Ristorante Sottovoce Como, la semplicità rivela la perfezione

Ristorante Sottovoce al Vista Lago di Como, una cucina che illumina d’immenso per precisione e limpidezza, quasi una pulizia formale dei sapori che si esaltano e s’integrano vicendevolmente rilasciando una bellezza da vivere con ogni senso, assaggio dopo assaggio.

di Antonella Iozzo

Como – Ristorante Sottovoce Como, quando il sapore esulta, l’ingrediente si rivela. E’ un’esperienza culinaria sublimata dallo charme esclusivo del Vista Lago di Como, unico hotel cinque stelle lusso in città che esprime il meglio di se anche a tavola sotto la guida dell’Executive Chef Alessandro Rinaldi.
Ristorante Sottovoce, tra i primi Rooftop della città si sviluppa in lunghezza, in modo che ogni tavolo possa godere una vista spettacolare sul lago e sui seducenti effetti del cielo, soprattutto al tramonto.
Design moderno e colori tenui che conducono verso declinazioni pastello, mentre  un rosso vermiglio trilla nella mise en place come un tessuto sonoro chopiniano.
Comode sedute e divani che perimetro la sala dove la luce naturale regna imperante orchestrando e ridefinendo la spazialità. E se il soffitto con la sua forma ricorda le classiche mansarde il design moderno ne rilancia la fascinazione con un tocco originale ed elegante.
Il crepuscolo avanza, orchestrando la sua suite cromatica nel cielo che crea un dipinto espressionista con le pennellate date della nuvole, poi l’elegia culinaria introdotta da un servizio attento e curato entra in scena con lo Spumante Metodo Classico Cuvée Nature di Nicola Gatta, bollicina cremosa e appagante, che accompagna l’amuse bouche, la sfera di  foie gras e fragola esplode al palato, mentre sorprende l’intensità del tacos di patate con anguilla,  datteri e polvere di basilico, assaggio di melenzana modern version, seguito da un goloso bignè salato con crema di  Parmigiano 24 mesi, fresca conclusione con la tartelletta rapa rossa e albicocca.
Ristorante Sottovoce, sì un sussurro di cordialità che raggiunge il servizio mentre ci offre dei delicati grissini al pomodoro, ventagli di parmigiano e basilico e un tradizionale pane con un lievito madre, eredità di quattro generazioni, da gustare con la delicatezza dell’olio siciliano o quello più deciso campano. Piccola nota preziosa che sorprende il Butirro un piccolo caciocavallo dal cuore di burro, morbido e goloso, si scioglie in bocca per la delizia dei sensi.
I diversi menu dell’Executive Chef Alessandro Rinaldi, da quelli degustazione a quello a la carte, raccontano la sua filosofia che punta dritto al cuore dell’ingrediente, sempre esaltato e rispettato in ogni sua fibra. Semplicità, stagionalità, territorio e tradizione, i quattro punti cardinali di una cucina che offre ai suoi ospiti un viaggio lungo le rotte della buona tavola.
Tutti i sapori sono riconoscibili, tutti gli ingredienti esultano al palato rilasciando la bellezza dell’arte culinaria. Ed ecco che il “Carciofo alla brace, menta e il suo ristretto” è una celebrazione del carciofo nella sua interezza bilanciata dalla nota fresca della mente.
Se la vera eleganza è sottrazione anche nel cibo, o meglio nella composizione di un piatto l’essenzialità diventa il fil rouge di un gusto senza compromessi: “Scampo, porro arrosto e caviale Special Reserve”. Presentazione minimal, per un elogio alla purezza, alla materia prima, di assoluta qualità, e abbinamenti sapientemente orchestrati in una sinfonia che coniuga sapidità e dolcezza, consistenza e freschezza, ricercata eleganza e note preziose di luxury essence.
Eclettici incontri fra passato e presente per un primo piatto che trionfa in gusto “Tortello di pasta fresca, pecorino Carmasciano, fave, cipolla fondente e caffè”, i ricordi diventano ispirazione, la tecnica tradizione, il talento sapore. Si cammina su un doppio binario e il gioco degli abbinamenti crea un elogio all’arte culinaria dello chef Rinaldi, che osa con lucida creatività nell’uso del caffè. Nel calice il Roero Arneis “Bricco delle Ciliegie” intenso, minerale, persistente.

Classicità per immagini indelebili che riaffiorano dai profumi e dalle fragranze mai dimenticate, ed ecco che la “Linguina di grano duro, vongole verace, pane saporito e limone di Costiera”, è vissuto, è quotidiana essenza di vita tra il cantico del mare e la cucina. E la voce dell’origine, quella campana dell’Executive Chef Alessandro Rinaldi, che riscrive il piatto secondo il suo concept, rispettoso dei prodotti e di quel fermo immagine che ritrae il tempo nei colori della Costiera.
Ristorante Sottovoce, passeggiata nell’arte dei sapori che svela le fibre del gusto come accade con il “Rombo chiodato, lattuga di mare, uova di trota e beurre blanc”, scenografica e raffinata presentazione che sorridono all’iride creando anticipazione gustativa. Cottura perfetta che evidenzia le fibre del rombo nella loro natura mentre il beurre blanc e le uova di trota conferiscono profondità al piatto.
Un percorso culinario luminoso che irradia la sua anima tra semplicità e perfezione con le note fresche del limone nel pre-dessert, e la pura golosità di un sontuoso e goloso babà, non è un caso se nel menu, infatti,  ritroviamo “Omaggio al Maestro… Il Babà”, morbido, vellutato, inzuppato al punto giusto ed esaltato da una nuova cremosa che seduce i sensi.

Ricordi di arte pasticcera campana che s’intensificano con la piccola pasticceria, dove spicca una mini sfogliatella che ad ogni morso libra la sua croccantezza mitigata dal suo ripieno, un crunch che è musica.
Ristorante Sottovoce al Vista Lago di Como, una cucina che illumina d’immenso per precisione e limpidezza, quasi una pulizia formale dei sapori che si esaltano e s’integrano vicendevolmente rilasciando una bellezza da vivere con ogni senso, assaggio dopo assaggio.

Ristorante Sottovoce
Vista Lago di Como
Piazza Cavour, 24, 22100 Como CO
Telefono: 031 537 5241
https://www.vistapalazzo.com/lago_como/ristorante-sottovoce/

 

di Antonella Iozzo ©Riproduzione riservata
                  (06/08/2025)

Photo: Courtesy by Vista Lago di Como and Michele Luongo

 

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