinge a conoscere e promuovere i vini di tutto il mondo.
Comune denominatore di queste tre fantastiche personalità, l’amore incondizionato per il Vernatsch, più che un vino, l’essenza altoatesina che rinasce dai cuori e dal terroir, per momenti da condividere nel segno dei tempi che cambiano.
Nelle giornate precedenti alla premiazione una giuria di giornalisti, enologi e sommelier provenienti dall’Italia, dall’Austria e dalla Germania ha selezionano, tra 89 campioni le 9 “Schiave dell’anno”, attraverso degustazioni che seguivano le varie denominazioni. La categoria “La Schiava diversa” invece raggruppa vini di annate più vecchie e quei vini che non entrano nelle DOC.
Le diverse sfumature che la Schiava può assumere, infatti, sono strettamente legate alla zona di produzione. Terroir eterogenei danno origini a diverse espressioni dello stesso vitigno e così la Schiava assume il carattere tipico della propria micro-zona, interpretato poi dal produttore in un accordo armonico personalissimo capace di racchiudere il gesto della passione e il segno materico del territorio. La più grande zona di coltivazione del Vernatsch si trova nei pressi del Lago di Caldaro, seguita dalla zona Santa Maddalena, ai piedi del Monte Corno a Bolzano, la Schiava dell’Alto Adige o Colli Meranesi infine nasce attorno la città di Merano. Sotto ogni angolo di cielo altoatesino la Schiava decanta la sua leggera freschezza.
E i premiati brindano alle sensazioni che compone il paesaggio altoatesino, frammenti di un mosaico che si ricompone nei bagliori soffusi quanto lungimiranti di nove interpretazioni della pulsione autoctona:
categoria AA Lago di Caldaro:
• Alto Adige Lago di Caldaro classico superiore 2013 – Colterenzio
• Alto Adige Lago di Caldaro classico superiore Pfarrhof 2013 – Cantina di Caldaro
categoria AA Schiava e Schiava Grigia
• Alto Adige Schiava Campaner 2013 – Cantina di Caldaro
• Alto Adige Schiava Grigia 2013 – Muri Gries
categoria AA Meranese e AA Val Venosta
• Alto Adige Meranese Partanes 2013 – Tenuta Partanes
categoria AA Santa Maddalena
• Alto Adige Santa Maddalena classico Ansitz Waldgries 2013 – Christian Plattner, Tenuta Waldgries
• Alto Adige Santa Maddalena classico 2013 – Cantina Produttori Bolzano
• Alto Adige Santa Maddalena classico Pfannenstiel 2013 – Pfannenstielhof, Johannes Pfeifer
categoria Schiava diversa
• Alto Adige Santa Maddalena classico Ansitz Waldgries 2012 – Christian Plattner, Tenuta Waldg.
Vernatsch-CupIl gusto riscopre la dimensione della genuinità, dello stare insieme in armonia, del trascorrere momenti lieti ogni giorno. È un modo d’essere di chi ama naturalmente il vino, di chi rende la propria passione Arte del piacere sensoriale, arte del librarsi verso i confini del gusto. di chi è semplicemente consumatore e può decretare il suo elisir preferito. Una commissione scelta tra questi ha eletto il suo preferito tra i vincitori. In un’atmosfera amichevole, esperti e appassionati del panorama internazionale esprimono la propria valutazione, scoprendo le vibrazioni di ogni singolo vino nell’interpretazione del produttore.
Le papille gustative esultano ai morbidi profumi della Schiava proveniente dal Lago di Caldaro, melodie che scivolano come seta, per poi ricomporsi nella corposità strutturata della Vernatsch Santa Maddalena e ritrovare il piglio vibrante dei Meranesi. Simboliche intuizioni in un ideale abbraccio ai vigneti, fascinose visioni in bilico fra quel senso di certezza e quel minimo dubbio che deborda ogni sorso. I membri della “Stehwein ze Meran” dopo varie discussioni ed assaggi ha fatto cadere la sua decisione sull’Alto Adige Lago di Caldaro classico superiore 2013 – Colterenzio eletto come il preferito dal pubblico. Un sapore intenso che rivela l’altro volto della Schiava, quello deciso, dai tannini morbidi ma leggermente più spiccati che stimolano la fantasia oltre alle papille gustative.
Ulrich Ladurner, ottimo padrone di casa, sorride, degusta, entra in empatia con gli ospiti, con tatto e discrezione, quasi accompagnandoci per mano sul proscenio dell’evento. Al quale era presente anche il presidente del Merano Wine Festival, Helmuth Köcher, il suo piglio dinamico, la sua sicurezza sono il fondale di una simpatia che conquista. Perfetto comunicatore, non può non entrare nello spirito della Schiava, felice combinazione di elementi che rendono ogni Schiava un’improvvisazione jazz in bicchiere e Helmuth Köcher sembra proprio percepirne il ritmo.
La Schiava, un vino capace di sorprendere, versatile, capace di creare e ricreare continuamente un feeling sensoriale con il cibo, il Galà della Schiava, ne è stata l’espressione più piena. Tradizione altoatesina rivisitata in chiave mediterranea, tematica culinaria sviluppata dallo chef Mauro Buffo con estrema sobrietà. Accostamenti aromatici diversi esaltavano la corposità di piatti ricchi come la zuppa di legumi con intermezzo di frutti di mare, il risotto di piselli primaverile pur nella sua cremosità un tantino troppo densa o le varie tipologie di carne dalla consistenza media un controcanto alle verdure , al fritto misto o alla mozzarella, reminescenze solari sulle rive del Sud che la Schiava riscrive con levità e armonia. È un dialogo generoso fra i sentori tipici della Schiava e sapori fermi ma planati in raffinatezza dalla Chef Buffo. Nuove sensazioni esaltano il palato con una gradevolezza, perfettamente bilanciata tra struttura e morbidezza, è la Schiava Santa Maddalena classico Pfannenstiel 2013 – Pfannenstielhof, Johannes Pfeifer. Il colore brillante invita all’assaggio, il retrogusto sembra quasi avvolgere ogni boccone e renderlo esperienza culinaria. La facile beva è sostenuta da una danza di sentori che convincono il gusto e stimolano la conversazione.
Terroir e carattere anche per il Santa Maddalena classico Ansitz Waldgries 2013 della Tenuta Waldgries, un‘intrigante espressione che ammalia gioiosamente, una speziatura esaltata dallo speck , un’intensità mai profonda che riaffiora con coerenza e pulizia. Desideri rosso brillante e dai profumi di frutta rossa matura, li esaudisce il Santa Maddalena classico Ansitz Waldgries 2012 – Christian Plattner, Tenuta Waldgries, diverso, sicuramente per la sua sensualissima modernità che implode in corposità setosa e gentile allo stesso tempo, naturalmente è Schiava.
La vista del Ristorante “1500” è spettacolare, le Dolomiti suggellano l’istante consegnandolo al tempo, la luce abbagliante del giorno scende lentamente nella rimembranza del ricordo, è il crepuscolo nella curva ampia dell’effetto Vigilius, eleganza mai invasiva ma intima e poetica. È qui che il Galà della Schiava giunge a conclusione sulle note dolci dei dessert: praline, cioccolatini, mousse. Petali in fiore, creme delicate, albicocca succosa e voluttuosa, i sensi ringraziano. Esperienza Schiava e nuove fragranze infiammano la cultura del gusto stimolandola alla scoperta di un vino interprete non solo del territorio ma dell’anima altoatesina.

di Antonella Iozzo ©Riproduzione riservata
                  (22/05/2014)

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