Vini da vivere, landscapes estremi

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Vini da terre estreme conoscerli è un’esperienza, viverli un viaggio dentro le loro più nascoste verità. Una storia fatta di uomini, terroir, e passione.
di Antonella Iozzo

Vini-da-terre-estreme-tavola-rotonda-byLuongoMontegrotto Terme (PD) – Vini da terre estreme: extreme sensations in calici di terroir d’eccezione. Il 20 e il 21 ottobre scorso a Montegrotto Terme in provincia di Padova si è tenuto il workshop dedicato alla valorizzazione dei vini, appunto, estremi, cioè vini prodotti con uve coltivate in
zone sconosciute e geograficamente impervie. L’evento promosso dalla Scuola Internazionale del Gusto Italiano e dal Comune di Montegrotto Terme si è svolto presso la settecentesca Villa Draghi. Dall’Alto Adige alla Sicilia più di 250 etichette, hanno dipinto con le infinite sfumature dei vini l’immagine più rappresentativa delle loro realtà: una realtà difficile, a volte anche fragile, ma al contempo piena di energia vitale, di passione, qualità, impegno e dedizione. Aziende eroiche incastonate in una campitura che se da un lato rivela suggestioni spettacolari dall’altro svela tutte le difficoltà legate a questo particolare tipo di viticultura dall’elevato costo di mano d’opera e numero di ore lavorative, che ovviamente gravano sul costo del prodotto finale, alle difficoltà di entrare nel mercato sia nazionale sia internazionale.
Zone estreme, a ridosso di montagne, sul bordline di situazioni morfologiche sospese tra il cielo e il mare, dove alture scoscese e declivi impervi disegnano l’orografia della consapevolezza di poter fare per creare dalla vite il nettare della vita, il canto della terra. Ogni produttore ha aperto il suo mondo domenica 20 agli appassionati e agli enogastronomi mentre lunedì 21 ai professional: Horeca, enoteche, buyer, media specializzati e opinion leaders del Nord Est e Austria, confronti, dialoghi sul filo della comunicazione per concrete proposte che possono sostenere, incrementare e diffondere la cultura dei Vini da terre estreme.
Vini di universi tra loro lontani ma dove l’impegno e la volontà di plasmare le difficoltà in punti forza diventano una prosecuzione del carattere fortemente identitario dei produttori. La loro presenza è un segno che acquista sempre più forza e valenza esemplare fino a divenire massima espressione in ogni calice, in ogni sorso. Frammenti che riflettono il tempo in una danza di attimi che fermenta il movimento della vita.
All’interno del Workshop in collaborazione con il Cervim (Centro di Ricerca, Studi, Salvaguardia, Coordinamento e Valorizzazione per la Viticoltura Montana ) si è tenuta la Tavola Rotonda “Il Vino Estremo, Questo Sconosciuto” dove sono state indagate le varie problematiche legate alla particolarità dei luoghi di produzione, al fatto che il settore non possiede una visione d’insieme sulle reali aspettative dei consumatori, inoltre sono state espresse molte perplessità sull’andamento del mercato che spesso penalizza il piccolo produttore. Parola chiave ma soprattutto concetto essenziale, per affrontare tali problematiche la coesione, l’essere uniti e compatti. Insieme per crescere e migliorarsi, arroccarsi nella propria individualità frammenta, chiude, penalizza. Tra i relatori molti produttori come Enrico Togni – Produttore Soc. Agr. Togni-Rebaioli – Boario Terme Sondrio, Matteo Bonanini Presidente Coop. Produttori Cinque Terre e ricordiamo Roberto Gaudio Presidente Cervim
Nuove visioni e nuove evocazioni si affacciano sul mondo degli opinion leader, del trade professional e dei semplici appassionati grazie ad eventi,come questo, che pongono l’accento su questi particolari vini che portano in bottiglia landscapes al confine con l’ultima linea dell’orizzonte.
Piccole realtà che regalano grandi emozioni come il Passito dell’Azienda Agricola Fenech Francesco, antiche tradizioni che avvolgono il palato in una dolcezza avvolgente.
Vini da terre estreme che rinascono in tracce di storia cesellata dalla luce della creatività intellettuale della Famiglia Bisol, la storia, la cultura, il territorio, una danza di valori che celebrano il loro segreto legame nell’ambizioso progetto intrapreso da Gianluca Bisol: il recupero dell’antica vigna murata di Venissa sull’isola di Mazzarbo Burano nel cuore della Laguna di Venezia. È un affondo nelle radici venete più profonde, radici di un vitigno autoctono veneziano il Dorona dal quale appunto nasce Venissa, oro intenso che inebria i sensi, con una leggera esplosione aromatica che ci rimanda alle nuances della laguna.
Sonorità diverse e visive si alternano da una degustazione all’altra. Ogni banco d’assaggio è una consolle che fonde passato e presente per palati raffinati che riconoscono il sound ora potente ora versatile che rilasciano i vini da terre estreme.
Sono modulazioni di tradizioni che si amplificano in realtà pulsanti come la Cantina delle Cinque Terre: estreme tensioni dispiegate nel mare, caratteristiche terrazze, clima mite sapienza secolare, elementi che convivono e rilasciano la felicità da assaporare sorso dopo dorso con un “Cinque Terre Sciacchetrà 2011”, giallo ambrato che sembra trasportare via i pensieri, è un vino da meditazione, infatti, equilibrato e sensuale.
Concludiamo le nostre degustazioni esplorando la Valtellina, ed è esperienza estetica nel richiamo del territorio con l’Azienda Agricola Caven Comuna, Casa Vinicola Pietro Nera sintesi di passione e ragione. È una musica infinita che proviene direttamente dal nebbiolo, esuberante e insieme intimo, riflessivo e contemporaneamente accattivante in ogni interpretazione dell’Azienda filtra il tempo, i suoi movimenti flessuosi e lenti provenienti dalle voci di un nobile passato, e le sue virtuosistiche e innovative interpretazioni per un team giovane dalla lunga e nobile tradizione come per dire l’essenza di uno stile dal cuore antico. Semplicemente superlativo il Valtellina Superiore D.O.C.G. Inferno Al Carmine®, ottenuto esclusivamente da uve nebbiolo da vitigni storici. Determinato, austero, nessuna mezza misura, rapisce subito l’attenzione per poi disegnare, con precisa eleganza, un retrogusto dalle variazioni su tema molto decise.
Con lo Sforzato di Valtellina D.O.C.G. Messere®, la musica cambia, qui l’uva nebbiolo dà il massimo di se, è memoria visiva nella magia della vinificazione con uve appassite, nella maturazione in botti francesi per almeno 15 mesi ed è poesia che si ascolta, si degusta e si sorseggia. Soft emotion sulle note del Terrazze Retiche di Sondrio Passito I.G.T., Anomalia® Singolare, sempre e solo uve nebbiolo per un nettare audace e mai stucchevole. Dolce naufragare tra lo sgomento che irradia e distende le melodie del Nebbiolo così interpretato. Arte che attrae e seduce ad iniziare dall’etichetta, fashion style nel risveglio di una bellezza che attrae l’occhio per sedurre la mente : conscio e inconscio scivolano verso convergenze passionali che scandiscono il battito della natura , è attrazione, è pulsione, è desiderio nella bellezza di una Anomalia Singolare.
Singolari e affascinanti come i vini da terre estreme, conoscerli è un’esperienza, viverli un viaggio dentro le loro più nascoste verità. Una storia fatta di uomini, terroir, e passione.

di Antonella Iozzo ©Riproduzione riservata
                  (21/10/2013)

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