Rigoletto, al cuore del dramma

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Rigoletto, al cuore del dramma
Rigore senza fronzoli – “Rigoletto” e Luisi, la forza di verdi va oltre le epoche

di Enrico Girardi

rigolettoZurigo – Quanta retorica nell’affermare, certi registi lo fanno spesso, che un tavolo e tre sedie bastano a fare teatro. Ma se c’è un caso in cui è proprio vero, è quello del “Rigoletto” ins cena all’Opera di Zurigo.
I costumi sono odierni, il tavolo è infinito e le sedie sono un po’ più di tre ma non c’è davvero nient’altro. Solo recitazione. Cantanti che non sono cantanti ma personaggi credibili: una Gilda che sgonnella sognando come un’adolescente di essere la protagonista di “Titanic”, il duca che in privato sa fare quel Leonardo DiCaprio e in pubblico fa lo spavaldo; la corte compiacente volgare e inneggiante; Rigoletto, Maddalena e Sparafucile fuori dal cliché del ruolo ma pienamente addentro la loro condizione umana disperata ma capace, nonostante tutto, di pietà.

Niente Mantova, niente Medioevo, niente di niente se non la perenne contemporaneità di questa azione verdiana, dei suoi moventi, dei suoi riflessi psicologici,d ella sua tragica sostanza. Quello di Tajana Gurbaca è spettacolo rigoroso e bellissimo, come al direzione di Fabio Luisi, il generalmusikdirektor dell’esemplare teatro d’opera zurighese. I due sembrano averlo costruito insieme. Perché anche Luisi abbatte i fronzoli e va al cuore del dramma. Cura l’efficacia rabbiosa e la spinta propulsiva degli accorgimenti( fondamentali) in Verdi), imprime accelerazioni perfette e limita il minimo indispensabile le cosiddette << fermate>> dei cantanti perché sa che, da Rossini in poi, uccidono il ritmo teatrale del melodramma italiano.

Compattezza, asciuttezza, cupezza, rigore, ma senza mettere all’angolo la poesia, ch anzi trionfa in certi dettagli ( Rigoletto che trattiene Gilda che accarezza il duca che fa l’amore con Maddalena che a sua volta vorrebbe accarezzare e consolare Gilda: a dirlo così il quartetto del terzo atto sembra scena comica ,a è momento che emoziona): in queste coordinate si devono muovere gli interpreti.
Ma sono preparati a dovere. Interpretano per davvero,con la dovuta naturalezza. Si tratta di Quinn Kelsey ( Rigoletto, una rivelazione), di Aleksandra Kurzak (Gilda) Saimir Pirgu (il duca), Judith Schmid (Maddalena) e Christof Fischesser ( Sparafucile). Boati d’approvazione per tutti.
 
   di Enrico Girardi
da Corriere della Sera
   ( 22.02.2013)
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